Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 11 Dezembro 2018 - 09:31 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 11 Dicembre 2018 - 12:31
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
NEL VENETO DI TIZIANO IL PAESAGGIO SI FA PRIMO ATTORE
 
 
 
 

Se è vero che ogni parola nasconde dietro di sé una visione del mondo, al principio del "paesaggio" fu Tiziano. Si deve infatti ad una sua lettera indirizzata a Filippo d`Asburgo - l`11 ottobre 1552 - l`ingresso nel nostro idioma della definizione che fino ad allora aveva contorni sfumati e caratteri "prettamente fiamminghi".

La dimensione estetica irrompe dunque con il pittore di Pieve nel mondo naturale, introducendo alle piacevolezze fuor di città che smettono di apparire ai pittori (e non solo) come luoghi di briganti e terrore, appena si sia abbandonata la strada battuta. Venezia poi guarda alla terra ferma come luogo di conquista e la sua élite scopre presto i piaceri delle ville in campagna. Gli artisti si adeguano. Ma se la comparsa del termine paesaggio è documentata, ben più complicato è però per gli studiosi rendere contezza del perché in area veneta si siano prodotte le più belle visioni del paesaggio italiano. Le fonti non mancano per l`incontro d`artisti con la campagna veneta. Petrarca e prima ancora Ovidio e Plinio il Vecchio, a cui s`aggiunge il cantore d`Arcadia del tempo, il napoletano Sannazzaro, sono riserve di "caccia". L`entroterra della Serenissima si fa avanti da protagonista,sentendo stretto un ruolo da solo sfondo.
foto

Tiziano e il paesaggio moderno

Ad introdurre alla mostra è il Crocifisso con cimitero ebraico di Giovanni Bellini, che nella Gerusalemme cintata, con però addossati orti e terrazzamenti, riproduce un`armonia tra mondo rurale e cittadino, che le invenzioni d`artiglieria avrebbero reso però impraticabile. Segno dei tempi, le mura si accrescono e intorno al perimetro si spianano rade che isolano le città in un tentativo estremo di difesa.

Già Giorgione non è più interessato alla contiguità tra città e dintorni. La lezione di Dürer lo impegna in visioni di selve e, nell`arretramento dei personaggi, l`ambiente incombe avvolgente, mentre l`occhio spazia dalla campagna alle montagne azzurrine. (La prova del fuoco di Mosè, 1496, Firenze, Galleria degli Uffizi).

Le Metamorfosi di Ovidio con La nascita di Adone (Padova, Musei civici, 1511) danno a Tiziano l`occasione di favoleggiare su quello che inizialmente era un cassone nuziale. Mentre Lucina estrae Adone dall`albero in cui è stata trasformata l`incestuosa madre Mirra, il paesaggio ammicca d`intorno, si fa luogo sereno d`evasione. La luce brilla negli alternati di chiari e scuri, di opachi e brillanti. Il luogo scintillante, d`ambiente pagano, si fissa in un poetico disordine, fatto di ruscelli, macchie d`alberi, case rustiche e monti dove risuonano gli echi dell`Arcadia di Sannazzaro.

Di Cima da Conegliano si segnalano la Madonna col bambino, (dal Minneapolis Insitute of Arts, 1500-1504) e il David e Gionata (Londra, National Gallery, 1505-1510) con le due vedute assolutamente realistiche, e da diverse prospettive, dell`amato castello di Conegliano.

La definizione semantica di paesaggio è solo il primo spunto che conduce il curatore Mauro Lucco in un viaggio alla scoperta del paesaggio moderno, non più semplice sfondo ma vero attore poetico della rappresentazione (Tiziano e la nascita del paesaggio moderno, al Palazzo Reale di Milano fino al 20 maggio 2012). Spiega Lucco che si tratta di «vero momento di svolta, con il paesaggio che per la prima volta diventa qualcosa che fa piacere rappresentare». Tra le opere presenti si segnalano L`adorazione dei pastori di Tiziano, proveniente da Houston, Museum of Fine Arts, e il Cristo Risorto di Palma il Vecchio.

La mostra, filologicamente curata, convince solo in parte nell`allestimento dai toni rosso cupo che ben poco rispecchia l`ariosa luce delle vedute venete.

Tiziano e la nascita del paesaggio moderno, al Palazzo Reale di Milano fino al 20 maggio 2012. Il catalogo è curato da Gamm Giunti.

 

Fonte:
Il Sole 24 Ore