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São Paulo, 17 Dezembro 2018 - 15:07 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 17 Dicembre 2018 - 18:07
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BRASILE, IL SAPERE FA PROGRESSO
 
 
 
 

La nuova rivoluzione culturale arriva dal Brasile. Un Paese affamato di insegnamenti, dove più della metà della popolazione non è mai stata al cinema e il 70% non è mai entrato in un museo. La colpa non è della mancanza di interesse, bensì dei prezzi, ancora proibitivi per una larghissima fetta della popolazione.

Per stimolare l’industria culturale locale e incentivare i brasiliani a consumarne i prodotti, la presidente Dilma Rousseff ha ratificato la legge Vale Cultura che dà alle aziende la possibilità di distribuire ai propri dipendenti un buono mensile gratuito del valore 50 reais (circa 20 euro). In pratica, si tratta di una sorta di ticket restaurant, spendibile però esclusivamente in prodotti culturali: biglietti per cinema, teatro, concerti, oppure per l’acquisto di libri, riviste o cd.


AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE AZIENDE. Il progetto, destinato a diventare operativo nel luglio 2013, è riservato ai lavoratori che guadagnano fino a un massimo di 3.390 reais, circa 1.350 euro (cinque volte il salario minimo locale). In futuro, però, potrebbe essere esteso a tutti gli altri.
Secondo le stime del ministero brasiliano della Cultura, a beneficiarne potrebbero essere 18 milioni di persone, il 10% circa della popolazione totale. Anche se l’erogazione dei buoni non è obbligatoria per legge, le aziende che li forniscono possono godere di deduzioni fiscali fino al 90% dell’importo.


I BUONI SONO CUMULABILI. Il Vale Cultura, in formato di tessera magnetica simile a una carta di credito, ogni mese dev`essere ricaricata dal datore di lavoro con la somma di 50 reais.
Il beneficio è cumulativo: il buono non deve essere per forza speso nel mese in corso, ma si può sommare a quelli delle settimane successive. In nessuno caso, però, il ticket può essere convertito in denaro: una restrizione fondamentale per mantenere l’autenticità del progetto. Al momento le stime del governo sull`esborso previsto non sono del tutto chiare. Di certo c`è che nel 2013 Brasilia ha già stanziato 500 milioni di reais, circa 200 milioni di euro.

Un progetto nato nell`era Lula

L’idea del Vale Cultura ha avuto una lunga gestazione: nata all’epoca del primo governo di Luis Inacio Lula da Silva, l`ex presidente in carica dal 2003 al 2011, la legge è stata approvata dal Congresso e poi promulgata dalla presidente Rousseff solo alla fine del 2012.
L`obiettivo dichiarato è quello di stimolare la produzione culturale locale: secondo le prime stime del ministero, il Vale Cultura potrebbe generare un aumento del giro d’affari dell’industria culturale di 11 miliardi di reais (4,4 miliardi di euro) all`anno. «È un beneficio a due facce: da una parte lascia al lavoratore la possibilità di scegliere quali prodotti culturali consumare, dall’altro i produttori culturali avranno più spettatori alle loro produzioni», ha spiegato il ministro della Cultura, Marta Suplicy, al quotidiano brasiliano O Globo.


POPOLAZIONE POCO ISTRUITA. L’impossibilità di usufruire dei prodotti culturali è uno dei grandi problemi della società brasiliana, dove la crescita economica non viene accompagnata di pari passo da un aumento dei livelli di istruzione della popolazione. Secondo i dati dell’istituto brasiliano di Statistica, nel 2010 in Brasile c’erano ancora 14,6 milioni di analfabeti, equivalenti al 9% della popolazione. Il 75% dei brasiliani inoltre non è mai entrato in una biblioteca e in media nel Paese verdeoro si leggono quattro libri all’anno.


Secondo l’indice di istruzione calcolato dalle Nazioni Unite nel 2009, il Brasile si collocava al 67esimo posto del ranking mondiale. Per fare un paragone, l’Italia era al 22esimo.
SAN PAOLO IN RAMPA DI LANCIO. Il cambiamento, tuttavia, adesso è iniziato. E al centro della rivoluzione culturale brasiliana si trova la città di San Paolo, vero cuore pulsante del Paese: nel 2012, la megalopoli sudamericana è stata inserita tra le 12 città culturalmente più attive del mondo dal World Cities Culture Report, uno studio commissionato dal Comune di Londra.
Per la prima volta, accanto a Parigi, New York, Shangai, Berlino e Tokyo, si è fatta largo una città dell’America Latina. La fame di cultura è tanta e per milioni di brasiliani il Vale Cultura è solo l’antipasto.

 

Fonte:

Lettera 43