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São Paulo, 11 Dezembro 2018 - 02:50 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 11 Dicembre 2018 - 05:50
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PENSIONI: EFFETTO FINESTRE E STRETTA ANZIANITA`
 
 
 
 

di Alessia Tagliacozzo

Nuove pensioni in caduta libera già prima del dispiegarsi degli effetti della riforma Fornero: nei primi tre mesi del 2012 - secondo quanto emerge da dati Inps che l`ANSA ha avuto modo di consultare - i nuovi assegni sono stati appena 43.870 in calo del 53,1% rispetto ai 93.552 dello stesso periodo del 2011 (nel 2010 erano stati nei primi tre mesi 113.673). E` ancora l`effetto combinato dell`introduzione della finestra mobile (riforma Sacconi) e dello scalino previsto dalla riforma Damiano per il 2011 che ha aumentato da 95 a 96 le quote per la pensione di anzianità. Il crollo invece non tiene conto della riforma previdenziale contenuta nel decreto Salva Italia che di fatto avrà effetti a partire dal 2013 poiché quest`anno usciranno ancora coloro che raggiungono i requisiti per la pensione nel 2011 e devono attendere i 12 mesi (18 per gli autonomi) previsti dalla finestra mobile per l`accesso alla pensione. IL crollo delle nuove pensioni dei primi tre mesi dell`anno segue il calo degli assegni registrato nel 2011 (-27,4%). Quest`ultimo è stato il risultato del calo soprattutto delle nuove pensioni di vecchiaia (-37% complessivo con una diminuzione per i lavoratori dipendenti del 46%) mentre per le pensioni di anzianità il calo complessivo (autonomi e dipendenti) è stato del 17,8%. Nel 2012 vanno in pensione coloro che hanno maturato i requisiti nel 2011 ma hanno dovuto attendere i 12 mesi previsti dalla finestra mobile (18 per gli autonomi).

Stanno quindi ancora andando in pensione di vecchiaia gli uomini a 65 anni e le donne a 60 (a questi si aggiungono i 12-18 mesi di finestra mobile). Si sta uscendo inoltre ancora dal lavoro con la pensione di anzianità grazie alle quote (almeno 60 anni di età con quota 96 tra età e contributi, a fronte dei 59 e quota 95 del 2010) e con 40 anni di contributi indipendentemente dall`età (anche per l`anzianità si attende la finestra mobile). Il decreto Salva Italia ha inasprito le regole soprattutto per l`anzianità e per la vecchiaia delle donne ma avrà effetti a partire dal 2013 per le persone che maturano i nuovi requisiti nel 2012. In pratica un lavoratore che raggiunge i 65 anni nel 2011 non viene colpito dalla riforma Fornero ma va in pensione di vecchiaia nel 2012 una volta attesa la finestra mobile. Il dato 2012 dovrebbe attenuarsi nei prossimi mesi poiché il confronto con i primi sei mesi del 2011 risente del fatto che in questo periodo uscivano ancora i lavoratori che avevano raggiunto i requisiti nel 2010 e utilizzavano le vecchie finestre. Nei primi tre mesi dell`anno le pensioni del fondo lavoratori dipendenti sono diminuite del 51,2% da 63.019 a 30.747. Le nuove pensioni liquidate per i lavoratori autonomi sono diminuite del 57% passando da 30.533 a 13.123.

Le pensioni di anzianità nel complesso sono diminuite del 48,75%, da 53.971 dei primi tre mesi 2011 a 27.658 dei primi tre mesi del 2012. Il crollo c`é stato soprattutto per le pensioni di anzianità dei dipendenti passate nel periodo da 39.743 a 15.862 (-61%) mentre per le pensioni di anzianità degli autonomi il calo è stato più contenuto (-17,1%). Le pensioni di vecchiaia nel complesso sono diminuite del 58,9% passando dalle 39.521 dei primi tre mesi del 2011 alle 16.212 dei primi tre mesi del 2012. In particolare sono crollate le pensioni di vecchiaia dei lavoratori autonomi passando da 16.245 dei primi tre mesi del 2011 a 1.327 dello stesso periodo 2012 (-91,8%). "Le riforme hanno funzionato - ha detto il presidente Inps, Antonio Mastrapasqua - questi dati sono l`effetto - dell` introduzione delle finestre mobili della riforma Sacconi. L`Italia risponde con i dati alle preoccupazioni del Fondo monetario internazionale sull`invecchiamento della popolazione". Soddisfatto per il risultato si è detto l`ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ha chiesto al Governo una soluzione per gli esodati dato che la riforma Fornero ha "azzerato la transizione". Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti ha commentato i dati sottolineando che "bastava la riforma Sacconi" e che con il nuovo intervento sulla previdenza di fatto si è solo ridotto il debito facendo pagare il conto a pensionati e pensionandi. Per la Cgil, infine, i dati Inps "sono la dimostrazione di quanta cassa sulla previdenza fosse già stata fatta dal precedente governo Berlusconi e di quanto la manovra di dicembre sia stata cieca e abbia colpito in maniera brutale i lavoratori e i pensionati senza che ce ne fosse alcuna necessità reale dal punto di vista dell`equilibrio finanziario del sistema previdenziale".

 

Fonte:
Ansa