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São Paulo, 9 Setembro 2010 - 04:02 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 9 Settembre 2010 - 09:02
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ITALIANI ALL`ESTERO, I DEPUTATI PDL: GOVERNO SI IMPEGNI A MIGLIORARE LA LEGGE TREMAGLIA
 
 
 
 
“E’ stata presentata in queste ore una mozione a prima firma di Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL e sottoscritta da oltre quaranta parlamentari del PdL per sollecitare un impegno del Governo al fine di “fornire ogni elemento utile al Parlamento nell’ambito di un percorso di approfondimento delle criticità emerse con riferimento al diritto di elettorato attivo e passivo dei cittadini italiani residenti all’estero, nonché nell’elaborazione di una eventuale riforma legislativa che garantisca tali diritti, in armonia con il dettato della Costituzione”.

“Dato che – si legge nelle premesse dell’atto parlamentare – l’attualità sta ponendo sotto i riflettori, mediatici, politici e sociali la legge Tremaglia che è stata una conquista democratica e valoriale di un Paese e di un popolo, a cui si è giunti dopo anni di lavoro e di emancipazione professionale, sociale e culturale dei tanti italiani emigrati da ogni parte del Paese per giungere in territori a volte lontani migliaia di chilometri per una nuova vita ed una rinnovata dignità”. “L’immagine stessa degli italiani oltre confine – evidenziano i deputati del PdL - ha subito una vigorosa evoluzione nel corso degli ultimi decenni: si è passati da una connotazione iconografica del cittadino meridionale con annessa valigia di cartone, a quella del giovane professionista, che intende specializzarsi oltre confine per avere più possibilità ed eventualmente rientrare in Italia per mettere sul mercato del lavoro l’expertise maturata all’estero - espressione della cosiddetta nuova emigrazione professionale – che costituisce una percentuale crescente dei profili delle nostre comunità oltre confine”.

“Una legge ad hoc per riconoscere ai cittadini residente all’estero il diritto al voto in Italia  - continua il testo - è stata identificata unanimemente come il tentativo da parte del Paese di fare i conti con la sua storia, riconoscendo una sorta di riscatto civile a coloro che per anni si sono collocati a latere delle scelte politiche e sociali del Paese di cui erano e sono ancora cittadini e a cui si sentivano ancora visceralmente legati. Sebbene fin dalle prime battute è apparso evidente che la vastità del progetto legislativo con le sue complessità di natura organizzativa e gestionale che questa normativa avrebbe comportato, avrebbe sollecitato talune complessità: non si è inteso sottovalutare il rischio di possibili difficoltà nella gestione delle schede e nella possibilità di avvicinare i cittadini al voto, consapevoli che soltanto un’analisi in itinere avrebbe potuto eventualmente evidenziare i suindicati aspetti. A tal riguardo i problemi palesi si sono collocati nella macchina burocratico-amministrativa che ruota intorno a questa legge”. “Il diritto sancito dalla legge Tremaglia – concludono i proponenti – si colloca in un quadro molto più vasto di rinnovamento e di rinvigorimento del legame della Patria con i cittadini che vivono altrove, legittimato dall’esigenza di tracciare maggiori network di scambi e di contatti con relativi feedback in Italia, in una cornice internazionale economica, culturale e politica sempre più globalizzata”.


Fonte:
Italia chiama Italia