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São Paulo, 14 Dezembro 2018 - 17:36 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 14 Dicembre 2018 - 20:36
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PENSIONI: GLI ITALIANI TEMONO IL PRECARIATO. L`INPS RIAMMETTE LE DOMANDE DI COPERTURA DEGLI ESODATI
 
 
 
 

Aumenta la paura dei contribuenti per il proprio futuro pensionistico. Da una recente indagine del Censis emerge che il 30% dei giovani lavoratori italiani (18-34 anni) crede che quando andrà in pensione riceverà un assegno pari a meno di metà della propria busta paga. È diffusa la paura di perdere il lavoro e di non riuscire a versare i contributi (34,3%), o di diventare precari e quindi di poter versare i contributi solo in modo saltuario (32,7%), cosa che è già realtà per il 39,4% dei giovani lavoratori.

Preoccupati da una vecchiaia da trascorrere in ristrettezze economiche (39%), sono consapevoli di dover integrare la pensione pubblica con qualche forma di risparmio: titoli mobiliari (38,8%), il mattone (19%) e la previdenza complementare (17,4%). Tuttavia, la conoscenza della previdenza complementare è ancora scarsa: secondo la ricerca del Censis, sono 16 milioni i lavoratori che non hanno idea di come funzioni. Tra i motivi della scelta di non aderire alla previdenza complementare, il 41% dichiara di non poterselo permettere, il 28% non si fida di questi strumenti, il 19% si ritiene troppo giovane per pensare alla pensione, il 9% preferisce lasciare il Tfr in azienda.

Particolarmente bassa è la fiducia dei lavoratori autonomi, tra i quali il 35% dichiara di non aderire perché non si fida degli strumenti di previdenza complementare, percentuale che scende al 26,5% tra i dipendenti pubblici e al 26,3% tra quelli privati. Oltre al fattore economico, quindi, la scarsa diffusione della previdenza complementare dipende dalle voragini informative e dalla ridotta fiducia nei soggetti che attualmente offrono gli strumenti di previdenza complementare.
Intanto un barlume di speranza si accende per i cosiddetti esodati della riforma Fornero. In base alla circolare 1500 dello scorso 24 gennaio, l`Inps ha comunicato che sono riammesse le domande respinte degli esodati, che possono così sperare di rientrare tra i 130 mila eletti per i quali è prevista la copertura statale. Il verdetto finale arriverà quando l`istituto italiano di previdenza sociale avrà completato l`analisi dei contribuenti, compresi quelli che erano stati considerati esclusi.


Il rischio, tuttavia, è che l`inizio dell`erogazione degli assegni, fissato per il primo febbraio, possa slittare ulteriormente per gli esodati, probabilmente fino ad aprile, in attesa che tutti i dossier vengano esaminati.

Fonte:

Borsa Italiana