Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 16:34 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 19:34
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
BRASILE BATTE INGHILTERRA NEL CAMPIONATO DELLA RICCHEZZA
 
 
 
 

RIO DE JANEIRO - La vecchia Europa zoppica, il nuovo mondo corre e muove le classifiche, celebrando i movimenti dell` economia con passione sportiva. Ieri mattina il Brasile si è svegliato con una buona notizia arrivata dal londinese Guardian : il Paese ha superato la Gran Bretagna nella graduatoria mondiale del Pil. È ora al sesto posto tra le grandi economie, preceduto appena da Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania e Francia.

La stima, in anticipo sulle rilevazioni ufficiali, arriva dal centro studi inglese Cebr, il quale precisa che i sommovimenti non sono ancora finiti. A meno di un improbabile ritorno alla crescita sostenuta in Europa, il Brasile dovrebbe superare nel giro di poco tempo anche la Francia (l` Italia è dietro già da un paio d` anni). Ma non guadagnerà posti nel ranking mondiale, perché a sua volta perderà una posizione a favore dell` India. Il valore relativo di queste classifiche è noto. Già l` Italia negli anni Ottanta commemorò, con qualche polemica, presunti sorpassi su Londra e Parigi, che poi si rivelarono momentanei e forse nemmeno troppo veri (all` epoca si tentò di infilare nel conto il cosiddetto sommerso).

Naturalmente il peso della popolazione ha un valore decisivo, perché i redditi pro capite tra l` Europa e il Brasile sono ancora assai lontani. Inoltre le classifiche si muovono anche influenzate dal cambio, che favorisce l` ascesa dei Paesi con monete sopravvalutate. La differenza, adesso, è che la scalata dei grandi emergenti del Bric - come si definisce il gruppo Brasile-Russia-India-Cina - ha tutta l` aria di essere strutturale, o comunque destinata a durare a lungo. Proprio per la brutale differenza di crescita tra gli emergenti e le vecchie glorie, unita al fattore demografico. Il responsabile del Cebr, l` inglese Douglas McWilliams, l` ha presa - diciamo - sportivamente: «Da anni il Brasile batte i Paesi europei nel calcio, ma vincere sull` economia è un fenomeno nuovo.

Il campionato della ricchezza ci mostra come la mappa sta cambiando, con l` ascesa dell` Asia e delle economie esportatrici di materie prime». Secondo lo stesso studio, è difficile che la situazione si ribalti a breve, perché i Paesi europei uniranno il «decennio perduto» di bassa crescita che hanno alle spalle con altri anni che verranno spesi a pagare i debiti e salvare il sistema bancario. C` è da dire che il Cebr è particolarmente pessimista, perché prevede l` uscita dall` euro di «uno o più Paesi» e qualche default di debito sovrano.

Pur lontana dai ritmi asiatici, l` economia brasiliana cresce da un decennio ininterrotto, con l` eccezione di un ripiego nel 2009 a causa della crisi mondiale. La spinta è arrivata inizialmente dal boom di esportazione di materie prime, tra cui soia, minerali e zucchero, al quale è seguito negli ultimi anni la crescita dei consumi interni. Nel frattempo il Brasile ha seguito politiche ortodosse nel controllo dell` inflazione e dei conti pubblici. La notizia del sorpasso sulla Gran Bretagna è un riconoscimento, ma arriva in un momento delicato, perché la crescita economica in Brasile sta rallentando per effetto della crisi mondiale.

Dopo aver superato il 5% negli anni scorsi, il 2011 dovrebbe chiudersi con un +3% e rallentare ancora di qualche decimo l` anno successivo. «È una bella notizia - ha commentato il ministro dell` Economia Guido Mantega - ma non dimentichiamo che per raggiungere uno standard di vita europeo ci manca parecchio, forse una ventina d` anni».

 

Fonte:
Corriere della Sera
Rocco Cotroneo