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São Paulo, 11 Dezembro 2018 - 09:34 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 11 Dicembre 2018 - 12:34
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RIFORMA DELLE PENSIONI, IL CAOS SULLE LAVORATRICI CON 35 ANNI DI ANZIANITÀ CONTRIBUTIVA
 
 
 
 

L’opzione 57 + 35: cosa è e quali sono i rischi

Con il passare dei giorni, continuano a profilarsi dettagli operativi in materia di riforma pensionistica. In particolar modo, la circolare Inps 35/2012 ha precisato che entro il 31 dicembre 2015 potrà avvenire la decorrenza del trattamento pensionistico, e non il raggiungimento dei requisiti necessari per la maturazione del diritto alla prestazione, in riferimento alle lavoratrici che hanno maturato più di 35 anni di contributzione, e che divengono pertanto escluse dall’applicazione dei nuovi requisiti della riforma Fornero nel caso abbiano un’età anagrafica almeno pari a 57 anni.

In maniera più pratica, coloro che vorranno avvalersi dell’opzione per il metodo contributivo dovranno attendere almeno 12 mesi per poter percepire la prestazione maturata. Un provvedimento importante, che potrebbe tuttavia risultare sgradito alle lavoratrici, che vedrebbero ridotta la propria retribuzione annua lorda anche in doppia cifra.

Ancora in altri termini, le donne che hanno a disposizione l’opzione 57 anni di età più 35 anni di contributi, dovranno fare i conti con due aspetti di estrema delicatezza:

    Ridimensionamento dell’assegno: per poter esercitare l’opzione 57 + 35, le lavoratrici donne dovranno passare al metodo contributivo. Prevista una revisione dell’assegno mensile in maniera molto significativa (secondo alcune associazioni, un assegno di 3.100 euro diverrebbe pari a 2.000 euro);
    Termine di esercizio dell’opzione: non sono inoltre ancora chiari i termini per maturare il diritto alla pensione secondo l’opzione contributiva. L’Inps sostiene che i requisiti per poter andare in pensione con l’opzione dovranno essere raggiunti entro il mese di novembre 2014, perchè il trattamento decorrerà dal 31 dicembre 2015. Ma applicando le finestre mobili, il diritto dovrebbe in realtà essere raggiunto entro maggio 2014 se si tratta di lavoratrice autonoma (18 mesi più uno) o entro novembre 2014 se si tratta di lavoratrice dipendente (12 mesi più uno).

Vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi.

 Come si calcola la pensione con le nuove regole

Le riforme previdenziali che gli italiani hanno dovuto sopportare negli ultimi decenni hanno reso particolarmente arduo il calcolo della pensione INPS. Tuttavia la situazione sta per cambiare, poichè l’estensione del metodo contributivo per tutti i lavoratori dovrebbe comportare una maggiore facilità di interpretazione con decorrenza 2012.

I lavoratori per il momento potranno essere suddivisi in tre grandi categorie:

    Gli iscritti all’INPS per la prima volta dopo il 31/12/1995, per i quali si applica il contributivo puro;
    Gli iscritti che alla data del 31/12/1995 avevano maturato meno di 18 anni di contributi, per i quali si applica il retributivo e il contributivo pro quota;
    Gli iscritti che alla data del 31/12/1995 avevano maturato almeno 18 anni di contributi, per i quali si applica il retributivo e il contributivo pro quota.

La differenza dei due metodi di calcolo (retributivo e contributivo) è piuttosto evidente. Nel retributivo la pensione è infatti determinata sulla base delle retribuzioni che il lavoratore ha percepito nel periodo precedente al pensionamento. In caso di busta paga elevata negli ultimi anni del proprio lavoro, il neopensionato percepirà un assegno maggiore, indipendente da quanto aveva percepito nelle sue prime fasi della carriera. Nel contributivo, invece, la pensione è calcolata in linea con i contributi versati durante l’intera vita lavorativa.

Nel metodo misto, il retributivo è previsto per le quote maturate prima del 31 dicembre 1995 se il lavoratore a quella data non aveva maturato almeno 18 anni di contribuzione. Per coloro che a tale data avevano maturato almeno 18 anni di contribuzione, il metodo retributivo è invece utilizzato per le anzianità maturate fino al 31 dicembre 2011. Per le anzianità successive, si applica invece il contributivo.

Inoltre, come se le complicazioni di cui sopra non fossero sufficienti, si tenga conto con il metodo retributivo è calcolato per le anzianità fino al 31 dicembre 1992 con riferimento alla retribuzione percepita negli ultimi cinque anni dalla data di pensionamento. Per le anzianità successive, il periodo è prolungato di 10 anni se i lavoratori al 31 dicembre 1992 avevano acquisito almeno 15 anni di contribuzione, e 5 anni se invece avevano maturato meno di 15 anni.

 La circolare esplicativa dell’INPS

L’INPS ha pubblicato la circolare 35/2012, con la quale riepiloga tutte le nuove regole sulle pensioni, dopo gli interventi del decreto Salva Italia e il successivo decreto Milleproroghe.

Gran parte del contenuto della circolare è riferibile alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata. Riepiloghiamo qui di seguito i due elementi, riportando poi il link diretto alla circolare INPS per maggiori approfondimenti.

Pensione di vecchiaia: a decorrere dal 12 gennaio 2012, i soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia al perfezionamento dei seguenti requisiti. Stando al primo articolo, i requisiti anagrafici per l’accesso sono i seguenti:

a) per le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive della medesima

b) per le lavoratrici iscritte alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335

c) per i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e per le lavoratrici dipendenti iscritte alle forme esclusive dell’A.G.O. di cui all’art 22-ter, comma 1, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78 e successive modificazioni e integrazioni

d) per i lavoratori iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335

Il requisito contributivo è invece uguale per tutti, ed è relativo all’anzianità contributiva minima pari a 20 anni.

Pensione di anzianità: a decorrere dal 1° gennaio 2012 i soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 possono conseguire il diritto alla pensione anticipata ove in possesso delle seguenti anzianità contributive.

Ai fini del raggiungimento del requisito è valutabile la contribuzione a qualsiasi tiolo, versata o accreditata in favore dell’assicurato, con perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità.

Per i soggetti che hanno un’età inferiore a 62 anni, si applica una riduzione pari a 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

Fonte:
Vostri soldi