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São Paulo, 17 Dezembro 2018 - 07:55 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 17 Dicembre 2018 - 10:55
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ADDIO A PIETRO MENNEA, IL RE DEI 200
 
 
 
 

È morto in una clinica di Roma, all`età di 60 anni, Pietro Mennea, ex velocista azzurro, campione olimpico a Mosca 1980 e per 17 anni detentore del record del mondo dei 200 metri. Da tempo lottava contro un tumore, sembra al pancreas.

Ecco la telecronaca del record sui 200 metri

 http://video.corriere.it/morto-pietro-mennea-telecronaca-record-mondo-200/ebb741a8-920b-11e2-9bc7-5a8f13477f3e


LA BIOGRAFIA - Originario di Barletta, dove era nato il 28 giugno 1952, Mennea ha cominciato la sua lunga carriera internazionale nel 1971, agli Europei, piazzandosi al sesto posto nei 200 e conquistando il bronzo assieme alla staffetta 4X100. L`anno dopo il debutto olimpico a Monaco di Baviera e la prima medaglia, un bronzo, nei 200 mentre nel `74, agli Europei di Roma, sale sul gradino più alto del podio oltre a conquistare l`argento nei 100, alle spalle del sovietico Borzov. Dopo qualche anno sottotono ma coronato da successi a Giochi del Mediterraneo e Universiadi (all`Olimpiade di Montreal chiuse senza medaglie), Mennea si rilancia a Praga, nel `78, centrando l`accoppiata europea 100-200. Ma per scrivere la storia bisogna aspettare Città del Messico e le Universiadi del `79. Studente di scienze politiche (si è laureato poi a Bari e successivamente ha conseguito anche le lauree in Giurisprudenza, Scienze dell`educazione motoria e Lettere), Mennea vince i 200 in 19"72, nuovo record del mondo che resisterà per ben 17 anni, battuto solo da Michael Johnson ai Trials per Atlanta `96 (19"66, poi ritoccato nella finale dei Giochi a 19"32).

Pietro Mennea, la Freccia del Sud che fece sognare l`Italia    Pietro Mennea, la Freccia del Sud che fece sognare l`Italia    Pietro Mennea, la Freccia del Sud che fece sognare l`Italia    Pietro Mennea, la Freccia del Sud che fece sognare l`Italia    Pietro Mennea, la Freccia del Sud che fece sognare l`Italia

L`ORO OLIMPICO - L`anno dopo a Mosca, ai Giochi Olimpici, Mennea vince l`oro, beffando per due centesimi Allan Wells. «La Freccia del Sud», questo il soprannome dato all`atleta italiano, torna dalla Russia anche col bronzo della 4X400 e nel 1981 annuncia il ritiro salvo poi tornare sui suoi passi. Per lui arrivano altre due medaglie mondiali (bronzo nei 200 e argento nella 4X100 a Helsinki `82) e un oro ai Giochi del Mediterraneo nei 200 mentre le successive partecipazioni olimpiche (Los Angeles `84 e Seul `88) gli riservano solo delusioni anche se in Corea del Sud si toglie la soddisfazione di fare da alfiere per l`Italia durante la cerimonia d`apertura. Per lui, nel 1983, anche il primato mondiale dei 150 piani con 14"8 a Cassino. Sposato con Manuela Olivieri, Mennea ha ricoperto, a livello sportivo, anche la carica di direttore generale della Salernitana nella stagione `98-99 ma è stato anche eurodeputato dal `99 al 2004 e docente universitario all`Università Gabriele d`Annunzio di Chieti-Pescara.

«ERA UN ASCETA» - «Scompare un asceta dello sport, interpretato sempre con ferocia, volontà, determinazione». Livio Berruti, medaglia d`oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Roma 1960, ha ricordato così Mennea: «È stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All`atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce». «Tra noi c`è stato un rapporto molto dialettico - ricorda ancora Berruti -: per lui l`atletica era un lavoro, io lo facevo per divertirmi; lui era pragmatico, io idealista. Il nostro è stato uno scontro, come tra Platone e Aristotele».

LA CAMERA ARDENTE - Appresa la notizia della morte del campione, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è rientrato precipitosamente da Milano, dove si trovava per impegni di lavoro. Il numero 1 dello sport italiano ha disposto l`allestimento della camera ardente per giovedì pomeriggio, nella sede del Coni, a Roma. In una recente intervista al Corriere del Mezzogiorno aveva tracciato un bilancio sulla sua vita.

 

Fonte:
Corriere della Sera