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São Paulo, 19 Dezembro 2018 - 05:52 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 08:52
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BRASILE. CRESCE LA FEBBRE BRASILIANA NEL MONDO
 
 
 
 

Film, libri, musica, moda e turismo: é il cosiddetto soft power, uno strumento in grado di influenzare le relazioni con gli altri Paesi senza usare azioni militari o economiche. Dopo il boom economico, il Brasile punta a rafforzare la propria immagine internazionale attraverso il "potere morbido" della cultura.

Andrea Torrente – corrispondente da San Paolo – 8 aprile 2012 – Non solo boom economico, potenza commerciale e nuovo Eldorado per fari affari. Il Brasile adesso punta sul soft power per affermarsi definitivamente sullo scenario mondiale.D`altronde, anche se il colosso verdeoro ha una storia recente (se comparata a quella del Vecchio continente), possiede invece una cultura molto ricca, nata nei secoli dalla contaminazione dei popoli indigeni locali con le culture europee (italiana, spagnola e portoghese su tutte, ma anche tedesca, olandese e polacca), con quelle orientali (giapponese, cinese e coreana), del Medio Oriente (siriani e libanesi) e quelle africane (Angola e Paesi del Golfo di Guinea soprattutto).

Eppure, nonostante il patrimonio culturale fiorente, molto poco dell`arte, dell`architettura e della musica verdeoro viene esportato nel resto del mondo. Ma adesso che il Brasile ha gli occhi di tutto il mondo puntati su di sé, sa di avere un`occasione irripetibile per accrescere il proprio "potere morbido".

Il concetto di "Soft Power" è stato elaborato dal professore americano Joseph Nye per definire la capacità dei Paesi di influenzare le relazioni internazionali e intensificare gli scambi commerciali attraverso la seduzione di prodotti come film, musica, moda, media e turismo.

Gli Stati Uniti, attraverso l`industria di Hollywood e la diffusione della cultura pop, sono senza dubbio il miglior esempio di come l’utilizzo di tale potere di influenza, che a partire dagli anni `50 ha sempre accompagnato l`hard power, ovvero l`utilizzo di azioni militari e economiche per esercitare pressioni su altri Stati, abbia cresciuto il prestigio e il potere americano sullo scenario globale.

"Il Brasile esercita naturalmente il soft power", spiega il professor Nye intervistato dalla BBC Brasil. "Se osserviamo la cultura brasiliana, vediamo che l`immagine del Paese è in partenza positiva, a prescindere dalla recente crescita economica – spiega – E` possibile che questo abbia a che vedere con il calcio, ma il fatto è che il Brasile é percepito come un Paese che si è occupato bene di questioni care ad altri Stati, come quella razziale. Ovvero, è portatore di valori come la tolleranza, e questo è molto importante".

Il turismo è poi un altro fattore fondamentale e il Brasile con il suo potenziale naturale (basti pensare alle meravigliose spiagge del nordest, all’incantevole foresta amazzonica e ai parchi naturali) ha le carte in regole per attrarre sempre piú turisti stranieri e mostrare la sua miglior immagine. Cosí come lo è il mondo dello sport che, nei prossimi anni (grazie all’organizzazione delle note manifestazioni  Mondiali e Olimpiadi estive di Rio de Janeiro), subirà un’accelerazione e potrà divenare un ulteriore stimolo per il gigante sudamericano per accrescere il proprio prestigio.

Ma l’influenza brasiliana cresce anche nel settore della moda: San Paolo, oltre ad essere il motore economico dell’America Latina, si è affermata da anni come una delle nuove capitali del fashion, appena dietro le classiche e consacrate Milano, New York, Londra e Parigi.   Nel mondo intanto cresce la febbre brasiliana: "Ci sono artisti che vengono in Inghilterra come non era mai successo prima" spiega Jude Kelly, direttrice artistica del Southbank Centre di Londra. E se fino a pochi anni fa era molto più comune portare artisti inglesi in Brasile, "oggi – sostiene Paul Heritage, produttore britannico – l`interesse e gli spostamenti sono simili e crescenti sui due fronti".

E mentre il Brasile si afferma come l`11º mercato di libri al mondo con un pubblico di 100 milioni di lettori (anche se l`80% dichiara di leggere saltuariamente), la Fundação Biblioteca nacional, organo legato al Ministero della Cultura, ha stanziato 3,3 miliardi di euro per finanziare la traduzione, soprattutto in inglese e spagnolo, della letteratura brasiliana. Nel 2014 anche l’Italia omaggerà il Brasile in occasione della Fiera del Libro infantile di Bologna.  

Nonostante l`interesse in aumento verso il mondo dell`arte e del divertimento verdeoro, il governo di Brasilia pare non riuscire ad accompagnare il cambiamento: il Brasile ad esempio non possiede nemmeno un ente pubblico di divulgazione culturale, come ad esempio accade in Germania con l`istituto Goethe, in Francia con Alliance Française, in Gran Bretagna con il British Council o in Italia con il Dante Alighieri.

"Cinema, arti plastiche e musica hanno bisogno di un ente che faccia da ponte e garantisca equidistanza dagli interessi commerciali, artistici e politici stranieri – sottolinea Gilberto Gil, icona della musica brasiliana ed ex ministro della Cultura – Non c` è alternativa, non possiamo continuare a far finta di niente e pensare che esporteremo materie prime e prodotti manifatturieri per sempre".

 

Fonte:
ArticoloTre