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São Paulo, 19 Dezembro 2018 - 05:56 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 08:56
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PENSIONI, SÌ ALLA RIFORMA MA ORA PENSIAMO AI GIOVANI
 
 
 
 

Approvata con un largo consenso e senza troppe modifiche, se non quelle già concordate. Sarà quasi certamente questo l’esito del voto sulla manovra economica previsto per domani alla Camera, in cui il governo Monti porrà la questione di fiducia. I sindacati non sono dunque riusciti a strappare molte concessioni all’esecutivo sul tema più spinoso di tutti, cioè le  pensioni, a parte un innalzamento dei meccanismi di indicizzazione degli assegni e qualche piccola modifica alle nuove e rigidissime regole dei trattamenti di anzianità.

 

“È un bene che la manovra giunga in porto senza essere stravolta”, commenta Giuliano Cazzola, deputato del Pdl , vicepresidente della Commissione Lavoro a Montecitorio,  esperto di previdenza e ed ex-esponente di lungo corso della Cgil fino ai primi anni ‘90. Cazzola domani voterà sì al Decreto Salva-Italia ma, nello stesso tempo, lancia un monito al governo e al ministro del Welfare, Elsa Fornero: “approvata la riforma delle pensioni, è giunto il momento di pensare ai giovani,  introducendo degli assegni minimi per chi, in futuro, riceverà dall’Inps un assegno molto basso”.

Un programma ambizioso…

Veramente è una proposta  che può trovare largo consenso, visto che è contenuta in un progetto di legge che ho presentato da tempo assieme a Tiziano Treu, ex-ministro del Lavoro nel primo governo Prodi.

Cosa proponete, di preciso?

Di introdurre una pensione minima per chi non riuscirà a costruirsi da solo una rendita consistente attrverso i contributi versati.  Questi assegni dovranno essere finanziati dalla fiscalità generale, cioè con le tasse pagate da tutti i cittadini. Forse pochi lo sanno ma, con la riforma Dini del 1995, le pensioni minime sono destinate a sparire, creando problemi di sostenibilità sociale.

Che giudizio dà della riforma Fornero?

Alcuni interventi sono un po’ duri ma, nel complesso, le cose che mi piacciono sono più di quelle che non mi piacciono.

Cosa le piace, innanzitutto?

Ad esempio l’estensione del sistema contributivo per tutti e l’innalzamento dell’età pensionabile, che è una scelta obbligata.

E cosa non le piace?

Per le pensioni di anzianità, avrei preferito che fosse mantenuto il vecchio meccanismo delle quote, seppur con dei requisiti più stringenti, al posto del sistema attuale, che permette di congedarsi dal lavoro con 41 o 42 anni di contributi, independentemente dall’età. Credo invece che le soglie angrafiche siano ben più importanti dell’anziatà di carriera, per stabilire chi è ancora in grado di lavorare e chi no.

Cosa ne pensa del contributo sulle pensioni d’oro?

E’ una misura giusta in linea di principio, anche se premette di risparmiare ben poco: circa 5milioni di euro in 3 anni. Sono davvero quisquilie, in rapporto alle dimensioni complessive della manovra.

Ora il sistema previdenziale italiano è a posto o dovremo aspettarci altre riforme?

Credo che il governo debba impegnarsi per sviluppare la previdenza integrativa, che purtroppo non decolla. Il ministro Fornero, però, a dire il vero si è già mossa, con un provvedimento contenuto nella manovra e passato un po’ in sordina sulla stampa: in futuro, i lavoratori potranno destinare ai fondi pensione privati una parte dei contributi obbligatori che oggi versano all’Inps. E’ una novità importante, che potrebbe far ripartire finalmente la previdenza complementare.

Fonte:
Panorama