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São Paulo, 11 Dezembro 2018 - 09:30 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 11 Dicembre 2018 - 12:30
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PENSIONI: LE PRINCIPALI MODIFICHE IN VIGORE NEL 2012
 
 
 
 

La riforma pensionistica messa in atto dal governo Monti ha dato spazio in qualche caso ad una maggiore equità di trattamento. Questi ad oggi i principali punti della manovra pensionistica.

Carlo Vallotto

 CON IL NUOVO ANNO è entrato in vigore il sistema contributivo con il quale si calcoleranno quindi le pensioni. l’assegno pensionistico, verrà determinato in base ai contributi versati e non più sulla media degli ultimi redditi dichiarati. Questo sistema entrerà in vigore progressivamente e riguarderà soltanto la parte di pensione maturata dal 2012 in poi. I diritti già acquisiti in precedenza non saranno toccati.
 
PER QUEL CHE RIGUARDA le pensioni di vecchiaia dal 1 gennaio del 2012 l’età minima per il collocamento a riposo per le donne sarà di 62 anni, per poi arrivare gradualmente a 70. Per gli uomini sale da 65 a 66 anni. E saranno escluse le finestre. E’ stato previsto entro il 2018, una equiparazione a 66 anni dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini.
 
UNA DELLE NOVITÀ è che è stato introdotto il principio della convergenza, il che significa che ci sarà un incremento delle aliquote contributive per commercianti, artigiani, coltivatori diretti. Saranno estese le tutele di salute soprattutto per le categorie più deboli come i giovani con partite Iva.
 
PENSIONI DI ANZIANITA’. Il cambiamento riguarda solo gli uomini che potranno richiederla a partire da 42 anni e 1 mese. Per le donne resta la soglia di 41 anni più un mese.
 
ECCEZIONE AI TRATTAMENTI DI ANZIANITA’. È stata introdotta un’eccezione ai trattamenti di anzianità, che prevede per chi entro il 2012 avrà maturato 35 anni di contributi e che, prima dell’entrata in vigore del decreto, avrebbe avuto i requisiti per il trattamento pensionistico, sarà possibile andare in “pensione anticipata anche con un’età anagrafica minima di 64 anni”.
 
LE DONNE, INOLTRE, anche quando nel 2018 la loro età di pensionamento sarà equiparata a quella degli uomini (66 anni), potranno uscire a 64 anni solo se prima del 31 dicembre del 2012 avranno maturato 20 anni di contributi con 60 anni di età.
 
 PENALE PER CHI ANTICIPA. Per chi lascerà il lavoro prima dei 62 anni, ci sarà una riduzione percentuale di 1 punto, fino a due anni di anticipo. Se si superano i due anni, la penale la penale sarà del 2%.
 
INDICIZZAZIONE FINO A 1.400 EURO. Viene meno, solo per il 2012, l’indicizzazione della pensione all’inflazione, salvaguardando gli assegni fino a 1.400 euro. Dal 2013, infatti, il blocco della rivalutazione parte dai 936 euro.
 
AUMENTO DEI CONTRIBUTI PER PROFESSIONISTI. A partire dal 2012 aumenteranno i contributi da versare per alcune categorie di lavoratori autonomi, cioè gli artigiani e i commercianti, che oggi pagano un’aliquota previdenziale tra il 20 e il 21% sui redditi. L’ipotesi allo studio è di un rialzo dell’1%. Si parla anche di un possibile contributo di solidarietà sulle pensioni percepite da alcuni lavoratori dipendenti, in particolare da quelli del settore elettrico o telefonico e dai dirigenti, che oggi hanno dei fondi speciali nel bilancio dell’Inps e ricevono dei trattamenti un po’ più fortunati rispetto a gran parte dei contribuenti.
 
PENSIONI D’ORO. Ci sarà un taglio del 15% per quelle che superano i 200.000 euro.
 

 

Fonte:
Professione Finanza