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São Paulo, 18 Dezembro 2018 - 17:25 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 18 Dicembre 2018 - 20:25
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MORTI, RITARDI E "RESISTENZA" IL BRASILE SI SPACCA SUGLI STADI MONDIALI
 
 
 
 

Paradossi. Segnali. Premonizioni. Film garantito, a patto che la sceneggiatura venga affidata a un esperto di thriller. Proprio mentre si parla di copertura parzialmente mancante per lo Stadio Itaquerao di San Paolo, dove alle 22 locali del 12 giugno si disputerà la partita inaugurale Brasile-Croazia, la città si è coperta di grandine e ghiaccio. Incredibile. Sembra un Mondiale maledetto, anche dal meteo che minaccia caldo e intanto sferza col freddo, un Mondiale pieno di corruzione e di "morti bianche", l`ultima quella dell`operaio rimasto folgorato a Cuiabà mentre stava lavorando all`impianto elettrico dell`Arena Parental. L`incommentabile commento di Pelè è stato: "Routine, cose che possono accadere". Dunque parliamo di un Mondiale che sta nascendo storto come un cross sbagliato, carico di energia negativa, di complicazioni logistiche (gli orari sballati), di indignati e di gente umanamente scontenta con i conti in rosso che ha cambiato parere. Inizierà fra meno di un mese in un Brasile spaccato, parte del quale è impegnata a "coprire", più che gli stadi, le falle organizzative, mentre il resto rivela di non sopportare più l`evento: secondo un sondaggio effettuato pochi giorni FA dalla Datafolha, il 56% della popolazione farebbe volentieri a meno della manifestazione simboleggiata dal detestato Blatter e raffigurato dall`ondivaga posizione del presidente Dilma Rousseff.

L`esatto contrario dell`entusiasmo mostrato dalla nazione compatta nel 2007, al momento dell`assegnazione del torneo (tutti pensarono al 1950, tutti fecero risuonare nel cuore la voglia di riscatto). Ma sono passati così tanti anni che non ha senso ragionare per difetto. "Immaginare rivincite dopo quasi 70 anni: assurdo, troppo romantico, impraticabile", ammette Fernando Ferreira, tecnico di marketing sportivo. "Il brasiliano non è stupido". Sarà povero, gli avranno fatto credere di essere diventato ricco per una decina di minuti, ma non è stupido: "Nel 2007 promisero vino e oggi i brasiliani si ritrovano acqua".

Spenta l`emozione del momento, sono rimasti i guasti del sistema, la paura della crisi, i turpi tagli sugli investimenti per il trasporto pubblico, la rabbia dei più violenti. Di fatto il Mondiale ha sottratto al funzionamento pubblico e privato del paese una cifra spropositata (11,7 miliardi di dollari). E nemmeno le future bellezze, o le discutibili prospettive di guadagno finale (si parla di 180 miliardi di dollari) sono una garanzia. In Sudafrica i cittadini hanno smesso di pagare tasse aggiuntive soltanto un anno fa, dopo le vane promesse della Fifa. Di ieri l`ultimo sopralluogo degli emissari di Blatter, con a capo il segretario Valcke, ai già citati stadi di San Paolo, l`Itaquerao, e di Cuiabà, l`Arena Parental. Tutto a posto e niente in ordine. Sono gli stadi che hanno accumulato più perdite umane e più banali ritardi nella consegna del prodotto finito, che finito non sarà. Parte del tetto dell`Itaquerao, la copertura in vetro sintetico, è stato confermato che verrà realizzata soltanto dopo i Mondiali (si vedranno le impalcature metalliche vuote). Ventimila persone che si accomoderanno sugli spalti dell`Itaquerao dovranno portarsi l`ombrello. Ma è il meno. E` già stato dimostrato, del resto, che l`interesse concreto del sistema per la gente comune è pari a zero. Ciò che conta sono le dichiarazioni ufficiali basate sul nulla: "Siamo molto contenti dell`incontro con la Fifa", ha detto Ricardo Trade, capo del comitato organizzativo. Non solo: per oscuri motivi di sicurezza, alla partita test giocata ieri fra Corinthians (i teorici padroni di casa) e la Figueirense (ha vinto la Figueirense per 1-0) sono stati ammessi soltanto 40 mila spettatori, che se ne sono andati pure incavolati perché non si aspettavano di perdere contro una squadretta di serie B. Meno disagio, almeno in apparenza, nell`altro test-match giocato a Cuiabà (Atletico Mineiro-Santos 2-1). Ma la situazione dello stadio non è rassicurante. A fine aprile mancavano ancora metà dei seggiolini. E se non ci sono problemi dentro, ne spuntano fuori, per via della drammatica situazione delle infrastrutture, di trasporti, parcheggi, semplici indicazioni stradali. La Fifa ha deciso, al di là dei proclami ufficiali, di monitorare da vicino l`ultimazione dei lavori nei prossimi decisivi giorni. Sempre ricordando, con un certo imbarazzo, che la sua originaria richiesta di limitarsi a otto stadi non venne mai tenuta in considerazione dal Brasile, che ha preferito allargarsi a dodici. E le conseguenze di questa tracimazione architettonica sono sotto gli occhi di tutti. Molti covano il sospetto che non sarà soltanto l`Itaquerao a presentarsi incompleto.

L`Arena da Baixada di Curitiba stava quasi per essere cancellato dalla lista a inizio 2014. Non essendo ormai più possibile sostituire stadi come fossero vestiti, è stato programmato un sopralluogo a Curitiba per questa settimana. Preoccupa anche il Beira-Rio di Porto Alegre. E tutti si aggrappano, metaforicamente (meglio non rischiare...), all`Estadio Nacional di Brasilia, costruito per la Confederations Cup. "E` l`unico che funziona davvero", scrive la stampa. Ma intanto aumentano le cosiddette "giornate internazionali della resistenza contro la Coppa del Mondo". Si ballerà il samba. C`è solo da capire se tristi o allegri.

 

Fonte:
la Repubblica