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São Paulo, 18 Dezembro 2018 - 21:33 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 00:33
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PENSIONI VECCHIAIA E ANZIANITÀ: LA SITUAZIONE AGGIORNATA DELLA SETTIMANA
 
 
 
 

Mentre parla di riduzione dell`Irap, che influisce sul costo del lavoro, “e in aggiunta ci sarà anche una riduzione del carico fiscale diretto sul lavoro, cioè l`imposta sui redditi. Vogliamo anche restituire al lavoro, che è l`attività più penalizzata in questo Paese. Vogliamo che sia invece quella più sostenuta. Dobbiamo dare coraggio al lavoro”, il segretario del Pd, Matteo Renzi, punta anche a modificare, senza stravolgerla, l’attuale legge Fornero

Renzi dice: “Sulle pensioni è stato già approvato dal Parlamento un contributo di solidarietà. La Corte Costituzionale poi è stata molto chiara: non si può intervenire in modo discriminante. Comunque le pensioni staranno al di fuori di questo taglio generale. Si punta all`allargamento e all`universalizzazione degli ammortizzatori sociali e in particolare dell`assegno di disoccupazione. Questa è l`ipotesi su cui stiamo lavorando al momento. Sul resto vedremo”.

Con l’avvento di Renzi potrebbero arrivare modifiche alle pensioni di anzianità e vecchiaia definite dall’attuale legge Fornero, entrata pienamente in vigore nel 2014, e per cui sono cambiati i requisiti contributivi e anagrafici. I requisiti per il 2014 prevedono per il contributivo che, con decorrenza a partire dal primo gennaio 2012, coloro che hanno maturato almeno 20 anni di anzianità contributiva entro e non oltre il 31 dicembre 1995 possono accedere alla pensione secondo il sistema contributivo; con l’anagrafico, il pensionamento per le lavoratrici dipendenti settore privato, dal primo gennaio 2012 al 31 dicembre 2012, si raggiunge a 62 anni; dal primo gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 a 62 anni e 3 mesi; dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 a 63 anni e 9 mesi; dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 a 65 anni e 3 mesi; dal primo  gennaio 2018 al 31 dicembre 2020 a 66 anni e 3 mesi.

Per lavoratrici autonome e iscritte alla gestione separata Inps, dal primo gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 l`età pensionabile di 63 anni e 6 mesi; dal primo gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 di 63 anni e 9 mesi; dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 di 64 anni e 9 mesi; dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 di 65 anni e 9 mesi; dal primo gennaio 2018 al 31 dicembre 2020 di 66 anni e 3 mesi.

Per i lavoratori dipendenti e lavoratrici dipendenti settore pubblico, dal primo gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 si va in pensione a 66 anni; dal primo gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 a 66 anni e 3 mesi; dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2020 a 66 anni e 3 mesi; mentre i lavoratori autonomi e iscritti alla gestione separata Inps andranno in pensione dal primo gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 a 66 anni; dal primo gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 a 66 anni e 3 mesi; dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2020 a 66 anni e 3 mesi.

Ci chiede cosa potrà cambiare con l’arrivo di Renzi, se resterà ancora in ballo l’idea del prestito pensionistico proposto dall’attuale ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, e da chi, nell’ipotesi di un eventuale rimpasto di governo prenderà il suo posto. Al momento circola il nome di Guglielmo Epifani, ex CGIL, e con le idee molto chiare, soprattutto in materia previdenziale e di modifiche all’attuale sistema pensionistico.

 

Fonte:
Business Online