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São Paulo, 14 Dezembro 2018 - 17:36 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 14 Dicembre 2018 - 20:36
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PENSIONI: NEL 2040 SPERANZA VITA SALE A 88 ANNI PER UOMINI E 92 DONNE
 
 
 
 

(ASCA) - Roma - ``Da qui al 2040 la speranza di vita dei pensionati di 65 anni si allunghera` sino a 88 anni per gli uomini e 92 anni per le donne, con un sensibile incremento rispetto al dato attuale (84 anni per gli uomini e 88 per le donne). La longevita` di chi percepisce una rendita pensionistica restera` superiore alla media generale dell`intera popolazione``. Sono questi i dati piu` significativi emersi dallo studio `La mortalita` dei percettori di rendita in Italia`, presentato oggi a Roma dal Consiglio nazionale e dall`Ordine nazionale degli Attuari, che stabilisce una sorta di pietra miliare per tutto il sistema previdenziale e assicurativo.

Dai dati Istat 2012 emerge che la speranza di vita alla nascita si e` allungata a 79 anni per gli uomini e a 84,1 per le donne, un dato che fa dell`Italia uno dei primi Paesi al mondo per longevita` della popolazione. Lo studio riporta anche le previsioni sulla mortalita` dei percettori di rendite di vecchiaia per il periodo 2010-2040.

Ma l`Italia, anche a causa dell`allungamento della vita media, tende all`invecchiamento. Il fenomeno incide sull`economia e sul welfare, basti pensare alla riforma delle pensioni e al cosiddetto sistema contributivo: i requisiti stessi per il pensionamento e i coefficienti per il calcolo delle rendite sono determinati proprio in funzione dell`evoluzione della speranza di vita, e anche da questo tipo di previsioni e di stime dipende l`equilibrio di lungo periodo di istituti ed enti previdenziali.

Nello studio viene analizzata l`evoluzione della speranza di vita nel periodo 1980-2009 per dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi, medici, avvocati e lavoratori dello spettacolo e dello sport.

Le previsioni sono state effettuate su alcuni collettivi individuati in virtu` della maggiore numerosita`, disponibilita` di dati storici e regolarita` dei dati rilevati.

``Proponiamo che lo studio - ha affermato Giampaolo Crenca - venga sistematicamente e periodicamente aggiornato per diventare un avvenimento ricorrente nel settore previdenziale, riconosciuto dal Governo, allargandone ancora i partecipanti e coinvolgendo anche istituzioni quali la Ragioneria Generale dello Stato e l`Istat``.

Alla presentazione, avvenuta nella sala Mancini presso la Direzione generale dell`Inps, sono intervenuti il direttore generale dell`Inps Mauro Nori, il presidente del Consiglio nazionale Attuari Giampaolo Crenca, e per l`Ordine degli Attuari Luigi Di Falco, Massimiliano Menzietti, Piero Cocevar e Carlo Conforti.

 

Fonte:
Asca