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São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 00:29 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 03:29
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BRASILE SOTTO SHOCK: 232 RAGAZZI MUOIONO DURANTE UN INCENDIO IN DISCOTECA
 
 
 
 

I vescovi brasiliani si stringono nel dolore e nella preghiera con i familiari dei 232 giovani vittime dell‘incendio che la notte scorsa ha distrutto una discoteca a Santa Maria, nel sud del Brasile. Il card. Raymundo Damasceno Assis, presidente dei vescovi del Paese , ha espresso “vicinanza spirituale e solidarietà”, mons Hélio Adelar Ruper parla di "tragedia che non deve far perdere la speranza".

Quelle che si sono trovate di fronte i soccorritori sono state scene raccapriccianti. Decine di corpi senza vita di giovani che hanno tentato inutilmente di raggiungere l’uscita. La maggior parte uccisi dal fumo sprigionato dall’incendio, causato da un razzo usato da una band durante lo spettacolo che era in corso. Secondo i primi rilievi è finito sul tetto del locale; le fiamme si sono diffuse rapidamente, a causa del materiale plastico usato per l`isolamento acustico della discoteca. E in pochi minuti si è scatenato l’inferno, con un bilancio più che drammatico: 232 morti ed oltre 130 feriti, molti gravi. Di certo il numero di persone presenti, oltre 2.000, era di gran lunga superiore rispetto alla capacità della discoteca; così come le uscite di sicurezza erano insufficienti. Pare che le autorità avessero revocato il permesso al locale, in attesa di una ristrutturazione mai avvenuta. La presidente Dilma Rousseff -visibilmente commossa- ha incontrato alcuni famigliari delle vittime, e ha chiesto al Paese di restare unito. Il comune di Santa Maria ha decretato 30 giorni di lutto ufficiale.

Di affidamento a Cristo in questo momento di dolore parla il vescovo di Santa Maria, mons. Hélio Adelar Ruper


Io credo che la parola giusta, in questo momento, debba essere: speranza. C’è stata una tragedia, un dolore infinito per tutta la società, però Gesù Cristo rimane sempre la nostra speranza. In questo momento, dobbiamo guardare a Lui, guardare anche Maria e guardare in alto; la nostra vita non è definitiva qui su questa terra, la patria definitiva è il cielo. Dobbiamo preparaci tutti per quel momento: è il momento di non giudicare nessuno, è il momento di rinnovare la speranza e l’amore fraterno, perché dopo questa vita è l’unica cosa che rimane. Allora, bisogna vivere bene la fede, la speranza e tradurre tutto questo in un’azione di carità, di bontà, di amore verso Dio e verso il prossimo. Per noi è una chiamata di Dio per rinnovare la fede. Siamo nell’Anno della Fede e prossimi alla Giornata Mondiale della Gioventù, a Rio de Janeiro, a luglio. Dio ci sostiene con una parola molto forte, in questo momento della nostra storia.

 

Fonte:
Radio Vaticana