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São Paulo, 14 Dezembro 2018 - 12:56 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 14 Dicembre 2018 - 15:56
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PRESENTAZIONE MYWORKER: UN PROGETTO VINCENTE PER TROVARE LAVORO
 
 
 
 

“Mettere in contatto persone che hanno davanti le due facce di una stessa medaglia: l’offerta e la ricerca di un lavoro”.

Il presidente nazionale del Sei Ugl, Luciano Lagamba, descrive così la mission del sito myworker.it che sarà presentato ufficialmente il 30 settembre, dalle ore 16, presso la Radio Vaticana, con un convegno dal titolo "Immigrazione. Alla ricerca del lavoro che c`è:
Soluzioni e percorsi lavorativi", al quale parteciperanno esponenti del mondo istituzionale, del lavoro e del volontariato cattolico.

“Myworker.it – spiega Lagamba – nasce da una sinergia fra la nostra organizzazione sindacale e un gruppo di giovani laureati stranieri ed italiani ed ha il pregio di poter personalizzare la ricerca del lavoro su entrambi i fronti, per i datori di lavoro come per i lavoratori. È uno spazio virtuale dove, in forma gratuita, possono incontrarsi esigenze comunque finalizzate all’obiettivo ultimo che è quello di trovare una occupazione in settori nei quali peraltro è forte la presenza di cittadini stranieri. Siamo convinti che da questa esperienza potrà arrivare un contributo positivo nella certezza che, spesso, il lavoro c’è, ma è difficile da trovare”.

All’evento saranno presenti Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl; monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma; Natale Forlani, direzione generale Immigrazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; padre federico Lombardi, direttore Radio Vaticana; Franco Pittau, coordinatore del dossier statistico Caritas/Migrantes. Interverranno anche, oltre allo stesso Luciano Lagamba, anche i responsabili del progetto myworker.it, Filippo Maria Capitanio e Lana Kaplanovic.
 

Intervento d`apertura del Presidente del SEI Ugl Luciano Lagamba

Il progetto My Worker rappresenta la sintesi dell’impegno del Sei Ugl, per iniziative di inclusione sociale in favore dei cittadini stranieri. Come associazione sindacale che si occupa di immigrazione abbiamo sostenuto e sponsorizzato questo progetto consapevoli che i cittadini stranieri presenti nel nostro Paese, e più in generale in Europa, rappresentano una risorsa fondamentale per la nostra economia, per il welfare, per la tenuta del sistema previdenziale. I dati ufficiali confermano come, almeno il 10% del prodotto interno lordo deriva proprio da lavoratori ed imprenditori stranieri e per il quale, favorire il processo di integrazione sociale e culturale rappresenta un obiettivo che le associazioni deputate e le istituzioni hanno come dovere civico nei confronti e nel rispetto dei più deboli.

La nostra è una società che si trasforma continuamente e, sull’importanza dell’apporto che danno gli immigrati al nostro Paese c’è poca attenzione da parte del Governo e della politica in generale anche in presenza dei recenti dati diffusi dall’ISTAT che attestano un aumento del numero dei cittadini stranieri residenti in Italia.

Il dramma del lavoro sommerso e dello sfruttamento delle persone deve essere contrastato e perseguito favorendo iniziative e proposte come questo progetto che nasce da una sinergia fra il Sei Ugl ed un gruppo di giovani laureati stranieri ed italiani volto a favorire la migliore integrazione possibile, partendo dal lavoro che, indubbiamente, rappresenta oggi la difficoltà maggiore ma il momento più alto di integrazione.

In occasione della Giornata Internazionale del Migrante il 18 dicembre 2010 abbiamo presentato uno studio svolto dai nostri ricercatori e in collaborazione con la Caritas Migrantes, sulla “Perdita dell’identità culturale”. I dati elaborati su un campione di 540 interviste hanno dimostrato come solo il 17% sia molto soddisfatto del lavoro che svolge, il 50% abbastanza; il 25% afferma che nell’ultimo periodo dopo la crisi economica la situazione è peggiorata e tale dato è riscontrabile anche nella condizione economica buona solo per il 24%, sufficiente o precaria per il 38%, ma in questi ultimi due casi un 16% dichiara che la condizione economica è peggiorata dopo il 2009.

Gli effetti della crisi economica, finanziaria e politica che attraversa il nostro Paese, e che sembra non finire mai, favoriscono il senso di precarietà e di sfiducia nelle istituzioni in un contesto come quello attuale in cui il lavoro è già precario di per sé. Non c’è una reale agenda da parte del Governo in cui emerga la volontà di interessarsi attivamente al tema dell’inclusione sociale. Purtroppo manca una politica organica d’accoglienza,di riconoscimento ed inclusione e, le decisioni e gli indirizzi di Governo sono dettati dalle cronache dei giornali e dalle fasi emergenziali che si manifestano.

Le persone che migrano alla ricerca di una aspettativa di vita migliore, per la maggior parte hanno un grado di istruzione e scolarità avanzato ma trovano lavoro in settori spesso di bassa qualificazione laddove, inserimenti fuori dai canali del lavoro regolare, favoriscono il grave fenomeno dello sfruttamento lavorativo. Dalle considerazioni emerse dal nostro studio e, per il vissuto raccontato dagli stessi immigrati, piu’ dei 3/4 dichiara di aver incontrato difficoltà all’estero quali: trovare lavoro, subire fenomeni di discriminazione e avvertire sentimenti di ostilità da parte della popolazione locale, e la dimensione del disagio sociale, sembra essere in aumento negli ultimi anni in percentuale sempre maggiore. Riteniamo, in tale contesto, quanto sia fondamentale saper comprendere la situazione del migrato, soprattutto per fornire un modello preventivo atto ad evitare problemi di inserimento sociale e di ordine psicologico a chi viene nel nostro paese o a chi emigra. Tra poco verrà proiettato il filmato esplicativo del progetto My Worker, una clip breve ma significativa frutto di un lavoro di una equipe che ha concretizzato e reso fattibile un’idea partita dal concetto di fondo, ed è il messaggio che vogliamo sottolineare e che anima questa iniziativa: il lavoro spesso esiste! quel che serve è far incontrare le persone in uno spazio virtuale, nella reciproca fiducia nell’attenzione delle esigenze e delle aspettative di ognuno.

My Worker è una vetrina dove si incontrano datori di lavoro e immigrati che cercano lavoro nel rispetto e nella garanzia della legalità, sicuramente, si tratta di un progetto che andrà rafforzato nei contenuti e nella capacità di fare rete, attraverso un collegamento sinergico con le istituzioni nazionali e locali e con tutti gli strumenti che queste possono mettere in campo ma è altrettanto vero che parte da uno spunto innovativo puntuale, per le esigenze da cui nasce, e brillante per la sua potenziale efficacia. È normale, quando si parte con una iniziativa, fare delle previsioni e porsi degli obiettivi, il nostro, l’obiettivo del SEI UGL, è quello di creare un percorso di accompagnamento per l’inserimento lavorativo, che al momento è uno strumento essenziale per quegli aspetti che agevolano l’integrazione e il riconoscimento dei diritti.

In conclusione, vi lascio alla visione del filmato, convinti che il nostro impegno deve essere sempre maggiore ogni giorno di più per la ricerca di soluzioni innovative e per il riconoscimento della dignità degli oltre 4 milioni e mezzo di immigrati che vivono nel nostro Paese e le cui situazioni sono motivo di preoccupazione. Il nostro impegno e le nostre capacità di operare in tal senso devono essere l’obiettivo comune.

 

Fonte:
SEI UGL