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São Paulo, 19 Dezembro 2018 - 05:55 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 08:55
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PENSIONI D`INVALIDITÀ: COSA CAMBIA
 
 
 
 
di Andrea Telara

Messe a rischio dalle sentenze della Cassazione e salvate (almeno per adesso) dall`Inps e dal ministro del welfare, Elsa Fornero . Si può riassumere così la vicenda che in questi giorni interessa le pensioni degli invalidi civili, il cui importo rischiava di essere pesantemente tagliato, dopo diversi pronunciamenti della magistratura e dopo una circolare diffusa nel dicembre scorso, dall`istituto nazionale della previdenza.

Nello specifico, per applicare alla lettera  una sentenza della Cassazione, l`Inps ha infatti stabilito che gli assegni pensionistici degli invalidi civili  (circa 275 euro al mese, per chi ha una inabilità del 100%), devono subire un giro di vite. I trattamenti dovrebbero infatti essere liquidati soltanto a quei contribuenti il cui reddito familiare non supera i 16.127,30 euro lordi annui. Una volta oltrepassato questo tetto, l`invalido perde il diritto alla prestazione. Nel calcolo della soglia, secondo le disposizioni dell`ente della previdenza, nel 2013 va inclusa anche la retribuzione del coniuge e non più, come avveniva fino allo scorso anno, soltanto i redditi del beneficiario diretto dell`assegno. Il che, rappresenta una pessima notizia per migliaia di invalidi italiani, che rischiano di vedersi tagliata per sempre la pensione, perché hanno un reddito familiare troppo alto.

LA MARCIA INDIETRO DELL`INPS.

Dopo diverse proteste dei sindacati, però, il ministro Fornero ha voluto metterci una pezza e, nelle scorse settimane,  ha costretto l`Inps a fare marcia indietro. E così, anche nel 2013, le pensioni di invalidità verranno liquidate con i vecchi criteri (almeno in via provvisoria) cioè senza tenere conto dei redditi del coniuge. Quando la polemica sembrava rientrata, però,  a complicare le cose è arrivato un altro pronunciamento della Cassazione. Il 13 febbraio scorso (dopo un` udienza a porte chiuse molto attesa)  la Suprema Corte ha dato infatti di nuovo ragione all`Inps: il reddito del coniuge, secondo la magistratura, va sempre tenuto in considerazione per stabilire chi ha dirtto alla pensione di invalidità e chi, invece, non può riceverla. La Cassazione, va ricordato, è giunta a questa conclusione semplicemente interpretando il reale significato di una legge sui trattamenti d`inabilità che risale agli anni `70. Dunque, o si cambia la legge, o le pensioni di migliaia di invalidi italiani devono essere tagliate.

LA PALLA AL GOVERNO.

Per adesso, tuttavia, la situazione rimane in stand-by. Dopo il parere della magistratura, infatti, l`Inps ha infatti dichiarato che si atterrà alle disposizioni del ministro Fornero e che continuerà a liquidare le pensioni agli inabili come nel 2012, cioè senza tenere conto del reddito dei coniugi. L`istituto  guidato da Antonio Mastrapasqua ha però fatto una precisazione: spetterà al governo (forse dopo le prossime elezioni) il compito di sbrogliare il bandolo della matassa. Il dovere dell`Inps è infatti soltanto quello di applicare alla lettera la legge e le sentenze della Cassazione (che ha un potere di indirizzo sui pronunciamenti di tutti i tribunali italiani).

Va ricordato, comunque, che la diatriba nata negli ultimi mesi  riguarda esclusivamente le pensioni di inabilità, che non vanno confuse con un altro trattamento previdenziale esistente in Italia: l`assegno ordinario di invalidità. Quest`ultimo, viene corrisposto a tutti i lavoratori (autonomi e dipendenti) che hanno almeno 260 settimane di carriera alle spalle e che hanno subito un infortunio o una malattia (e una conseguente riduzione della capacità professionale, per almeno un terzo).

La pensione di inabilità, invece, viene corrisposta a tutti i cittadini tra 18 e 65 anni che risultano completamente inabili a svolgere un lavoro, anche se non hanno mai versato un euro di contributi . Nello specifico, si tratta di una piccola indennità in somma fissa che, per gli invalidi totali, ammonta a 275,83 euro al mese.

 

Fonte:
Panorama.it