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São Paulo, 18 Dezembro 2018 - 21:34 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 00:34
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BRASILE, LA RETE DEL LAVORO
 
 
 
 

Il paradiso è ancora lì, oltre l’Oceano Atlantico. Ma stavolta non ci sono oro né caffè nei sogni degli occidentali. Anche perché, nel frattempo, questi si sono trasformati da conquistadores a disoccupati in cerca di futuro.


L’idea che il Brasile sia un Paese in grado di offrire un lavoro sicuro sta affascinando sempre più portoghesi e spagnoli, ma anche molti italiani. Una tendenza in atto da qualche anno che talvolta è stata descritta come una migrazione al contrario.
Il fenomeno è talmente importante che un giovane imprenditore portoghese residente in Brasile ha creato una pagina Facebook Empregos no Brasil para estrangeiros (Lavori in Brasile per gli stranieri), con l’obiettivo di divulgare le opportunità per i propri connazionali e aiutarli nelle procedure burocratiche.


IN UN ANNO 39 MILA ISCRITTI. In meno di un anno, la pagina ha raggiunto 39 mila iscritti ed è stata visitata da una media di 600 persone al giorno.
Dopo aver puntato lo sguardo verso le ex colonie africane, ora i portoghesi (e non solo) sperano di rifarsi una vita nel gigante sudamericano, nel frattempo divenuto la sesta economia del mondo. Mentre l’Instituto Brasileño de Geografía y Estadísticas (Ibge) rivela che dal 2003 a oggi la disoccupazione tra i carioca si è dimezzata, fino a raggiungere il 6,1% del 2011, è cresciuta in Portogallo (16,3%) e in Italia (9,8%), ed è raddoppiata in Spagna (24,6%).


Nel 2011, permessi di lavoro agli stranieri aumentati del 32%

L’idea del fortunato sito su facebook è dell’imprenditore trentenne David Bernardo, amministratore delegato di Hipxik.com, portale di vendita on-line del settore moda e lusso, con sede a San Paolo.
Dopo aver avuto difficoltà nella ricerca di professionisti del marketing da assumere, Bernardo pensò alla creazione della pagina sul social network, stimolato dalle testimonianze di colleghi che avevano riscontrato difficoltà simili nella ricerca di personale nell’ambito dell’ingegneria, della gestione aziendale e nella tecnologia dell`informazione.


L`80% DEGLI ISCRITTI È PORTOGHESE. Era il luglio del 2011 e il profilo Empregos no Brasil para Estrangeiros fu subito un successo. L’80% degli iscritti alla pagina è di nazionalità portoghese, soprattutto giovani tra 25 e 34 anni. Bernardo è ora impegnato in un tour attraverso l’Europa nel quale risponderà alle curiosità dei potenziali nuovi emigranti.


Il sito funziona. L’ultima ad averlo scritto sulla bacheca è una neolaureata (Catherine Adams) che ha avuto grazie al sito un contratto di tre anni in un ufficio marketing.
Tra gli italiani membri della pagina Facebook c’è chi suggerisce di contattare il prima possibile amici o parenti già residenti in Brasile, altri invece danno consigli sulle aree professionali più ricercate.
Nel 2011, il Brasile ha concesso il 32% in più di permessi di lavoro agli stranieri rispetto al 2010, secondo i dati del ministero della Giustizia.
Tuttavia questa immigrazione al contrario, impensabile solo fino a un decennio fa, non è priva di grattacapi.


BUROCRAZIA COMPLESSA. In alcuni ambiti, per esempio, i lavoratori incontrano gli ostacoli di una burocrazia complessa: gli ingegneri non possono firmare i progetti e, spesso, devono accontentarsi di un’assunzione come consulenti.
Inoltre, per ottenere il visto è richiesto un contratto di lavoro e solo dopo quattro anni viene rilasciato un visto permanente.


Ma Brasilia ha paura anche dagli sbarchi incontrollati. Il ministero degli Esteri ha reso noto che dalla Spagna ci sono stati anche dei casi di immigrazione illegale e alcuni funzionari hanno parlato della necessità di ampliare i requisiti per il visto e di introdurre un nuovo tetto annuale.

Fonte:
Lettera 43