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São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 19:01 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 22:01
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RIFORMA DELLE PENSIONI, L`INPS CHIARISCE I DUBBI
 
 
 
 
L` INPS pubblica un articolato messaggio per fornire chiarimenti in ordine alla applicazione dei principi contenuti nella riforma delle pensioni, con specifico riguardo ai trattamenti pensionistici dei lavoratori iscritti all`assicurazione generale obbligatoria ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonchè alla gestione separata.

Con il messaggio INPS in oggetto, il cui contenuto è stato condiviso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con nota n. 5869 del 16 novembre 2012, l’Istituto fornisce chiarimenti in merito a taluni argomenti che sono stati oggetto di quesito da parte delle Sedi Territoriali.

1. Soggetti che accedono a pensione con il sistema contributivo (art. 1, comma 40, della legge n. 335 del 1995): si chiarisce che nei confronti dei soggetti che maturano il diritto ai trattamenti pensionistici in base alle disposizioni di cui all’articolo 24, commi 7, 10 e 11, della legge n. 214 del 2011, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 40, della legge n. 335 del 1995, che riconoscono periodi di accredito figurativo quali, a titolo di esempio, quelli per assenza dal lavoro per periodi di educazione e assistenza dei figli fino al sesto anno di età` in ragione di centosettanta giorni per ciascun figlio per l’ assenza dal lavoro per assistenza a figli dal sesto anno di età, al coniuge e al genitore purché conviventi, nel caso ricorrano le condizioni previste dall`articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per la durata di venticinque giorni complessivi l`anno, nel limite massimo complessivo di ventiquattro mesi.

In particolare, si precisa che nei confronti delle lavoratrici madri, che maturano i requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo, a decorrere dal 1° gennaio 2012, l’anticipo dell’età pensionabile di cui alla lettera c) è rapportato alle nuove età pensionabili introdotte dall’articolo 24 del d.l. n. 201 del 2011 convertito dalla legge n. 214 del 2011, adeguate agli incrementi della speranza di vita.

2. Supplementi di pensione: in relazione ai nuovi requisiti anagrafici per il diritto alla pensione di vecchiaia introdotti, sia per quanto riguarda il sistema misto che contributivo, preliminarmente si osserva quanto segue:

- Il calcolo della quota di supplemento relativa alle anzianità` contributive acquisite dal 1° gennaio 2012 in poi deve essere effettuato con il sistema di calcolo contributivo.- Nulla è variato per quanto riguarda la quota di supplemento relativo alle anzianità maturate entro il 31 dicembre 2011 (v. in proposito circolare n. 180 del 1996, punto 5).- Si rammenta che i supplementi decorrono dal 1° giorno del mese successivo a quello nel quale è stata presentata la relativa domanda.Inoltre, l’Inps fornisce chiarimenti dettagliati in ordine ai - Supplementi su pensioni dell’assicurazione generale obbligatoria- Supplementi su pensioni nella Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.

3. Pensione supplementare: per le domande di pensione supplementare presentate a decorrere dal 1° gennaio 2012, allo stato attuale, si deve fare riferimento alle nuove età pensionabili introdotte dall’articolo 24 della legge n. 214 del 2011.

Si precisa che

- per le domande presentate dal 1°-1- 2012, in presenza dei requisiti richiesti, la decorrenza della pensione supplementare è fissata dal 1° giorno del mese successivo alla data della domanda;- il requisito dell’età pensionabile per il diritto alla pensione supplementare è da adeguare agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e s.m.i.;- allo stato attuale la domanda di pensione supplementare presentata nell’anno 2012 da soggetti che hanno già perfezionato, in base ai requisiti vigenti alla data del 31/12/2011, un diritto autonomo al trattamento pensionistico nella forma di previdenza nella quale chiedono la pensione supplementare non è suscettibile di accoglimento- relativamente alla pensione supplementare da liquidare a carico della gestione separata, per quanto riguarda le somme da liquidare nei confronti di soggetti, iscritti dal 1°-1-1996, titolari di pensione a carico della gestione separata, ovvero titolari di pensione a carico di una forma di previdenza obbligatoria per i lavoratori dipendenti sostitutiva dell’AGO, o che ne comporti l’esclusione o l’esonero dalla predetta, si richiamano i chiarimenti forniti con messaggio n. 404 dell’11-12- 2003: si può dar luogo alla liquidazione della pensione supplementare, qualora il trattamento pensionistico richiesto risulti inferiore a 1,5 volte l`importo dell`assegno sociale pur in presenza dei prescritti requisiti di età anagrafica e contributiva per la pensione di vecchiaia introdotti dalla Riforma delle pensioni.

Pertanto, le domande di pensione supplementare sono suscettibili di accoglimento nei confronti di soggetto titolare di trattamento pensionistico a carico dei Fondi come individuati dall’articolo 5 della legge n. 1338 del 1962, nonché della gestione separata, qualora il medesimo non abbia perfezionato il requisito minimo dell’importo del trattamento pensionistico richiesto dalla norma ed a condizione che alla data di decorrenza della pensione supplementare sia perfezionato il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, adeguato agli incrementi della speranza di vita e che l’interessato abbia cessato il rapporto di lavoro dipendente.

4. Maggiorazione convenzionale per pensione di inabilità: riguardo alle modalità di attribuzione della maggiorazione in questione si deve fare riferimento alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 15, della legge n. 335 del 1995, illustrate con circolare n. 180 del 1996, punto 3: la maggiorazione si calcola aggiungendo al montante individuale dei contributi, posseduto all`atto del pensionamento, un`ulteriore quota di contribuzione riferita al periodo compreso tra la data di decorrenza della pensione e la data di compimento del 60° anno di età dell`interessato, computata in relazione alla media delle basi annue pensionabili possedute negli ultimi cinque anni di contribuzione e rivalutate ai sensi dell`articolo 3, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503.

Si richiama l`attenzione sulla circostanza che per le pensioni di inabilità calcolate con il sistema contributivo, la maggiorazione è determinata in ogni caso in relazione al periodo mancante al compimento del sessantesimo anno di età`, indipendentemente dal sesso dell`assicurato e dalla gestione a carico della quale viene liquidata la pensione.

Relativamente al limite dei 40 anni di contribuzione, il comma 15 dell’articolo 1, l. n. 335/1995 dispone tassativamente che le maggiorazioni di cui all’articolo 2, comma 3, della legge n. 222/1984, si computano, secondo il sistema contributivo, per l’attribuzione di un’anzianità contributiva complessiva non superiore a 40 anni (v. in proposito punto 3, circ. 180 del 1996).

5. Contribuzione utile per la non riduzione del trattamento pensionistico per i soggetti che accedono al pensionamento anticipato prima dei 62 anni di età: si applica, in base alle disposizioni di cui all’articolo 24, comma 10, della legge n. 214 del 2011, una riduzione pari all’1% della quota retributiva di pensione maturata al 31/12/2011 per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni. La predetta riduzione si applica sulla quota di trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema retributivo. Pertanto, per coloro che hanno un’anzianità contributiva:

- pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011;- inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, la cui pensione è liquidata nel sistema misto,la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 1995.

Peraltro, sempre la riforma del 2011 ha stabilito che in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione, limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, qualora la predetta anzianità contributiva ivi prevista derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria.

Chiarisce, inoltre, l’Inps che la pensione anticipata senza la riduzione in parola, deve essere valutata esclusivamente la contribuzione prevista dal comma 2-quater del predetto articolo 6; si conferma che la contribuzione da riscatto ex articolo 13 della legge n. 1338/1962 può essere compresa tra la contribuzione utile per determinare l’anzianità contributiva necessaria per non applicare la riduzione del trattamento pensionistico, in quanto si tratta di contribuzione per la quale è stato accertato lo svolgimento di attività lavorativa.

6. Criteri di verifica dei requisiti alla data del 31 dicembre 2011 per i lavoratori che esercitano la facoltà di opzione anche successivamente al 31 dicembre 2011: i soggetti in possesso di anzianità assicurativa precedente il 1° gennaio 1996, sino al 31/12/2011 potevano accedere ai trattamenti pensionistici in base alla disciplina vigente per gli iscritti dal 1° gennaio 1996, mediante l’esercizio della facoltà di opzione, ai sensi dell’articolo 1, comma 23, della legge n. 335 del 1995. Al riguardo si forniscono chiarimenti per quanto riguarda i soggetti che hanno maturato i requisiti per il diritto all’esercizio della facoltà di opzione nonché i requisiti per il diritto alla pensione nel sistema contributivo al 31/12/2011 e che esercitino la predetta facoltà a partire dall’anno 2012, tenuto conto che la Riforma Fornero ha disposto che i soggetti che esercitano la facoltà di opzione al sistema contributivo a decorrere dal 1° gennaio 2012 accedono ai trattamenti pensionistici in base ai requisiti previsti per coloro che liquidano la pensione nel sistema misto.

Il quesito è il seguente: si vuole conoscere se anche nei confronti dei soggetti di che trattasi si debba applicare la disciplina in materia di requisiti per il diritto a pensione prevista per coloro che liquidano la pensione nel sistema misto.

Al riguardo, si richiama il punto 2.2 della circolare n. 149 dell’11/11/2004 nel quale è stato precisato che la verifica del possesso dei sopra citati requisiti alla data del 31-12- 2007 fosse effettuata indipendentemente dal momento in cui viene esercitato dal lavoratore il diritto di opzione al sistema di calcolo contributivo. Peraltro, era necessario che a tale data fossero maturati sia i requisiti per il diritto a pensione nel sistema contributivo, sia i requisiti per l’esercizio della facoltà di opzione.

Tali criteri, allo stato attuale, sono confermati anche per quanto riguarda coloro che abbiano esercitato la facoltà di opzione al sistema contributivo entro il 31 dicembre 2011 ovvero esercitino tale facoltà successivamente alla predetta data fermo restando che alla data al 31 dicembre 2011 sussistano i requisiti di legge per conseguire il trattamento pensionistico secondo la previgente normativa indipendentemente dal momento in cui viene esercitato dal lavoratore il diritto di opzione al sistema di calcolo contributivo.

Si rammenta che i requisiti da maturare entro il 31 dicembre 2011 per il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo sono i seguenti:

- anagrafico di 60 anni di età per le donne e 65 anni di età per gli uomini, unitamente al requisito contributivo di almeno 5 anni di contribuzione effettiva previsto dalla Legge 335/1995;- contributivo di almeno 40 anni di contributi, indipendentemente dall`età anagrafica, che deve essere perfezionato escludendo i contributi versati volontariamente e moltiplicando per 1,5 i contributi da lavoro versati prima del 18° anno di età;- contributivo di almeno 35 anni di contributi unitamente ad un requisito anagrafico previsto (Circ. 60 del 2008, punto 3.1.).- se la pensione di vecchiaia è richiesta da un soggetto di età inferiore a 65 anni, deve essere perfezionato anche il requisito di "importo" del trattamento pensionistico che deve risultare non inferiore ad 1,2 volte l`assegno sociale.

In proposito si precisa, che ai fini della salvaguardia dei requisiti al 31/12/2011 i 15 anni di contribuzione di cui almeno 5 successivamente al 31/12/1995 per esercitare la facoltà di opzione devono sussistere alla data del 31 dicembre 2011 e alla predetta data deve sussistere anche il requisito di importo non inferiore 1,2 volte l’assegno sociale qualora la pensione sia richiesta da soggetto di età inferiore a 65 anni.

Conseguentemente, per il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo secondo la normativa vigente al 31/12/2011, è necessario che il soggetto optante, alla data del 31 dicembre 2011, abbia perfezionato sia i requisiti amministrativi per il conseguimento della pensione di vecchiaia nonché quelli per l’esercizio della facoltà di opzione, ancorché eserciti la stessa successivamente al 31 dicembre 2011.

In tale fattispecie l’accesso al trattamento è assoggettato alla normativa in materia di decorrenze vigente al 31/12/2011.

Si precisa altresì che la pensione di vecchiaia, qualora debba essere liquidata nei confronti di lavoratori che hanno esercitato il diritto di opzione, non può decorrere, sussistendo tutti i requisiti, compresa la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, da data anteriore al 1° giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata domanda di opzione, ancorché siano, dalla data di maturazione dei requisiti di legge, già decorsi i mesi utili per l’apertura della finestra di accesso alla pensione (v. in proposito circolare n. 126 del 2010).

6.1 Soggetti che maturano i requisiti per l’esercizio della facoltà di opzione a decorrere dal 1° gennaio 2012: si conferma che si applicano i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata (introdotte dall’art. 24 del decreto in esame), previsti per i lavoratori in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 (vedi punti 1.1. e 2.1. della circolare n. 35 del 2012). E si precisa altresì che nei confronti dei soggetti di che trattasi, iscritti al 31/12/1995, al momento della liquidazione del trattamento pensionistico non si deve verificare il requisito relativo all’importo della pensione, non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale, in quanto tale requisito è stabilito esclusivamente per i lavoratori iscritti dal 1° gennaio 1996.

6.2 Irrevocabilità della domanda di opzione: In particolare, chiarisce l’Inps, che se la facoltà di opzione è esercitata al momento del pensionamento, le Sedi Inps sono tenute, ai sensi dell`articolo 69, comma 6, della legge n. 388 del 23/12/2000, a rilasciare il doppio calcolo della pensione (con il sistema contributivo e con il sistema misto) e, qualora il soggetto scelga il sistema contributivo, tale scelta è da considerarsi irrevocabile.

Peraltro, si può verificare che l`opzione sia esercitata dal lavoratore nel corso della vita lavorativa senza essere finalizzata, in quel momento, all`accesso a pensione. In questo caso, l`opzione è irrevocabile a partire dal momento in cui il lavoratore riceve, successivamente all`opzione, una retribuzione eccedente il massimale il cui imponibile previdenziale viene abbattuto al massimale stesso (v. circolari n. 177 del 1996 e n. 42 del 2009). Di contro, qualora il lavoratore faccia domanda di opzione, ma la sua retribuzione non abbia mai superato il massimale, tale domanda risulta, di fatto, improduttiva di effetti nel corso della vita lavorativa, per cui dovrà essere effettuato il doppio calcolo al momento della domanda di pensione e si rende applicabile quanto stabilito al punto 7 della circolare n. 108 del 2002.

7. Esercizio della facoltà di computo nella Gestione separata: soggetti che maturano i requisiti per l’esercizio della facoltà di computo a decorrere dal 1° gennaio 2012: tenuto conto dio quanto stabilito dall’articolo 3 del D.M. n. 282 del 1996, l’iscritto alla gestione separata può accedere al trattamento pensionistico a carico della gestione separata stessa, computando per il diritto a pensione i periodi non coincidenti temporalmente e per la misura della pensione tutti i periodi, anche coincidenti, accreditati nelle gestioni previdenziali indicate nell’articolo 3 del D.M. del 1996, che, in genere, non “dialogano” (circolare n. 108 del 2002, punto 2).

A seguito del cumulo dovrà essere verificato il perfezionamento del requisito contributivo necessario per l’esercizio dell’opzione al sistema di calcolo contributivo (15 anni di cui almeno 5 nel sistema contributivo) nonché la sussistenza dei requisiti, richiesti a partire dal 1° gennaio 2012, per il diritto alle prestazioni pensionistiche erogate nella Gestione Separata.

Pertanto, il soggetto che esercita la facoltà di computo, utilizzando la contribuzione menzionata nell’articolo 3 del D.M. n. 282 del 1996, consegue il diritto alle prestazioni pensionistiche in base ai requisiti anagrafici e contributivi e sistema di calcolo contributivo, previste per i soggetti iscritti dal 1° gennaio 1996 alla Gestione separata.

Ciò posto, nei confronti degli iscritti alla gestione separata che, in possesso di contribuzione in altri fondi antecedente al 1° gennaio 1996, i quali maturino a decorrere dal 1° gennaio 2012, i requisiti per l’esercizio della facoltà di computo di cui all’articolo 3 del D.M. n. 283, trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 24, commi 7 e 11, del d.l. n. 201 convertito dalla legge n. 214 del 2011, illustrate ai punti 1.2 e 2.2 della circolare n. 35 del 2012, sia per quanto riguarda la pensione di vecchiaia che la pensione anticipata introdotta dall’articolo 24, comma 10, della legge n. 214 del 2011 .

A seguire l’Inps interviene specificando che i meccanismi della salvaguardia dei requisiti vigenti alla data del 31/12/2011 si possano estendere anche nei casi in cui la facoltà di computo dei periodi contributivi in gestione separata, ai sensi dell’art. 3 del D.M. 282/1996, sia esercitata successivamente al 31 dicembre 2011. (circolare n. 108 del 2002, punto 2).

Anche in tale fattispecie devono essere perfezionati tutti i requisiti vigenti alla data del 31/12/2011, per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo a carico della Gestione separata (v. in proposito circ. n. 60, punto 2.3 – parte prima - del 2008).

Pertanto, le Sedi INPS dovranno verificare al 31/12/2011 il perfezionamento del requisito contributivo necessario per l’esercizio dell’opzione al sistema di calcolo contributivo (15 anni di cui almeno 5 nel sistema contributivo) sia quello relativo all’importo della pensione che non può essere inferiore a 1,2 volte l’assegno sociale qualora il soggetto abbia un’età inferiore a 65 anni (articolo 1, comma 20, della legge n. 335 del 1995).

Si precisa che anche in tale situazione l’accesso al trattamento è assoggettato alla normativa in materia di decorrenze vigente al 31/12/2011.

Per quanto concerne la decorrenza della pensione liquidata ai sensi dell’articolo 3 del citato D.M., si precisa che la stessa, sussistendo tutti i requisiti, compresa la cessazione di attività lavorativa dipendente, non potrà essere anteriore al primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata esercitata la predetta facoltà di computo, ancorché siano, dalla data di maturazione dei requisiti di legge, già decorsi i mesi utili per l’apertura della finestra di accesso alla pensione (v. in proposito circolare n. 126 del 2010).

8. Cristallizzazione dei requisiti per il diritto ai trattamenti pensionistici: si conferma che, allo stato attuale, rimane fermo il principio che una volta acquisito il diritto alla pensione di vecchiaia o pensione anticipata, si può accedere alla pensione da qualsiasi momento successivo, a condizione che non intervenga un’ulteriore norma che disponga modifiche alla disciplina vigente e che alla data di decorrenza della pensione i soggetti siano cessati dall’attività lavorativa dipendente.

9. Disposizioni eccezionali (art. 24, comma 15 bis): in merito alle disposizioni di cui al presente punto, con circolare n. 35 del 2012, è stato precisato che le disposizioni eccezionali si applicano ai lavoratori le cui pensioni sono liquidate a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima che alla data del 28 dicembre 2011 svolgano attività lavorativa dipendente nel settore privato “a prescindere dalla gestione a carico della quale è liquidata la pensione”.La disposizione si applica anche nei confronti dei lavoratori che perfezionano i prescritti requisiti contributivi utilizzando contribuzione accreditata nella Gestione autonoma, a condizione che alla data del 28 dicembre 2011 abbiano svolto attività lavorativa dipendente.

Ne deriva che in tale fattispecie devono essere perfezionati i requisiti vigenti nella Gestione autonoma nella quale si consegue il diritto a pensione. (v. punto 6 della circolare n. 35 del 2011 e circolare n. 60 del 2008).

Qualora il soggetto, alla data del 28 dicembre 2011, risulti lavoratore dipendente del settore privato e successivamente risulti lavoratore autonomo ovvero appartenente ad altra categoria, può accedere al trattamento pensionistico, in presenza dei requisiti di cui all’articolo 24, coma 15-bis, in quanto alla data del 28 dicembre 2011 poteva far valere lo status di “lavoratore dipendente del settore privato”.

Da ultimo, si precisa che relativamente ai soggetti non occupati al 28 dicembre 2011 la cui ultima attività era svolta come lavoratore dipendente del settore privato, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la nota citata in premessa, ha precisato che “l’interpretazione letterale della disposizione riferisce la nozione di dipendente al lavoratore in attività e non può estendersi al lavoratore che ha perso il posto di lavoro”.

Pertanto, il soggetto che ha perso il posto di lavoro e quindi non risulta occupato alla data del 28/12/2011 non rientra tra i destinatari delle disposizioni di cui al comma 15-bis dell’articolo 24.

Qualora vi siano situazioni di sospensione del rapporto di lavoro (ad esempio lavoratori collocati in cassa integrazione guadagni ordinaria), il lavoratore può accedere al trattamento pensionistico in base alle disposizioni di cui al comma 15-bis dell’articolo 24 più volte citato.

Tutto ciò premesso, si conferma quanto illustrato al punto 6 della più volte citata circolare n. 35 del 2012.

Si evidenzia, infine, che la disposizione di cui al comma 15 bis dell’art.24 non trova applicazione nei confronti degli iscritti alle casse della gestione ex Inpdap.

10. Contribuzione utile per il perfezionamento dei 35 anni per le donne che accedono al regime sperimentale (articolo 24, comma 14): è stato precisato (v. punto 7.2 della circolare Inps n. 35 /2012 ) che l’articolo 24, comma 14 della riforma Monti, ha previsto che le lavoratrici, in via sperimentale e fino al 31 dicembre 2015, possono optare, ai sensi dell`articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, per la liquidazione del trattamento pensionistico di anzianità secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, a condizione che la decorrenza del trattamento pensionistico si collochi entro il 31 dicembre 2015.

Ai fini della valutazione della contribuzione per il perfezionamento dei 35 anni sono utili, nel limite di 52 settimane annue, i contributi obbligatori, da riscatto e/o da ricongiunzione, volontari, figurativi con esclusione dei contributi accreditati per malattia e disoccupazione, tenuto conto che per dette lavoratrici le quali usufruiscono della sperimentazione l’applicazione del sistema contributivo è limitata alle sole regole di calcolo.

Seguono specifiche indicazioni inerenti il regime sperimentale di cui all’art. 1, comma 9, legge n. 243/2004.

11. Pensioni in totalizzazione

L’Inps fornisce chiarimenti in ordine

- al posticipo delle decorrenze nei confronti dei soggetti che maturano a decorrere dal 1°-1- 2012 i requisiti per il diritto al pensionamento, in presenza di un requisito di anzianità contributiva non inferiore a 40 anni, indipendentemente dall’età anagrafica.- Pensioni in regime di totalizzazione (articolo 24, comma 19, del d.l. 201 convertito dalla legge n. 214 del 2011)- Decorrenza dei trattamenti in regime di totalizzazione- Pensione ai superstiti e pensione di inabilità in regime di totalizzazione

12. Lavoratori extra comunitari rimpatriati: Si confermano i contenuti della circolare n. 35 del 2012 e, pertanto, anche nei confronti di tale tipologia di lavoratori trovano applicazione i nuovi requisiti anagrafici ed adeguamenti speranza di vita introdotti dall’articolo 24 d.l. n. 201 del 2011.

13. Calcolo della quota contributiva in presenza di maggiorazioni (es. non vedenti, invalidi con grado di invalidità superiore al 74% ecc.): allo stato attuale, non è possibile valorizzare nella quota contributiva le maggiorazioni previste per particolari categorie di lavoratori: tali maggiorazioni sono utili per il diritto ma non per la misura della quota contributiva.

Al riguardo, rimane fermo il criterio illustrato con circolare n. 29 del 2002 in base al quale la maggiorazione convenzionale di cui all’articolo 80, comma 3, della legge n. 388/2000 non assume rilevanza nel calcolo della quota di pensione contributiva (per le pensioni a calcolo misto) ovvero della pensione da liquidare integralmente con il sistema di calcolo contributivo.

Nel calcolo contributivo l’importo della quota di pensione ovvero della pensione è determinato infatti moltiplicando il montante individuale dei contributi per il coefficiente di trasformazione relativo all’età al momento del pensionamento.

14. Indennizzi per la cessazione dell’attività commerciale: Su tale argomento sono state richieste delucidazioni circa la possibilità di prorogare il godimento dell`indennizzo per la cessazione dell`attività commerciale fino alle nuove età pensionabili della pensione di vecchiaia, previste dall`articolo 24 della legge 22 dicembre 2011, n.214.

Al riguardo si forniscono i seguenti chiarimenti.

- in ordine al rapporto tra l`articolo 19Ter, comma 4, della legge 28 gennaio 2009, n. 2 (scadenza dell’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale, originariamente fissata dal decreto legislativo 207/1996 al compimento del 65° anno di età per gli uomini e al 60° anno per le donne, prorogata fino al momento della decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia) e le nuove età pensionabili per la pensione di vecchiaia dei lavoratori autonomi, stabilite dalla legge 22 dicembre 2011, n.214.

Su tale argomento è stata formulata apposita richiesta di parere al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali; nell`attesa le Sedi sono autorizzate alla proroga fino ad un massimo di 18 mesi dal compimento dell`età pensionabile della previgente normativa, e cioè fino a 61 anni e 5 mesi per una richiedente donna, e fino a 66 anni e 5 mesi per un richiedente uomo, e non oltre, purché ovviamente i richiedenti siano in possesso, al momento del compimento dell’età pensionabile della previgente normativa, del requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia

Non appena perverrà la risposta dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, si forniranno istruzioni al riguardo.

15. Cumulo dei periodi assicurativi: circolare n. 116 del 2011: Per i soggetti destinatari delle disposizioni di cui all’articolo 1 del Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 184, come modificato dall’ articolo 1, comma 76, lett. b) della legge 24 dicembre 2007, n. 247 , in materia di “Cumulo dei periodi assicurativi”, illustrate con circolare n. 116 del 2011, si fa riserva di comunicazioni con successivo messaggio.

A cura della Redazione

 

Fonte:
IPSOA