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São Paulo, 19 Dezembro 2018 - 05:55 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 08:55
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SONO EMIGRATI, MA CONTINUANO A INCASSARE LA PENSIONE SOCIALE
 
 
 
 

Cinque persone sono state scoperte dalla Guardia di finanza a Tempio e denunciate per truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico

TEMPIO. L’inchiesta è partita nel 2010, quando l’Inps ha scoperto che nella lontana Buenos Aires c’era chi, pur risiedendo in Argentina, continuava a incassare pensioni dall’Italia non avendone titolo. Da allora, come un effetto domino, il lavoro paziente della Guardia di finanza ha permesso di scoprire centinaia di posizioni irregolari.

E’ bastato incrociare i nomi degli iscritti all’Aire (anagrafe italiani residenti all’estero) con in nominativi di chi percepiva la pensione sociale per far finire nella rete i falsi poveri. Di questi illegali percettori di pensione sociale, cinque sono tempiesi. A denunciarli, dopo ua certosina attività d’inchiesta, sono stati gli uomini della tenenza della guardia di finanza di Tempio, al comando del capitano Veronica Greco.

L’assegno sociale è un beneficio che l’Inps eroga a soggetti ultrasessantacinquenni residenti abitualmente e continuativamente in Italia e che non hanno un reddito superiore a una certa cifra, stabilita anno per anno (per il 2012 è di 5,577 euro).

Delle cinque persone tempiesi denunciate per falso in atto pubblico e truffa allo Stato, quattro erano già residenti all’estero quando hanno fatto richiesta di poter accedere al beneficio, dichiarando falsamente l’ultima residenza avuta in Italia, mentre la quinta si è trasferita all’estero quando già era titolare del beneficio, ma non ha comunicato all’Inps la variazione.

La frode complessiva ai danni dell’Inps riguardante le cinque posizioni dei cittadini galluresi denunciati, ammonta a quasi 200mila euro, perché l’illecito incasso della pensione sociale per alcuni andava avanti dal 2005. Da sottolineare, inoltre, che la Guardia di finanza ha denunciato alla procura regionale della Corte dei conti sia i percettori della pensione sia coloro che , per conto di questi ultimi, spesso parenti, incassavano il denaro.

L’Inps, per questo danno erariale, dovrà essere ora risarcito. Infatti l’attività svolta dai finanzieri ha intanto interrotto l’erogazione mensile delle pensioni, ma porterà anche al recupero delle somme indebitamente percepite.

Va infine ricordato che il lavoro condotto in Italia da Guardia di finanza e Inps ha esaminato addirittura oltre 170mila prestazioni erogate dall’istituto di previdenza sociale. Un lavoro enorme che però ha portato i suoi frutti, visto che in tutto il territorio nazionale sono centinaia i furbetti beccati con le mani nel sacco.

 

Fonte:
La Nuova Sardegna