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São Paulo, 18 Dezembro 2018 - 21:30 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 00:30
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INPS: CROLLA IL POTERE D`ACQUISTO PER LE FAMIGLIE GIÙ DEL 9% IN 4 ANNI
 
 
 
 

Il potere d`acquisto delle famiglie è crollato del 9,4% tra il 2008 e il 2012. Lo si legge nel bilancio sociale Inps, secondo il quale, solo tra il 2011 e il 2012, il calo è stato del 4,9%. Nel complesso nei quattro anni considerati il reddito disponibile delle famiglie ha perso in media l`1,8% (-2% tra il 2011 e il 2012).


Pensionati, quasi uno su due sotto i mille euro - E molto bassa risulta, secondo i dati Inps, anche la disponibilità finanziaria dei pensionati: quasi la metà di loro (il 45,2%) ha un reddito inferiore ai mille euro al mese secondo il bilancio 2012 dell`istituto di previdenza. A rimanere sotto la soglia sono 7,2 milioni di persone, tra le quali 2,26 milioni (il 14,3% del totale) non arrivano a 500 euro. Possono invece contare su oltre 3mila euro al mese poco più di 650mila pensionati.

Resta forte lo squilibrio legato al sesso, dal momento che il 55,3% delle pensionate può contare su meno di mille euro al mese a fronte del 33,6% degli uomini. Nella classe di importo più bassa (fino a 500 euro) ci sono il 17,4% delle donne (1,479 milioni di persone) e appena il 10,7% degli uomini (786mila). Nelle classi di reddito da pensione pari o superiore ai 1.500 euro invece ci sono il 20% delle donne contro il 41% degli uomini.

Guardando invece la mappa geografica della distribuzione dei redditi da pensione, il 48% del totale (7,7 milioni) è al Nord con un reddito pensionistico medio di 1.337 euro al mese. Nel Mezzogiorno risiede il 32% dei pensionati (5 milioni di persone) e la media arriva a 1.105 euro mentre nel Centro c`è il 20% dei pensionati (3,2 milioni) che arrivano in media a 1.362 euro.

Pensionati, i pubblici più ricchi dei privati - Un altro divario nel reddito da pensione è tra i pensionati pubblici e quelli privati: i primi nel 2012 arrivavano in media a 1.948 euro al mese, oltre 700 euro in più rispetto ai 1.223 euro guadagnati da coloro che hanno lavorato come dipendenti nel settore privato. I dati sono sempre quelli del bilancio sociale Inps e si riferisce a chi beneficia di un solo trattamento pensionistico. La differenza dipende anche dal numero di anni lavorati e si allarga tra le donne, con 826 euro medi di pensione a quelle del fondo lavoratori dipendenti e 1.613 per quelle del settore pubblico. Per artigiani e commercianti il reddito da pensione rimane in media sotto i mille euro.

Inps: spesa ammortizzatori a +19% - Nel 2012 la spesa per gli ammortizzatori sociali è cresciuta del 19% rispetto al 2011, superando i 22,7 miliardi. L`Istituto sottolinea che la spesa principale è quella per la disoccupazione con 13,8 miliardi (+18,2%), oltre due miliardi in più rispetto agli 11,684 spesi nel 2011.

A utilizzare questi soldi sono state oltre quattro milioni di persone. Circa 1,6 milioni hanno usufruito di cig e mobilità, contro gli 1.250.000 lavoratori del 2011 (+28,5%) con una permanenza media pro capite in cassa di di due mesi e due giorni lavorativi. Nel complesso hanno ricevuto il sussidio di disoccupazione (ordinaria, agricola e trattamenti a requisiti ridotti) 2,5 milioni di persone a fronte dei 2,26 dell`anno precedente.

L`Inps sottolinea poi che i 22,7 miliardi (3,6 in più nel confronto sul 2011) si sono suddivisi in 12,6 di prestazioni e 10,1 di contributi figurativi. La parte principale ha riguardato la disoccupazione (13,8 con un +18,2%), mentre per la cassa integrazione sono stati spesi 6,138 miliardi (con una crescita di oltre un miliaro, pari al 21,8%) e 2,824 per la mobilità (+17,3%).

Il peso maggiore degli ammortizzatori è a carico dello Stato con 14,237 miliardi a fronte degli 8,536 miliardi di contributi da imprese e lavoratori. Il finanziamento della cassa integrazione viene coperto dallo Stato per il 37,8%, quello della disoccupazione per il 70,1% e quello per la mobilità per il 79%.

Dipendenti pubblici, 130mila in meno -E ancora, nel 2012 c`è stata una vera e propria emorragia di dipendenti pubblici, molto diminuiti a causa del blocco del turnover. Nel 2012 le entrate contributive dell`ex Inpdap sono scese di 4,78 miliardi (-8,2%). I contribuenti del fondo pubblici statali sono diminuiti di 107.012 unità (da 1.780.000 a 1.672.988 con un -6%) mentre quelli del fondo pubblici enti locali sono scesi di 25.070 unità (da 1.305.542 a 1.280.472 e un -1,9%). Cresce invece di 1.870 unità il fondo pubblici sanitari e il fondo pubblici ufficiali giudiziari (+721).

Le entrate contributive dell`ex Inpdap, dice ancora il bilancio sociale Inps, si sono ridotte di 4.781 milioni di euro, dato legato al blocco del turn-over nel pubblico impiego e al rallentamento della dinamica retributiva del settore.

Nel 2012 quasi tutte le categorie di lavoratori mostrano una diminuzione. I lavoratori dipendenti del settore privato si riducono di 48.888 unità (-0,4%); i lavoratori pubblici di 129.515 unità (-4%); i lavoratori autonomi di 13.817 unità (-0,3%) e i parasubordinati di 22.167 unità (-2%).

Il blocco del turnover ha accentuato nel pubblico la tendenza che c`è anche nel privato di diminuzione dei dipendenti con meno di 30 anni (-20,1% nel pubblico, -8,7% nel privato) e di progressivo invecchiamento dei lavoratori. Le variazioni per classe d`età, infatti, sono negativi fino ai 50 anni con una riduzione media del 9,3%. Si rilevano invece incrementi dell`1,4% per i dipendenti tra i 50 e i 60 anni e del 5,9% per quelli oltre i 60 anni.

 

Fonte:
Tg Com 24