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São Paulo, 17 Dezembro 2018 - 07:57 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 17 Dicembre 2018 - 10:57
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FMI, PAROLE BUONE PER L`ITALIA "NON TOCCATE RIFORMA PENSIONI"
 
 
 
 

TOKYO - "Noi sosteniamo  in pieno l`azione di Mario Monti". Non capita tutti i giorni che dal Fondo monetario internazionale arrivi un supporto aperto al governo italiano. Stavolta invece, ai tecnici internazionali che per tradizione fanno le pulci ai  governanti, piacciono gli "sforzi" nazionali per ridurre deficit e debito, convincono tutte le mosse decise fin qui dal premier. Guai anche a chi tocca la riforma delle pensioni: è "il miglior sistema", si legge nel Fiscal monitor, uno dei libroni tecnici sfornati dal Fmi. E` l`unico che "nell`arco dei prossimi venti anni può ben calibrare lo sviluppo della spesa previdenziale". Un endorsement, questo, che  assume un rilievo particolare all`indomani della lettera-appello del ministro Fornero ai partiti perché non smontino la riforma. Sulla "delega fiscale" il Fmi, a cui il governo ha chiesto una valutazione tecnica, auspica nel medio termine "una riduzione" del peso delle tasse sul lavoro". Carlo Cottarelli, capo del dipartimento Affari fiscali,  riconosce però che "ci vuole tempo per fare le riforme": "Non ci aspettiamo che, dopo decenni di inerzia, possano essere risolte in pochi mesi". 

All`assemblea annuale del Fondo, che si svolge a Tokyo, l`Italia forse per la prima volta svolge un ruolo non secondario. Dipende da Monti, certo, un premier tecnico che parla la stessa lingua di questi esperti. Ma dipende anche dalla crisi di Eurolandia la cui soluzione costituisce "la più alta priorità " per le sue implicazioni sull`economia globale. Ebbene, nell`area euro il paese è cruciale, con la recessione che incombe e che è destinata a protrarsi nel tempo e con i mercati che premono. Il capo economista Oliver Blanchard  ha un messaggio specifico per le nazioni ad alto debito come è appunto l`Italia:  "Devono procedere sulla strada del consolidamento fiscale cercando nel contempo di  mantenere la crescita". Spagna e Italia, in particolare, devono continuare "i piani correttivi" per ridare competitività ai rispettivi paesi. C`è anche l`invito a  ricapitalizzare le banche, se necessario, senza appesantire il debito sovrano.

Da tutti i rapporti tecnici presentati fino a questo momento, viene fuori che l`economia globale cresce meno del previsto, quella europea annaspa, la italiana è in recessione piena. E ovunque la disoccupazione dilaga. Il Fmi è costretto a tagliare tutte le stime  di crescita. Per l`Italia è previsto un Pil 2012 in calo del 2,7%, con strascichi negativi pure per il 2013 (meno 0,7%, ben peggio di quanto previsto dalle stime ufficiali"). Solo nell`ultimo trimestre dell`anno venturo l`economia italiana potrà avvicinarsi a una crescita zero, con un tasso di disoccupazione ormai oltre l`11%.

Blanchard tuttavia nutre una "ragionevole speranza" che il peggio possa dirsi dietro le spalle, specie ora che l`Europa ha  finalmente reso operativo l`Esm, il fondo salva stati permanente e ancor più se si arriverà presto all`unificazione bancaria, con sorveglianza concentrata nelle mani della Bce.  Nella sua visione le misure di rigore, pur se pesanti, sono assolutamente necessarie. Durante la conferenza stampa convocata per illustrare l`ultimo world economic outlook, risponde così a chi gli chiede come mai gli spread sui bond italiani e spagnoli stanno scendendo: "E` possibile che gli investitori abbiano anticipato  l`accettazione del programma di rigore con cui la Bce ha condizionato il suo aiuto ai paesi sotto pressione".  In pratica, è come se gli operatori dessero per scontato il lancio di un Sos da parte di Madrid e Roma.  Poi la chiosa: "Non possiamo essere sicuri che, se questo non avviene, i rendimenti non salgano di nuovo". Nel Fiscal monitor c`è comunque scritto che entrambe i paesi "stanno pagando interessi più alti" rispetto ai loro fondamentali economici. Usa e Giappone, al contrario, beneficiano di rendimenti inferiori alle attese  e alla loro situazione economica oggettiva.

Nessuno al Fmi si preoccupa più di tanto delle implicazioni sociali che la crisi e la relativa austerity stanno avendo in alcuni paesi, come per esempio in Grecia e in misura minore in Spagna. Cottarelli  è convinto che senza aggiustamenti, ancorché dolorosi, "avremmo una crisi ancora più profonda". Per i disoccupati in crescita, tuttavia, ci vogliono urgenti "misure di supporto".

 

Fonte:
La Repubblica