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São Paulo, 14 Dezembro 2018 - 12:58 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 14 Dicembre 2018 - 15:58
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MONTI, TRE PILASTRI: RIGORE, CRESCITA, EQUITÀ. «COSÌ INTERVERREMO SU ICI, PENSIONI, LAVORO»
 
 
 
 

Rigore di bilancio, crescita ed equità: sono questi i tre pilastri di azione del governo Monti, come ha spiegato il premier parlando al Senato. «Desidero ringraziare il presidente Napolitano anche per il costante sostegno ai miei sforzi per comporre un governo che potesse soddisfare le richieste delle forze politiche e dare risposte efficaci alle sfide che il Paese ha davanti a sé», aveva esordito poco prima, con a destra il ministro dell`Interno Anna Maria Cancellieri e a sinistra il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant`Agata.

E anche se nel suo governo non ci sono esponenti del Parlamento, Monti sottolinea che «il Parlamento è il cuore pulsante di ogni politica di governo. Al Parlamento vanno riconosciute dignità, credibilità, autorevolezza. Da parte mia vi sarà sempre chiara difesa del ruolo delle Camere quali protagoniste del pubblico dibattito». «Il Governo riconosce di essere nato per risolvere una situazione di seria emergenza. È un governo di impegno nazionale».

I tecnici per rilanciare il rapporto fra cittadini e politica
«Un tecnico non viene ad asserire la sua priorità tecnica sulla politica, al contrario, spero che il mio governo e io potremo, nel periodo che ci è messo a disposizione, contribuire con rispetto e umiltà a riconciliare maggiormente i cittadini e le istituzioni, i cittadini alla politica», ha aggiunto Monti. «L`Europa sta vivendo i giorni più difficili dal secondo dopoguerra», dice citando i padri del progetto europeo, soprattutto De Gasperi.

Dobbiamo restare al centro dell`Europa
«La gestione della crisi ha sofferto della mancanza di governance. Solo se eviteremo che qualcuno ci consideri l`anello debole dell`Europa potremo ricominciare a contribuire all`elaborazione delle riforme europee. Altrimenti ci ritroveremo soci di un progetto ideato da Paesi che hanno a cuore anche i loro interessi nazionali, fra i quali non c`è necessariamente un`Italia forte». «Le prossime settimane, pertanto, saranno cruciali. Non vediamo i vincoli europei come un`imposizione - ha proseguito Monti - Non c`è un "loro" e un "noi": l`Europa siamo noi».

Il lavoro del nostro governo fornirà gli strumenti ai governi che verranno dopo di noi
In seguito, Monti è entrato più in dettaglio nei punti chiave del suo programma, lasciando comunque ai singoli ministri, una volta ottentuta la fiducia, l`esposizione delle linee di intervento nelle commissioni. Innanzitutto, vista l`importanza delle autonomie speciali, Monti ha dichiarato di aver assunto le competenze agli Affari Regionali. E qui uno dei primi obiettivi è «usare al meglio i fondi strutturali europei».
Un governo che però non pretende di dare soluzioni a tutti i problemi dell`Italia, ma solo di «impostare il lavoro per i governi che verranno dopo di noi», suddividendo i provvedimenti fra strumenti per uscire dall`emergenza e strumenti per l`ammodernamento del Paese.

Costi della politica e Ici, lavoreremo a misure aggiuntive rispetto a quelle del governo Berlusconi
Daremo «piena attuazione alle misure» varate questa estate, completandole con le misure contenute nella lettera inviata in Europa e «valuteremo ulteriori correttivi», ha spiegato Monti, partendo dal sistema pensionistico, giudicato «non equo, caratterizzato da disparità e privilegi», la lotta all`evasione fiscale, la reintroduzione dell`Ici. Tra le riforme chiave quelle del lavoro, a proposito della quale il neo presidente del Consiglio ha precisato che non toccherà i contratti in essere. E sul fronte del taglio dei costi della politica, a fronte dei sacrifici necessari per tutti gli italiani, «saranno ineludibili interventi per contenere i costi delle cariche elettive», che dovranno contribuire a questo sforzo usando il criterio della «sobrietà. Ci si dovrà allineare alle best practices europee». Monti ha annunciato che provvederà anche ad una spending review del fondo unico della presidenza del Consiglio.

La riforma del lavoro, dal fisco agli ammortizzatori sociali
«Con il consenso delle parti sociali dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro per allontanarci da un mercato duale dove alcuni sono eccessivamente tutelati ed altri privi di tutele e assicurazioni». Pertanto, dice Monti, va ridotto il peso fiscale del lavoro e modificare i rapporti di lavoro, «ma senza toccare quelli già in essere». Si lavorerà anche «sulla riforma sistematica degli ammortizzatori sociali», perché «siamo in crisi, ma non metteremo i lavoratori in angoscia». La pressione fiscale, invece, va aumentata su consumi e proprietà.

 

Fonte:
Il Sole 24 Ore