Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 00:33 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 03:33
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
REGOLE SEMPLICI PER IL LAVORO
 
 
 
 

ROMA
Un intervento in due fasi. Calibrato anche sulle indicazioni che verranno dalle parti sociali ma messo a punto sapendo che le risorse disponibili sono pochissime. Enrico Giovannini domani pomeriggio incontrerà nella sede del ministero del Lavoro le delegazioni di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese Italia, Confcommercio e Alleanza della Coooperative soprattutto per ascoltare. I collaboratori più vicini al ministro escludono che ci sia già una bozza pronta per il confronto. L`obiettivo è raccogliere le priorità di tutti. Fare un primo giro di tavolo per capire dove si possono individuare i consensi maggiori sugli interventi da attivare per l`occupazione.
Giovannini ripeterà sicuramente alcune delle cose dette settimana scorsa alle Camere, dove ha spiegato chiaramente che il Governo ha «un colpo solo da sparare» per tentare di centrare l`obiettivo di una ripresa dell`economia e della produzione accompagnate da nuove assunzioni. La prima fase della strategia del Governo dovrebbe prevedere una «manutenzione» della legge 92/2012, soprattutto sulle regole che, a detta di molti, anziché sconfiggere la flessibilità cattiva hanno bloccato la «propensione ad assumere». Si tratterebbe di modifiche mirate, da sottoporre poi a un serio monitoraggio. E partirebbero dai contratti a termine (intervalli ridotti per i rinnovi e forse l`estensione della formula della "acausalità" che non prevede giustificazioni per l`attivazione di rapporti temporanei) per arrivare a un apprendistato ancor più semplificato.
In questa parte del «pacchetto» potrebbero rientrare anche misure di semplificazione di oneri amministrativi solo formali in materia di sicurezza e lavoro (modelli standard per le comunicazioni obbligatorie che erano state inserite nel Ddl dell`ottobre scorso che non hanno mai visto la luce; interventi che potrebbero intaccare oneri già misurati e valutati nell`ordine di 4,6 miliardi l`anno per le imprese. Altre misure a costo zero che in parte potrebbero diventare subito operative (Giovannini ha annunciato una delega ad hoc sul tema a un sottosegretario). La seconda fase del «pacchetto Giovannini» passa per Bruxelles e dai margini di maggiore agibilità finanziaria che potrebbero dischiudersi con un via libera alla chiusura della procedura d`infrazione per deficit eccessivo. La strategia, in questo caso, punta su un anticipo dell`utilizzo delle risorse previste dal piano Youth guarantee dal 2014 al 2020 per le assunzioni di giovani (6 miliardi in tutto; 400 milioni per l`Italia). Ma si potrebbero immaginare altri interventi co-finanziati, magari messi a punto anche tramite un`expertise Ocse. Le risorse che verranno reperite saranno utili per provare a varare qualche incentivo fiscale (per esempio il credito d`imposta sui salari bassi) e tentare quell`allargamento del part-time/part-pension di cui Giovannini ha parlato in Parlamento e che potrebbe aiutare nuove assunzioni aumentando l`occupabilità degli over 50-55enni puntando su un allargamento delle sperimentazioni in corso. Un intervento che si legherà alle possibili misure sulla flessibilità in uscita per la pensione di vecchiaia, ancora da vagliare, visti gli oneri da sostenere.
Nell`incontro di mercoledì si affronterà anche il nodo ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro. Entro un mese dev`essere approvato il decreto ministeriale con i nuovi (e più restrittivi) criteri per la concessione degli ammortizzatori in deroga, mentre per i sindacati il miliardo stanziato nel decreto di venerdì scorso non basta per coprire l`intero 2013. Quanto alle politiche attive del lavoro, il ministro vorrebbe superare lo stop alla delega (scaduta) sulla riforma dei centri per l`impiego, per rafforzare il legame tra le attività formative e l`inserimento nel mondo del lavoro. Ma anche qui serve prima un tavolo di confronto con le Regioni.

 

Fonte:

Il Sole 24 Ore