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São Paulo, 18 Dezembro 2018 - 21:33 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 00:33
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SANITÀ, GLI ITALIANI PREFERISCONO I PRIVATI: SI ATTENDE E SI SPENDE MENO
 
 
 
 

Di Dario Caputo

I ticket sui farmaci sono aumentati del 40% e più di un italiano su due decide di rivolgersi alla sanità privata: si spende di meno e i tempi di attesa ono meno lunghi. Dati che vengono fuori dal Rapporto Oasi 2012 dell`Università Bocconi.

Negli ultimi anni si registra anche un forte aumento del fenomeno delle `badanti`, il loro numero (774 mila) supera di molto quello dei dipendenti delle Asl e degli ospedali (664 mila). Giudizi negativi sui servizi offerti dal centro-sud. Parliamo di regioni come la Campania, il Lazio, l`Abruzzo, la Calabria, il Molise, la Puglia e la Sicilia con una media nazionale di pareri negativi pari al 43,9%.

La situazione attuale del sistema sanitario italiano sembra essere una lontana parente di quella del 2007. In quel periodo l`Oms parlava della sanità italiana come la seconda al mondo per capacità e qualità dell`assistenza.:

L`aumento sui ticket pesa si fa sentire sulle tasche degli italiani per una cifra vicina ai 5 miliardi di euro. Molto probabilmente, a partire dal 2014, si andranno ad aggiungere altri 2 miliardi grazie agli effetti della Manovra Tremonti dell`estate 2011. Parlando poi delle cifre che gli italiani spendono per i farmaci, la spesa è di circa 1 milione di euro.

Di questo totale una cifra vicina ai 300 milioni è dovuta al ticket vero e proprio mentre, gli altri 7-800 milioni, sono dovuti alla differenza tra il prezzo rimborsato dal Ssn e quello del medicinale che si vuole acquistare. L`aumento delle visite private rispetto a quelle pubbliche è molto evidente nella differenza tra le due spese. Gli italiani, a fine 2012, hanno speso quasi 1,3 miliardi di euro per le prestazioni di specialistica ambulatoriale nelle strutture pubbliche e circa 3 miliardi di euro nelle strutture private convenzionate.

Il malcontento già elevato si è ancora di più aggravato a causa delle molte tasse o tributi locali che le Regioni inseriscono per evitare di trovarsi con i conti in rosso. Proprio per arrivare al pareggio nei conti le Regioni in rosso hanno aumentato tributi locali e addizionali Irpef per 2,2 miliardi di euro nel 2011. Solo alcune regioni (Valle d`Aosta, Friuli, Trento e Bolzano, Basilicata e Sardegna) non hanno rincarato il bollo auto e cartolarizzato i debiti.      

 

Fonte:
International Business Times