Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 10 Dezembro 2018 - 11:19 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 10 Dicembre 2018 - 14:19
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
BENEDETTO XVI: «I CREDENTI IN DIFFICOLTÀ NON SARANNO ABBANDONATI DA DIO»
 
 
 
 

Il Papa durante l`Angelus di Santo Stefano ricorda anche il primo martire cristiano

 

CITTÀ DEL VATICANO – Nell’Angelus del giorno di Santo Stefano, Benedetto XVI ricorda il primo martire cristiano, «in lui si è verificata in pieno la promessa di Gesù riportata dal testo evangelico odierno, che cioè i credenti chiamati a rendere testimonianza in circostanze difficili e pericolose non saranno abbandonati e indifesi: lo Spirito di Dio parlerà in loro». E nei saluti in francese esclama: «Che l’intercessione di Santo Stefano, fedele al Signore fino alla fine, sostenga i cristiani perseguitati e che la nostra preghiera li incoraggi!».

TESTIMONIANZA PUBBLICA - Nel messaggio “Urbi et Orbi”, a Natale, il Papa aveva ricordato i tanti luoghi di sofferenza nel mondo, chiedendo tra l’altro la fine dello «spargimento di sangue» e una «soluzione politica» alla guerra in Siria, e il ritorno della «concordia» in Nigeria, «dove efferati attacchi terroristici continuano a mietere vittime, in particolare fra i cristiani». Così ora il Papa affida il ricordo delle persecuzioni ai saluti in lingua francese, «testimoniamo senza paura, con coraggio e determinazione la nostra fede», e in inglese: «Come Santo Stefano, possiamo essere benedetti dalla grazia di Dio per avere il coraggio di parlare a voce alta e difendere la verità della nostra fede in pubblico, con carità e costanza».

PERDONO – Prima dell’Angelus, in italiano, il pontefice ha ricordato che «il diacono Stefano operò, parlò e morì animato dallo Spirito Santo, testimoniando l’amore di Cristo fino all’estremo sacrificio». E spiegato: «La vita di Santo Stefano è interamente plasmata da Dio, conformata a Cristo; nel momento finale della morte, in ginocchio, egli riprende la preghiera di Gesù sulla croce, affidandosi al Signore e perdonando i suoi nemici: ‘Signore, non imputare loro questo peccato’ ». Nuova evangelizzazione Santo Stefano, inoltre, «è un modello per tutti coloro che vogliono mettersi al servizio della nuova evangelizzazione», ha aggiunto Benedetto XVI: «Egli dimostra che la novità dell’annuncio non consiste primariamente nell’uso di metodi o tecniche originali, che certo hanno la loro utilità, ma nell’essere ricolmi di Spirito Santo e lasciarsi guidare da Lui». Così il Papa ha concluso: «Preghiamo la Vergine Maria, affinché la Chiesa, in quest’Anno della fede, veda moltiplicarsi gli uomini e le donne che, come Santo Stefano, sanno dare una testimonianza convinta e coraggiosa del Signore Gesù».

Gian Guido Vecchi

 

Fonte:
Corriere della Sera