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São Paulo, 14 Dezembro 2018 - 17:32 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 14 Dicembre 2018 - 20:32
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IN BRASILE LA PRIMA AMBASCIATA ITALIANA«VERDE»: FOTOVOLTAICO SUL TETTO
 
 
 
 
MILANO - Diffondere le tecnologie legate alle fonti rinnovabili farà crescere il ruolo dell’Italia nello sviluppo dei Paesi emergenti. È questo l’obiettivo delle prime ambasciate verdi, culle diplomatiche non solo per rapporti umanitari e politiche territoriali, ma anche per piazzare sullo scacchiere strategico dei nuovi mercati le nostre eccellenze nel settore dell’efficienza ambientale. Una partita che già si è cominciata a giocare, mettendo a disposizione l’esperienza italiana per promuovere le tecnologie che permettono il risparmio energetico. Tra i pilastri, le rinnovabili, dove il nostro Paese, dopo la Germania, eccelle nel mondo in competenza. Ma anche il trattamento e la raccolta delle acque reflue, i sistemi di cogenerazione, l`eco-architettura e l`edilizia sociale.

AMBASCIATE VERDI - Tra le ultime azioni del ministero dell’Ambiente, l’apertura a Brasilia della prima ambasciata verde italiana, sviluppata in collaborazione con le imprese nazionali e concepita come una sorta di laboratorio per sviluppare sinergicamente con il Brasile esperienze sostenibili. Tra cui lo scambio di energia, già messo in agenda, tra l’impianto fotovoltaico dell’ambasciata italiana, più di 400 pannelli solari applicati sul tetto, e la centrale energetica di Brasilia. E diversi protocolli d’intesa già firmati con l’università cittadina e la Companhia de saneamento ambiental per il risparmio dell’acqua e la fitodepurazione. «Con questa ambasciata verde», spiega Corrado Clini, ministro dell`Ambiente, «siamo riusciti ad applicare tecnologie a basso impatto ecologico che possono essere una buona vetrina per le aziende italiane che si occupano di problemi ambientali. E questo è solo l’inizio della cooperazione tra Italia e Brasile. A parte gli aspetti tecnologici, infatti, l’ambasciata è anche un luogo per sperimentare la cessione di energia da immettere nella rete. In Brasile», prosegue il ministro, «ci sono gruppi italiani che stanno facendo grandi cose per lo sviluppo ecologico del Paese».

ECODIPLOMAZIA - Oltre al Brasile, tra le prime ambasciate verdi italiane anche quella di Pechino. «Nell’ambasciata cinese», racconta Clini, «abbiamo già finanziato e fatto partire i lavori per sfruttare il solare termico. Non solo predisponendo un impianto fotovoltaico sul tetto, ma utilizzando anche una microturbina ad alta efficienza energetica per la generazione dell’energia elettrica. In più, abbiamo previsto anche l’istallazione di sistemi a risparmio per l’illuminazione dotando gli interni e gli esterni di Led». Tutti passi decisivi per dare alla Cina un esempio a cui guardare. «L’Italia», spiega il capo del ministero dell’Ambiente, «ha molto da insegnare per quello che riguarda i temi ambientali. Soprattutto ai Paesi in crescita e con grande richiesta di sviluppo ecosostenibile. Tra questi, la Cina è uno dei più importanti dato che, negli ultimi dieci anni, per essere presenti abbiamo investito più di 1,2 miliardi di euro. Oppure l’India dove, nel 2011 gli investimenti sulle tecnologie sostenibili sono saliti del 58%». Un panorama aperto, quello dei Bric (Brasile, Russia, India e Cina), in cui sono già attivi più di 700 gruppi italiani, dove la politica nazionale cerca in molti modi di favorire la penetrazione dei mercati alle imprese che operano nella green economy.

LA LEGA DELLE AMBASCIATE VERDI - Dopo Cina, India e Brasile, il prossimo passo per promuovere e sviluppare l’eccellenza verde nazionale all`estero stranieri potrebbero essere gli Stati Uniti. Paese sensibile alla diffusione di ambasciate sostenibili per ridurre le emissioni di gas serra e ridurre i costi attraverso l’efficienza energetica. Attenzione al pianeta cominciata a partire dal 2007, con la fondazione della Lega delle ambasciate verdi su iniziativa di Micheal M. Wood, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Svezia. E che ha trovato nel programma del presidente Obama, incentrato sulla green economy, uno stimolo per sfruttare le tecnologie rinnovabili e le fonti pulite negli edifici diplomatici americani nel mondo. «Per consolidare il rapporto ecologico tra Italia e Stati Uniti», conclude Clini, «abbiamo appena fatto una proposta di collaborazione al consolato di San Francisco. Nella Silicon Valley, infatti, si trovano le migliori tecnologie a emissioni zero».

Fonte:
Corriere della Sera
Carlotta Clerici