Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 19:04 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 22:04
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
PENSIONI, ECCO LA NOVITÀ: USCITA A 62 ANNI CON PENALITÀ
 
 
 
 


Roma. Piace l`intenzione del governo di introdurre nuove regole per consentire la flessibilità dei tempi di pensionamento. Cgil, Cisl, Uil, Federmanager, esponenti politici: sono tutti positivi i commenti seguiti all`annuncio, fatto dal ministro del Welfare Giuliano Poletti, di voler affrontare l`argomento a ottobre con la legge di Stabilità. L`idea è quella di fornire un ventaglio di possibilità al lavoratore che intende lasciare il lavoro per andare in pensione prima dei tempi canonici fissati dall`ultima riforma del settore, quella targata Monti-Fornero. Poletti ha parlato di «strumenti differenziati adatti e coerenti con le diverse situazioni». 

In questo momento sono tre le opzioni sul tavolo del ministro: la possibilità di anticipare la pensione fino a 62 anni di età con penalità; quota 100; un ”ponte“ per chi ha perso il lavoro a pochi anni dal raggiungimento dei requisiti richiesti per l`accesso all`assegno pensionistico. Tutte e tre, come detto, potrebbero entrare nel menù della legge di Stabilità. Ovviamente l`aspirante pensionato ne potrà scegliere solo una, in base alle sue convenienze e alla situazione personale. Non è ancora escluso che a queste tre opzioni se ne possa affiancare anche un`altra: quella della cosiddetta ”staffetta generazionale“, con il lavoratore over 60 che, per consentire all`azienda di assumere un giovane, dimezza l`impegno lavorativo con un part-time e intanto inizia a percepire metà pensione. 

Il disegno di legge messo a punto già nella scorsa legislatura prevede, con 35 anni di contributi, la possibilità di anticipare l`età del pensionamento fino a 62 anni, con un sistema di penalizzazioni (dal 2 all`8% a seconda di quanti anni mancano ai 66). Nessuna penalizzazione per chi ha maturato 41 anni di contributi indipendentemente dall`età anagrafica. «È un meccanismo che garantirebbe enormi benefici di equità sociale e anche per i giovani, perché immobilizzare i lavoratori fino a 67 anni significa chiudere le porte del mercato del lavoro ai nostri figli e ai nostri nipoti» spiega Cesare Damiano, firmatario del ddl e presidente della commissione Lavoro della Camera. Il problema di questa proposta è il costo molto alto, nonostante la penalizzazione resti ”a vita“. Si sta quindi lavorando a ipotesi con penalizzazioni più alte, in un range compreso tra il 3 e il 10%. «La flessibilità in uscita dal lavoro è una misura urgente e necessaria. Trovare punti di mediazione è possibile» commenta il sottosegretario all`Economia, Pier Paolo Baretta (altro firmatario della proposta). 

Il sistema delle quote (mix contributi-età anagrafica) abolito dalla riforma Fornero torna tra le opzioni. Ma con un tetto più alto: quota 100 (prima delle Fornero nel 2013 ci si sarebbe dovuti assestare a quota 97). In pratica chi ad esempio ha 40 anni di contributi e 60 di età può andare in pensione senza penalizzazioni.

Questa opzione varrebbe per chi, a pochi anni dalla pensione, si ritrova disoccupato e senza ammortizzatori sociali (gli esodati ad esempio): in questi casi si potrebbe chiedere un anticipo dell`assegno pensionistico fino ad un certo limite (equiparato all`Aspi) da restituire successivamente a rate. Accanto all`ipotesi ”ponte“, per ora resta in piedi anche quella del ”prestito“ che possono chiedere tutti i futuri pensionandi dai 62 anni in sù. 

 

Fonte:

 Il Mattino