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São Paulo, 16 Dezembro 2018 - 20:12 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 16 Dicembre 2018 - 23:12
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LE ISTRUZIONI INPS SUL TFR:LA CIRCOLARE PER IL CONTEGGIO DELLA FORZA LAVORO
 
 
 
 

I datori di lavoro devono effettuare un calcolo con diverse variabili per capire se sono obbligati o meno a versare il Tfr al fondo di Tesoreria gestito dall`Inps. Lo precisa l`Istituto nella circolare 70 del 3 aprile, con cui illustra il versamento del Tfr al fondo di Tesoreria previsto dal comma 755, del l`articolo 1, della legge 296/06. Infatti, i datori del settore privato (esclusi quelli domestici) che nel 2006 hanno occupato mediamente almeno 50 dipendenti, non possono più trattenere le quote maturate dal 1 gennaio 2007 dei lavoratori che hanno deciso di rimanere in regime di Tfr. Tali quote vanno versate mensilmente a un fondo operante presso la Tesoreria, ma gestito dall`Inps.

Natura della contribuzione
Attraverso questo travaso di disponibilità finanziarie, il Tfr si snatura e diviene un contributo previdenziale equiparato, per accertamento e riscossione, alla contribuzione obbligatoria. I datori sono tenuti al versamento mensile con il DM10/2, salvo conguaglio a fine anno o alla cessazione del rapporto. Altra conseguenza è che il mancato o tardivo versamento determina l`applicazione di sanzioni. L`Inps precisa che su tale contributo non vale nessuna agevolazione contributiva.

Datori di lavoro obbligati
Al fondo confluiscono le quote di Tfr maturate, dal 1° gennaio 2007, dai dipendenti delle aziende (private). L`obbligo sorge se il datore di lavoro ha occupato in media nel 2006 almeno 50 dipendenti. Le imprese che iniziano l`attività dopo il 31 dicembre 2006 devono calcolare la media alla fine dell`anno di inizio dell`attività. Se hanno occupato almeno 50 dipendenti, l`obbligo del versamento scatta dall`inizio dell`attività stessa; il versamento si esegue in sede di conguaglio di fine anno, rivalutando le quote dovute. Tutte le aziende obbligate devono rilasciare al l`Inps un`apposita dichiarazione.

Calcolo della media
Entrano nel calcolo tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato. Quelli a tempo parziale vanno computati in base all`orario di lavoro. Si deve conteggiare anche il lavoratore assente a prescindere dal motivo dell`assenza; se questi dovesse essere sostituto da altro lavoratore va comunque incluso uno dei due. Rientrano anche i dipendenti distaccati in Italia o all`estero, nonché i soci di cooperative con cui è stato instaurato un rapporto di lavoro subordinato. L`impresa utilizzatrice non deve conteggiare i «somministrati» e i co.co.pro.
Per ciascun lavoratore va preso in considerazione il numero di mesi o le frazioni di mesi di attività. Per il dipendente in forza all`azienda tutto il mese, si devono conteggiare 26 giorni. Se il rapporto di lavoro è iniziato o cessato nel mese, il numero delle giornate utili al calcolo della media va computato moltiplicando i giorni lavorativi per 1,2. Al fine di individuare la media annua, si deve dividere il totale delle giornate di tutti i lavoratori per 312, o per un divisore ridotto nel caso di inizio attività nel corso del 2006. Il datore di lavoro rientra, tra i soggetti obbligati al versamento, se le giornate risultano non inferiori a 15.600.

Esclusione dal versamento
La verifica del superamento del limite medio, fa sorgere per il datore di lavoro l`obbligo di contribuire al fondo. Tale obbligo, tuttavia, non rileva per:
- lavoratori con rapporto di lavoro a tempo determinato di durata inferiore a 3 mesi;
- lavoratori a domicilio;
- impiegati, quadri e dirigenti del settore agricolo;
- lavoratori stagionali del settore agro-alimentare per i quali il termine non è prestabilito ma è legato al verificarsi di un evento;
- lavoratori per i quali i Ccnl prevedono, anche mediante rinvio alla contrattazione di secondo livello, la corresponsione periodica delle quote maturate di Tfr;
- lavoratori per i quali i Ccnl prevedono, anche mediante rinvio alla contrattazione di secondo livello, l`accantonamento delle quote maturate di Tfr presso soggetti terzi (es. lavoratori dell`edilizia);
- lavoratori assicurati presso il Fondo di previdenza per gli impiegati dipendenti dai concessionari del servizio di riscossione dei tributi delle altre entrate dello Stato e degli enti pubblici e i lavoratori iscritti al Fondo delle abolite imposte di consumo.
Per i contratti a tempo determinato, l`Inps precisa che per quelli in corso al 1° gennaio 2007 si guarda all`originaria durata del rapporto stabilita nel contratto. In caso di proroga, invece, rileva la durata complessiva che, se è di almeno 3 mesi, fa sorgere l`obbligo del versamento al fondo di Tesoreria, ma solo dal periodo della proroga.

Fonte:
Il Sole 24 Ore
Giuseppe Maccarone