Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 14 Dezembro 2018 - 12:58 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 14 Dicembre 2018 - 15:58
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
GLI SCIOPERI FERMANO IL BRASILE A 3 SETTIMANE DAI MONDIALI
 
 
 
 

A ormai tre settimane dall’inizio dei mondiali, la più popolosa città del Brasile, São Paulo, è stata paralizzata dallo sciopero dei conducenti di bus. Un’agitazione sindacale selvaggia ed improvvisa che ha messo in difficoltà le autorità cittadine ed il governo sudamericano, ennesima testimonianza di una diffusa inquietudine sociale che pervade il paese da ormai diverso tempo.

 

SCIOPERI IN BRASILE - La megalopoli brasiliana di São Paulo, un’area metropolitana da 20 milioni di persone, è stata colpito da un’ondata di scioperi che hanno paralizzato il trasporto pubblico su gomma. Gli autisti di bus della più popolosa città sudamericana hanno proseguito la loro agitazione sindacale, fermando i bus nei depositi oppure in taluni casi impedendo il trasporto ai passeggeri per strada provocando così enormi disagi ai cittadini paulisti. Le stazioni della metropolitana sono state prese d’assalto, con migliaia di passeggeri costretti a viaggiare in condizioni impossibili a causa del sovraffollamento dei vagoni dei treni sotterranei. Diversi testimoni hanno raccontato come gli autisti dei bus abbiano impedito l’accesso ai mezzi a numerose persone. Lo sciopero prosegue ormai da due giorni, e l’agitazione sindacale è stata criticata duramente dalle autorità brasiliane, sia comunali che federali.

BRASILE INQUIETO - Lo sciopero dei conducenti dei bus pubblici di São Paulo non è l’unica agitazione sindacale promossa in questi giorni che ha messo in difficoltà il governo di Djalma Rousseff. La polizia civile di 14 Stati brasiliani ha indetto uno sciopero per chiedere un aumento degli stipendi, lo stesso motivo per cui si sono fermati i mezzi di trasporto su gomma nella più popolosa città brasiliana. Investigatori e ufficiali non impegnati nel pattugliamento delle strade si sono astenuti dal lavorare, in forma di protesta per le promesse non mantenute dal governo. L’amministrazione federale fronteggia ormai da quasi un anno un moto di inquietudine che attraversa il paese sudamericano, e che minaccia il regolare svolgimento dell’evento che avrebbe dovuto celebrare l’ascesa del Brasile di inizio secolo, i Mondiali di calcio organizzati dalla Fifa. All’inizio della competizione sportiva più seguita nel mondo mancano ormai 3 settimane, e sarà proprio São Paulo il luogo dove si svolgerà la partita inaugurale, tra Brasile e Croazia, prevista per giovedì 12 giugno alle ore 22.

LEGGI ANCHE: Quanto costa la corruzione nei Mondiali in Brasile

BRASILE CONTRO LA FIFA - L’ondata di manifestazioni, anche molto rabbiosa, era partita l’estate scorsa in occasione della Confederations Cup, l’evento sportivo organizzato dalla Fifa come anticipo dei Mondiali di calcio. Da allora l’organizzazione guidata dallo svizzero Sepp Blatter è diventata un bersaglio ricorrente della protesta di centinaia di migliaia di lavoratori brasiliani, che contestano le maxi spese sostenute dal governo in occasione dei Mondiali. Secondo diverse stime l’amministrazione federale ha stanziato circa 11 miliardi di dollari, che per gli scioperanti di ieri come di oggi avrebbero dovuto essere impiegati per la spesa sociale in istruzione, sanità, in infrastrutture oppure per aumentare i salari del pubblico impiego. La Fifa, riporta invece il quotidiano svizzero Le Matin, è invece agitata per il ritardo nello svolgimento del secondo test per lo stadio dove si dovrà svolgere la prima partita dei Mondiali, l’Arena Corinthians. Le nuove installazioni inserite nel nuovo impianto deve essere testate in una seconda partita con una partecipazione massiccia di spettatori, dopo che il primo test non aveva convinto i funzionario dell’organizzazione calcistica. La partita di prova avrebbe dovuto svolgersi il 29 maggio, ma è stata rimandata al primo giorno del mese di giugno, a solo dieci giorni dall’apertura dei Mondiali.

 

Fonte:
Giornalettismo