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São Paulo, 11 Dezembro 2018 - 02:50 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 11 Dicembre 2018 - 05:50
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ORA GLI ITALIANI TORNINO A INVESTIRE NEL PAESE
 
 
 
 

Isabella
Bufacchi

Quel che colpisce analizzando l`ultima asta dei BoT a 12 mesi è il salto del rendimento, salito in un mese, da maggio a giugno, dell`1,63 per cento. Questo balzo all`insù è superiore a quello registrato l`anno scorso tra giugno e luglio, quando la crisi del debito sovrano europeo iniziava a travolgere un rischio-Italia aggravato dallo stallo politico.

I BoT vennero assegnati al 3,670% in luglio contro il 2,147% di giugno, con un incremento dell`1,52 per cento. Nell`asta di metà agosto, i rendimenti dei BoT crollarono sotto il 3% grazie agli acquisti della Bce sul secondario. Per risalire a un aumento del tasso di assegnazione superiore a quello segnato ieri, bisogna tornare alle giornate di panico del novembre 2011 , con i BoT annuali venduti al 6,087% contro il 3,570% del mese precedente. Tassi stratosferici e lontanissimi da quelli di ieri.


Questa cronistoria serve a misurare l`intensità della turbolenza in atto. Si tratta di un`instabilità violenta, anche se rispetto allo scorso giugno l`Italia ha varato una draconiana riforma delle pensioni, ha messo in sicurezza i conti pubblici con un surplus primario rarissimo di questi tempi in Eurolandia, ha pronte misure per lo sviluppo e per il mercato del lavoro.

Manca però ancora all`appello un`operazione di privatizzazioni per abbattere lo stock del debito pubblico e manca il ritorno della fiducia in casa, nelle famiglie e nelle imprese, per contrastare la deriva della recessione. L`eccezionale turbolenza di questi giorni è dovuta in buon a parte all`imminenza delle elezioni in Grecia e all`incertezza degli aiuti europei alla Spagna e alle banche spagnole: ma l`Italia deve imparare a fare i conti con il contagio, finchè c`è.


Gli investitori non europei continuano a perdere la fiducia nell`euro e quelli non residenti in Italia si interrogano sempre più sull`affidabilità politica, economica e creditizia di un`Italia indebitata oltre il 120% del Pil. Ora gli europei devono dimostrare al mondo di credere nell`euro e gli italiani nell`Italia.


Per allentare le tensioni che si addensano in asta sui BoT e BTp - oggi l`offerta dei Buoni triennali e off-the-run 2019 e 202o fino a 4,5 miliardi - basterebbe che i risparmiatori italiani tornassero a investire nei titoli di Stato come accadeva all`avvio dell`euro e nella metà degli anni `90, ai tempi della lira che - a ben guardare - era molto meno affidabile dell`euro.

La Banca d`Italia, nell`ultima relazione annuale, ha rilevato come l`incidenza dei titoli pubblici sulla ricchezza finanziaria delle famiglie è salita nel 2011 quasi al 6% (il 5,6%), «una quota comunque contenuta nel confronto storico (il 14%, in media, nella seconda metà degli anni novanta)».

Se si potesse tornare a quel giardinetto del risparmio degli italiani, lo stock dei titoli di Stato detenuti dalle famiglie lieviterebbe dagli attuali 200 miliardi a 500, sui 3.550 della ricchezza finanziaria. Se l`incidenza dei titoli di Stato si riposizionasse sui livelli registrati all`avvio dell`euro, attorno al 10%, la quota di BoT e BTp nei portafogli delle famiglie salirebbe a 350 miliardi.

 

Fonte:

Il Sole 24 Ore