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São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 19:03 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 22:03
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LA SCELTA PENSIONISTICA TRA CONTRIBUTIVO E RETRIBUTIVO
 
 
 
 
Per l`universo femminile la scelta del trattamento pensionistico può variare tra il retributivo e il contributivo, determinando anche il periodo al quale accedere alla pensione.

04/07/2012 SULLA PENSIONE l`universo femminile ha una scelta del trattamento esclusivamente riservata a loro. In base alla scelta tra il sistema contributivo e retributivo verrà poi stabilita la possibilità o meno di terminare prima il lavoro o di continuare ancora per qualche anno. 

IN PARTICOLARE grazie anche ad una precedente riforma del sistema messa in atto dall`ex ministro Maroni, e riconfermata dall`attuale ministro Elisa Fornero, e donne possono andare in pensione prima optando per il metodo contributivo.
 
LA RIFORMA FORNERO ha ristretto i requisiti per la pensione, creando grosse difficoltà per migliaia di lavoratrici che, prossime al compimento dei 60 anni di età o dei 40 anni di contributi, speravano di ottenere la pensione per età o di anzianità nel giro di qualche mese. Adesso il traguardo si allontana nel tempo. Tuttavia riemerge una disposizione della riforma Maroni, che consente  un omaggio al gentil sesso: si potrà andare in pensione a 57 anni (solo donne) con le vecchie regole ma con il sistema contributivo.
 
LA DISPOSIZIONE è un`esclusiva femminile, per quelle che vorranno andare in pensione con le vecchie regole, ovvero a 57 anni di età con 35 di contributi (58 se autonome) potranno continuare a farlo fino al 2015 scegliendo il trattamento calcolato interamente con il criterio contributivo, in luogo del retributivo, in genere più favorevole.
 
LE DIFFERENZE: nel retributivo la rendita si basa  sugli ultimi stipendi e sugli anno di versamento. Nel contributivo invece, il calcolo delle pensioni è parametrato agli stipendi percepito nell’intera vita lavorativa. Nel caso in cui però si eserciti l’opzione, il calcolo è mitigato da correttivi. 
 
PER LE DONNE incerte tra i due sistemi  ecco una guida al calcolo in caso di opzione. La pensione contributiva è data dal montante individuale (la somma rivalutata dei contributi versati) e il coefficiente di trasformazione che varia in base all’età. L’opzione funziona così.
 
IL MONTANTE: sui contributi versati dal 1996 alla data del pensionamento, si accantona per ogni anno il 33% della retribuzione lorda. Gli importi sono poi rivalutati in base alla media del Pil. Per la contribuzione versata prima del 1996, la costruzione del montante è più articolata. Primo: si risale alle retribuzioni annue percepite nel decennio precedente il 1996. 
 
A CIASCUNA delle retribuzioni si applica, più la percentuale pagata come i contributi per la pensione ( per il 1995 l’aliquota contributiva era ad esempio, 27,57%); le contribuzioni  di ogni anno, rivalutate in base alla media quinquennale del Pil, vanno sommate tra di loro e divise per 10 al fine di ottenere la contribuzione media annua, che poi moltiplicata per gli anni di contributi versati prima del 1995 per ottenere il montante che deve essere utilizzato per il calcolo contributivo.
 
UNA RECENTE circolare Inps, la n°35 del2012, ha confermato che c`è la possibilità di optare. Ma con qualche precisazione in più, non di poco conto. Il primo chiarimento riguarda i requisiti anagrafici e contributivi richiesti per esercitare il diritto, mentre la seconda precisazione è sulla data entro cui vanno raggiunti questi requisiti. 

 
 
Fonte:
Professione Finanza