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São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 00:33 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 03:33
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INPS, FRENA IL NUMERO DI PENSIONI
 
 
 
 

La riforma Fornero in vigore dal 2012, che ha allungato l`età di pensionamento introducendo il metodo di calcolo contributivo per tutti, inizia a mostrare i primi effetti sui conti pubblici. Secondo i dati del bilancio sociale Inps del 2012 in totale nell`ambito previdenziale si registrano 629.774 nuovi trattamenti, considerando anche le nuove pensioni ex Inpdap ed ex Enpals (confluite nell`Inps a inizio 2012), con un calo complessivo del 7,4% rispetto al 2011.

In dettaglio le nuove pensioni di anzianità (172.561) mostrano, con circa il 21% in meno rispetto all`anno precedente, un marcato decremento che si accompagna a una diminuzione del 17,5% della spesa annua (4,6 miliardi di euro), mentre il valore mensile lordo dell`assegno sale in media del 4,5% (2.059 euro).

Il calo delle prestazioni è più elevato tra i lavoratori autonomi (-32,8%) e i dipendenti privati (-20,9%), e nel settore pubblico il numero delle nuove anzianità scende del 13,4%.

Dal canto loro le pensioni di vecchiaia (155.868) diminuiscono nel complesso del 7%, mentre la spesa annua (pari a 1,8 miliardi di euro) e il valore medio dell`assegno (894 euro lordi mensili) salgono, rispettivamente, dell`1,3% e del 9%. Anche in questo caso è il comparto del lavoro autonomo che mostra il decremento più marcato (-38,4%), mentre lieve (-0,4%) è il calo registrato nel settore pubblico. Tra i dipendenti privati, invece, il numero delle pensioni di vecchiaia sale del 25,5%.

Nella composizione dei nuovi pagamenti per tipologia di pensione oltre la metà delle erogazioni (52,2%) nel 2012 è rappresentata da pensioni di anzianità e vecchiaia (in tutto 328.429 trattamenti), che nell`insieme diminuiscono del 15% rispetto al 2011 (-57.788 in valore assoluto).

In totale nel 2012 l`istituto di previdenza presieduto da Antonio Mastrapasqua ha erogato 21,1 milioni di pensioni, tra cui 17,5 milioni di pensioni previdenziali
Ivs (invalidità, vecchiaia, superstiti) per 236,7 miliardi di euro e 3,6 milioni di pensioni assistenziali (principalmente pensioni e assegni sociali e prestazioni agli invalidi civili) per 24,8 miliardi di euro. Quindi la spesa lorda complessiva, percepita da 15,9 milioni di pensionati, è stata di 261,5 miliardi di euro ed è aumentata del 2%. Considerando ciascuna gestione separatamente risulta un incremento del`1,6% per la spesa Inps al netto dei nuovi ingressi, del 3,4% per la gestione dipendenti pubblici e del`1,7% per la gestione ex Enpals.

Dal bilancio sociale 2012 dell`Inps emerge anche che quasi un pensionato su due, esattamente il 45,2% pari a 7,2 milioni di persone, percepisce un assegno mensile sotto i 1.000 euro (tra questi il 14,3% al di sotto di 500 euro) per una spesa annua complessiva di 54,7 miliardi di euro, pari al 20,9% del totale della spesa pensionistica.

Il 25% (3,9 milioni di pensionati) si colloca nella fascia tra 1.000 e 1.500 euro medi mensili, con un totale di 64,1 miliardi di euro di spesa annua (pari al 24,4% della spesa complessiva). Un ulteriore 14,6% (2,3 milioni di persone) percepisce un reddito da pensione compreso fra 1.500 e 2.000 euro, pari a 52 miliardi di spesa l`anno (19,8%).

Inoltre per il rimanente 15,2% di beneficiari (2,4 milioni di pensionati) il reddito pensionistico supera i 2.000 euro mensili assorbendo il 34,8% della spesa annua con 91,3 miliardi di euro. Tra questi il 4% (654 mila persone) riscuote pensioni di importo superiore a 3 mila euro al mese per un totale di 37 miliardi di spesa annua, pari al 14,1% della spesa complessiva.

Se si aggiunge le spesa per ammortizzatori sociale che nel 2012 a causa della crisi ha raggiunto 22,7 miliardi di euro per oltre 4 milioni di lavoratori, il totale delle uscite dell`Inps ammontano a circa 392 miliardi e, di queste, le prestazioni istituzionali, pari a 296 miliardi, coprono il 75% circa di tutte le uscite. Le entrate sono state invece pari a circa 382 miliardi, di cui 306 miliardi di entrate correnti e 20 miliardi di entrate in conto capitale. Dei 306 miliardi di entrate correnti, 208 miliardi derivano dai contributi pagati dai datori di lavoro e dai lavoratori. I trasferimenti da parte dello Stato ammontano a circa 94 miliardi, quasi il 25% di tutte le entrate.

La crisi "è evidente anche nei conti dell`istituto", sottolinea l`Inps, "e in particolare in relazione all`aumento delle spese per ammortizzatori sociali". Che hanno colmato almeno in parte la caduta del potere d`acquisto delle famiglie, che nel 2012 è stata di ben 4,9 punti, il picco più alto dall`inizio delle crisi. Si tratta del quinto anno consecutivo di caduta del reddito disponibile in termini di potere d`acquisto: dal 2008 si è ridotto del 9,4%.

La spesa di 22,7 miliardi per ammortizzatori sociali è ripartita in 6,1 miliardi per la cassa integrazione (Cig), 13,8 miliardi per l’indennità di disoccupazione e 2,8 miliardi per l’indennità di mobilità. Rispetto al 2011 si registra un aumento di spesa per la Cig nel suo complesso (21,7%), un incremento della spesa sia per l’indennità di disoccupazione (18,2%) che l’indennità di mobilità (17,3%).

Dal bilancio Inps emerge anche che a causa del blocco del turnover e dei numerosi pensionamenti, i dipendenti pubblici sono diminuiti di circa 130 mila unità (-4%) da 3,23 milioni a 3,1 milioni.

 

Fonte:
Milano Finanza