Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 19 Dezembro 2018 - 05:53 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 08:53
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
PENSIONI, IL 5% PIÙ RICCO PESA COME IL 44% PIÙ POVERO
 
 
 
 

I pensionati che si ritrovano nella fascia più alta di reddito, neanche un milione di persone, costano poco meno quelli appartenenti alla classe più bassa, oltre sette milioni. Tradotto in percentuali il 5% più ricco, che riceve assegni per 3 mila euro o più al mese, assorbe 45 miliardi di euro di spesa pensionistica, un esborso che si avvicina a quanto pagato, 51 miliardi, per coloro che sono sotto i mille euro, situazione che accomuna quasi la metà dei pensionati italiani. A fare luce sulle condizioni di quasi 17 milioni di beneficiari di trattamenti pensionistici è l’Istat, che a fine ottobre ha diffuso le tavole con tutte le informazioni dettagliate sul mondo della previdenza. Basta fare qualche somma e percentuale per riscontrare i divari tra le diverse categorie di pensionati. 

 

L’aggiornamento delle cifre fornite dall’Istituto di statistica si ferma al 2011, quindi probabilmente qualcosa nel frattempo è cambiato, visti gli interventi fatti sul capitolo pensioni, a partire dal blocco dell’indicizzazione all’inflazione, che dovrebbe proseguire per le pensioni superiori di sei volte al minimo, ovvero che oltrepassano proprio i tre mila euro. Ma comunque si tratta di dati piuttosto consolidati, riflesso di situazioni che si trascinano negli anni. 

 

Dal monitoraggio particolareggiato dell’Istat, basato sull’archivio amministrativo casellario centrale dei pensionati (gestito dall’Inps), emerge come i pensionati che percepiscono più di tre mila euro a fine 2011 siano 861 mila, pari al 5,2% del totale. A questo piccolo gruppo corrisponde una fetta di spesa pensionistica del 17%, leggermente più ristretta a confronto con il 19,2% corrisposto ai 7 milioni 348 mila pensionati, il 44%, sotto i mille euro. Forte è il divario tra donne e uomini, quest’ultimi rappresentano il 76,3% dei pensionati over tre mila euro al mese, quasi otto su dieci. 

 

Se si fa il confronto con l’anno precedente viene fuori che nel 2011 anche se il numero dei pensionati in Italia è diminuito di 38 mila unità, il gruppo che percepisce più di tre mila euro mensili è salito di 85 mila (+10,9%), con un aumento della spesa di 4,6 miliardi di euro. In generale c’è una tendenza alla `migrazione´ dei pensionati verso classi d’importo maggiore. Infatti sempre nel 2011 si è verificata anche una diminuzione dei pensionati sotto i mille euro (di quasi 250.000 teste, -3,3%). Occorre ricordare come si stia parlando di pensionati e non di pensioni, e una persona può ricevere più assegni, tra vecchiaia, invalidità, indennità o altro. La distribuzione dei pensionati per classe d’importo risente quindi della possibilità di cumulo di uno o più trattamenti. Sempre nel 2011 risulta, infatti, che quasi un quarto dei pensionati è destinatario di un doppio assegno. L’uscita dei dati su pensioni e pensionati non termina qui, martedì infatti l’Istat pubblicherà la mappa territoriale, che offrirà un quadro dettagliato per tutte le aree, dal Nord al Sud del Paese. 

 

Fonte:

la Stampa