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São Paulo, 17 Dezembro 2018 - 15:06 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 17 Dicembre 2018 - 18:06
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I MEDICI CUBANI IN BRASILE SI RIBELLANO: PAGATE NOI NON L`AVANA
 
 
 
 

Ci sono tanti modi di aiutare un Paese sotto embargo. Il più banale è quello di aggirare i vincoli doganali e la legislazione marittima.
Il più originale è quello di importare medici dal Paese sotto embargo. E` ciò che fa il Brasile con Cuba, ora Dilma Rousseff e prima l`ex presidente Lula.

Ogni anno migliaia di medici cubani sbarcano in Brasile, un Paese-continente per dimensioni e numero di abitanti dove permangono aree di sottosviluppo e condizioni medico-sanitarie molto precarie.
Il programma si chiama "Mais medicos", più medici, pensato per soccorrere intere regioni dove il rapporto medico-popolazione è molto inferiore a quello degli standard stabiliti dall`Organizzazione mondiale della Sanità. In altre parole il Brasile non riesce a laureare un numero di medici adeguato alle sue necessità e ricorre "all`importazione". Per questo offre 10mila reais al mese (3200 euro) a ogni medico straniero disposto a trasferirsi in Brasile.
Con Cuba però si è attivata una "convenzione bilaterale" , gestita tra i due governi, Rousseff e Raul Castro: il Brasile paga 1000 reais al mese (320 euro) per ogni medico cubano operativo sul suo territorio, che però dispone di poco meno della metà di quei 1000 reais per la sua vita in Brasile. La parte maggiore finisce invece nelle tasche dello Stato cubano che con l`esportazione di medici si è sempre garantita un`entrata ragguardevole di valuta estera.

Un accordo politico, quello tra Brasile e Cuba sui medici, che aiuta entrambi. Dei 15mila medici richiesti dal governo di Brasilia per lavorare nelle province rurali se ne sono presentati solo 940, brasiliani. Perciò ne sono stati reclutati all`estero altri 9mila, di cui 6mila sono cubani.
Un vero e proprio presidio cubano che allevia le sofferenze di alcune decine di milioni di brasiliani che però sta generando qualche problema di relazioni internazionali.
Alcuni medici cubani, guidati dalla dottoressa Ramona Matos, vorrebbero disertare il programma Mais medicos, in quanto sottopagati e sfruttati rispetto ai colleghi argentini, spagnoli o portoghesi che operano in Brasile.
Inoltre il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, pur contrario al bloqueo (embargo) che gli Usa impongono a Cuba da oltre 50 anni, non vede di buon occhio il moltiplicarsi di accordi di ogni tipo con Cuba, a sole 90miglia dai confini marittimi con gli Stati Uniti.

 

Fonte:
Il Sole 24 Ore