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São Paulo, 14 Dezembro 2018 - 12:58 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 14 Dicembre 2018 - 15:58
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PENSIONI ITALIANE ALL’ESTERO: PERCHÈ SERVIVA UNA RIFORMA
 
 
 
 
È bastato spedire un modulo con una semplice richiesta di informazioni per far saltare fuori centinaia di nominativi di persone che ogni mese percepivano la pensione, pur essendo decedute.

È il primo risultato della riorganizzazione dei pagamenti all`estero messa in atto dall`INPS. "Su 180 mila moduli esaminati – rivela a Economyil direttore generale dell`Istituto, Vittorio Crecco – risultano già più di 500 casi di questo tipo, ed è facile immaginare che siano molti di più. Alla fine, con la verifica annuale dell`esistenza in vita dei percettori prevista dalla nuova convenzione per le pensioni all`estero, potrebbero risultare anche 6 o 7 mila pensioni non dovute. Con un risparmio di 5 o 6 milioni ogni anno". Una cifra non enorme per un soggetto che paga ogni anno 162,9 miliardi, ma neppure trascurabile, se si pensa che l`intero ammontare delle pensioni degli emigrati supera di poco gli 85 milioni. A far scattare il dubbio era stata l`incredibile (e presunta) longevità dei nostri pensionati all`estero. Possibile, ci si chiedeva all`INPS, che su una popolazione di poco più di 400 mila persone ci siano 20 mila ultranovantenni e addirittura 600 ultracentenari?

In realtà a spiegare questa e altre stranezze è soprattutto il modo poco efficiente con cui i pagamenti all`estero sono stati gestiti in passato dall`Istituto: il mondo era diviso in quattro quadranti, ciascuno dei quali affidato a una banca diversa (Bnl, Intesa, Popolare di Sondrio e Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane), che si rivolgeva agli istituti dei vari Paesi, senza alcun ritorno di informazioni all`INPS. Una situazione che ora dovrebbe cambiare profondamente, assicura Crecco, grazie alla convenzione unica per tutto il mondo stipulata, in seguito a gara pubblica, con l`Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane. "La novità più importante da cui discendono tutte le altre – prosegue il direttore dell`INPS – è che d`ora in poi conosceremo i nostri pensionati uno a uno. Sapere chi sono ci aiuterà a offrire loro un servizio più soddisfacente".

IL VECCHIO SISTEMA. Fra le magagne del vecchio sistema, infatti, c`erano anche le condizioni svantaggiose imposte dagli intermediari locali. Questi ultimi chiedevano commissioni onerose, accreditavano le somme a fine mese pur avendole a disposizione dai primi giorni e cambiavano gli euro in dollari prima di convertirli in valuta locale, introducendo così un rischio valutario in più per i percettori.

Il nuovo sistema prevede il pagamento all`inizio del mese, la conversione direttamente dall`euro e soprattutto l`assenza di commissioni per i pensionati. Tutte condizioni che dovrebbero essere assicurate dal 1° maggio, data di avvio della convenzione, anche se il primo mese ha dato origine a non pochi disservizi (dal ritardo nei pagamenti alla richiesta di commissioni non dovute), denunciati dal deputato della Margherita Franco Narducci, eletto all`estero nella circoscrizione Europa. "Si è trattato di un problema dovuto al rodaggio delle nuove regole – conclude Crecco – di cui ci scusiamo con i nostri pensionati. Le commissioni versate il mese scorso saranno restituite con i prossimi pagamenti. Da giugno o al massimo da luglio tutto funzionerà a dovere".
E allora, forse, cominceremo a risparmiare.

FONTE:
da Economy n. 23, giugno 2007
http://www.italplanet.it/interna.asp?ln=0&sez=494&info=8884