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São Paulo, 16 Dezembro 2018 - 20:13 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 16 Dicembre 2018 - 23:13
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INTERNAZIONALIZZAZIONE: IL “VADEMECUM” DEL MAE
 
 
 
 

1) QUADRO MACROECONOMICOA) Andamento congiunturale e rischio Paese

Nel corso del primo semestre del 2011, secondo dati dell`Istituto Nazionale di Statistica (IBGE) l`economia brasiliana ha continuato ad espandersi vivacemente (2,0 per cento su base semestrale rispetto al periodo precedente), seppur in deciso rallentamento rispetto ai ritmi dello stesso periodo dello scorso anno (+4,2 per cento), che consentirono al PIL del 2010 di chiudere registrando il tasso di crescita più elevato dal 1986 (+7,5 per cento).

L`analisi dal lato della domanda mostra l`importanza della dinamica delle componenti interne. I consumi delle famiglie, pur rallentando, hanno continuato a crescere in maniera sostenuta (+2,3 per cento, da +3,4 nel semestre precedente) così come gli investimenti fissi lordi (invariati a +2,1).

Il settore esterno ha invece continuato a sottrarre punti percentuali alla crescita (-0,5 punti percentuali rispetto al contributo positivo di domanda interna di 2,5 di punti percentuali). Dal lato dell`offerta il settore dei servizi mostra un rallentamento (+1,6 per cento, da +2,1) da ricondursi alla performance negativa dei servizi di intermediazione finanziaria (-0,1 per cento, da +5,8). L`industria e l`agricoltura, dopo il brusco rallentamento del secondo semestre del 2010, evidenziano invece una ripresa (+2,6 e +2,3 per cento rispettivamente).

Le prospettive per il resto del 2011 e per l`anno restano incerte, essendo profondamente legate agli sviluppi dell`economia globale, in generale, e della crisi in Europa in particolare. La crisi si trasmetterebbe al Brasile attraverso canali reali (contrazione del commercio estero e riduzione dei prezzi delle commodities) e finanziari (prosciugamento dei flussi di capitale). Le proiezioni dei principali operatori di mercato non prevedono scenari di "rottura”: il PIL crescerebbe del 3,4 per cento quest`anno e del 3,6 per cento nel prossimo. Gli economisti dell`Economist Intelligence Unit (EIU) sono leggermente più ottimisti (+3,6 e +3,8 per cento rispettivamente). Il mercato del lavoro continua in buone condizioni – tasso di disoccupazione (6,0 per cento ad agosto) ai minimi storici, buona dinamica della massa salariale, aumento della classe media che ora rappresenta oltre il 50 per cento del totale – e i consumi delle famiglie dovrebbero continuare ad espandersi a ritmi (4,4 per cento nel 2011 e 4,0 per cento nel 2012) superiori al PIL. Gli investimenti dovrebbero continuare ad espandersi su ritmi elevati in ragione soprattutto degli ambiziosi piani di sviluppo legati ai grandi eventi (campionati mondiali del 2014 e Olimpiadi del 2016), alle opere del PAC (Piano di accelerazione della crescita) e alle opere previste per lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio del c.d. pre-sal. Il Banco Nacional de Desenvolvimento Social (BNDES), che nel primo semestre dell`anno ha erogato crediti per 55 miliardi di reais (in leggera contrazione rispetto ai 59 miliardi dello stesso periodo del 2010) dovrebbe continuare a fornire il necessario finanziamento, nella attesa che il settore privato possa esercitare un ruolo maggiore. Le importazioni dovrebbero continuare a crescere a tassi a due cifre (+12,6 per cento nel 2011 e +10,7 nel 2012), superiori a quelli delle esportazioni (+3,7 per cento e +5,3 per cento rispettivamente).

La dinamica robusta della domanda interna – e i ritardi nell`adeguamento dal lato dell`offerta, oltre all`aumento delle quotazioni delle materie prime – si sono riflessi in crescenti tensioni inflazionistiche a partire dall`estate dello scorso anno. L`inflazione sui dodici mesi, che era pari al 4,5 per cento ad agosto del 2010, è aumentata ininterrottamente fino ad oltre il 7 per cento un anno dopo (7,2 ad agosto del 2011), oltrepassando il limite superiore dell`intervallo obiettivo (4,5 ± 2,0 per cento).

Il progressivo deterioramento del quadro inflazionistico si è riflesso già nella prima metà dello scorso anno nel disancoraggio delle aspettative di inflazione per il 2011, e a partire dall`inizio dell`anno anche di quelle per il 2012. Nel primo semestre il Comitato di Politica Monetaria (COPOM) del Banco Central do Brasil (BC) ha avviato una fase di restrizione monetaria aumentando il tasso ufficiale (tasso SELIC) complessivamente di 175 punti base, al 12,50 per cento. Di fronte ai crescenti rischi per la crisi del debito in Europa e al conseguente rallentamento dell`economia globale, dalla riunione di agosto il COPOM ha invertito la tendenza e ha tagliato i tassi di riferimento di 100 punti base.

Nel corso del secondo semestre del 2011 gli afflussi di capitale hanno continuato ad essere cospicui: il conto finanziario della bilancia dei pagamenti ha registrato un surplus di oltre 67 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 56 del secondo semestre del 2010. Analizzando le varie componenti si nota, in particolare, che gli investimenti diretti esteri (netti) sono ulteriormente aumentati a 42,7, da 33,7 del secondo semestre del 2010. Gli investimenti di portafoglio sono invece diminuiti a 14,0 miliardi di dollari, da oltre 40; particolarmente significativa la contrazione dei flussi azionari passati a meno di 3 miliardi da circa 28. Le quotazioni di borsa hanno risentito anche delle turbolenze sui mercati internazionali perdendo nei primi nove mesi dell`anno oltre il 18 per cento. Il tasso di cambio nei confronti del dollaro si è apprezzato di poco più del 3 per cento nella prima metà del 2011, toccando anche quote record di 1,54 R$/$. Durante l`estate, ma in particolare in settembre, l`acuirsi della crisi internazionale ha portato ad un repentino deprezzamento del real, che ha toccato il 22 settembre la quota record di 1,94 R$/$. La Banca centrale è dovuta intervenire con operazioni di swap che hanno riportato le quotazioni nella fascia tra 1,70 e 1,80 R$/$.

La fase complessivamente favorevole attraversata dall`economia brasiliana si riflette anche nel buon andamento del rischio Paese, misurato dal differenziale di rendimento tra i titoli sovrani brasiliani denominati in dollari e i corrispondenti titoli emessi dal tesoro americano. Nonostante le turbolenze sui mercati finanziari internazionali esso si è ormai assestato su livelli di poco superiori ai 200 punti base ed è inferiore a quello di alcuni Paesi dell`area Euro (si pensi agli oltre 2.000 punti base circa della Grecia o ai circa 400 dell`Italia). La percezione della riduzione del rischio è confermata anche dai buoni risultati sul fronte fiscale, in particolare dal fatto che il livello del debito pubblico netto si è ormai assestato intorno al 40 percento, con prospettive di miglioramento. Infine, la solvibilità sul fronte esterno è garantita dall`ingente stock di riserve internazionali, che a fine settembre avevano raggiunto i 350 miliardi di dollari.

Alla luce della valutazione del rischio politico, economico, finanziario ed operativo del Paese, il Country Risk Rating complessivo assegnato al Paese da Moody`s, una delle tre principali agenzie di rating internazionale, é stato recentemente innalzato a Baa2 da Baa3, il secondo livello di "investment grade” equivalente a 9 in una scala da 1 a 20, dove 1 è il rischio minimo. Anche SACE ha promosso il Brasile nella fascia di rischio basso con giudizio L3 (che corrisponde a 3, in una scala da 1 a 9).

 

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