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São Paulo, 18 Dezembro 2018 - 21:33 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 00:33
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INPS, LA CONVENZIONE TRA L`ITALIA E IL BRASILE
 
 
 
 

La Convenzione tra l`Italia e il Brasile è stata stipulata il 9.12.1960 ed è entrata in vigore il 26.2.65. Solo con il Protocollo Aggiuntivo, entrato in vigore il 5.8.1977, l`Accordo Italo-Brasiliano è stato esteso alle prestazioni di Vecchiaia. Si applica a tutti i lavoratori che sono o sono stati soggetti alla legislazione di uno o di entrambi gli Stati contraenti nonché ai loro familiari o superstiti.

REQUISITI

Ai fini pensionistici la Convenzione può essere applicata solo se il richiedente può far valere in Italia almeno 1 contributo settimanale. Per perfezionare il requisito richiesto è utile tutta la contribuzione accreditata, indipendentemente dalla natura, e sono quindi utili tutti i contributi:

  • obbligatori (lavoro dipendente o autonomo),
  • volontari,
  • figurativi (servizio militare, malattia, maternità, cassa integrazione guadagni, disoccupazione, mobilità, ecc.),
  • da riscatto (corso legale di laurea, contribuzione omessa e prescritta, attività svolta in Paesi non convenzionati con l`Italia, ecc.),

Per ottenere l`autorizzazione ai versamenti volontari è necessario far valere in Italia almeno 1 contributo settimanale di lavoro effettivo.

TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI

Non è prevista la possibilità di totalizzazione multipla. Non è possibile totalizzare attività con la qualifica di "trabalhador rural" in quanto l`accordo non si estende ai lavoratori agricoli.

PRESTAZIONI EROGATE DALL’ITALIA

È prevista la corresponsione delle:

  • pensioni di vecchiaia, invalidità e ai superstiti;
  • prestazioni in caso di malattia;
  • prestazioni in caso di maternità;
  • prestazioni in caso di tubercolosi;
  • prestazioni in caso di infortuni sul lavoro e malattie professionali

PRESTAZIONI EROGATE DAL BRASILE

È prevista la corresponsione delle:

  • prestazioni di vecchiaia, invalidità e ai superstiti
  • prestazioni medico assistenziali
  • prestazioni in caso di malattia
  • prestazioni in caso di infortuni sul lavoro e malattie professionali

La pensione di vecchiaia viene concessa:

  • al compimento dei 65 anni di età per gli uomini e 60 per le donne;
  • se risultano versati 60 mesi di contribuzione senza interruzioni tali che abbiano comportato la perdita della qualità di assicurato.

La pensione di anzianità viene concessa:

  • indipendentemente dall`età;
  • se risultano versati 30 anni di contribuzione, di cui almeno 5 versati senza interruzioni tali da comportare la perdita della qualità di assicurato.

Attualmente il Brasile concede pensioni di anzianità solo se il diritto viene perfezionato con i soli contributi brasiliani. In Brasile la qualità di assicurato si perde quando non vengono versati contributi per un periodo superiore a 12 mesi (24 mesi se risultano già versati almeno 10 anni di contributi). Il Brasile non concede alcuna pensione né in regime autonomo né in regime di convenzione a coloro che hanno perso la qualifica di assicurato.
La pensione di invalidità spetta nel caso di incapacità totale ad esercitare una attività lavorativa se risultano versati almeno 12 contributi mensili (nel caso di determinate gravi malattie è sufficiente un numero inferiore di contributi). La pensione ai superstiti spetta alla moglie, alla donna convivente da almeno 5 anni, ai figli, agli ascendenti e ai fratelli, sempreché il defunto fosse già pensionato o avesse versato contributi per almeno 12 mesi.
È prevista anche una pensione speciale a chi possa far valere 60 contributi mensili - senza interruzioni che abbiano comportato la perdita della qualità di assicurato - unitamente ad un minimo di 15, 20, 25 anni di servizio prestato rispettivamente in attività pericolose, insalubri o difficoltose. Il Brasile non concede alcuna pensione né in regime autonomo né in regime di convenzione a coloro che hanno perso la qualifica di assicurato. Le prestazioni brasiliane vengono corrisposte per 13 mensilità all`anno.

 

DOMANDA

È stata appositamente predisposto il mod. IT/BRA 1 con l`indicazione delle ditte, dei periodi e località di lavoro in Brasile.
I residenti in Italia devono presentare la domanda di pensione alla Sede Inps competente per territorio, anche nel caso venga richiesta la sola pensione estera. Sarà cura di tale Sede trasmettere all`Ente pensionistico estero la domanda. Per la presentazione della domanda di pensione, per la richiesta di notizie e per ogni altra eventuale necessità gli interessati possono rivolgersi anche agli Enti di Patronato e di assistenza sociale, riconosciuti dalla legge, che sono abilitati ad assistere gratuitamente i lavoratori nello svolgimento delle pratiche di natura previdenziale e assistenziale.
I residenti in Brasile devono presentare la domanda alla competente Cassa Estera. A tal fine possono parimenti avvalersi dell`assistenza gratuita degli Enti di Patronato operanti anche all`estero e degli Uffici Consolari.

 

La domanda sarà inoltrata al polo specializzato che per i residenti in Brasile è il seguente:


EMILIA ROMAGNA

Forlì

DIREZIONE PROVINCIALE INPS FORLI’
Viale della Libertà, 48
I-47100 FORLI’
Tel. 0543-710111 - Fax 0543-710365

DOCUMENTAZIONE

La documentazione da presentare per qualsiasi tipo di domanda di pensione in convenzione, in aggiunta a quella normalmente prevista per quelle a carico della sola assicurazione italiana, è:

  • certificato di residenza o dichiarazione personale sostitutiva (autocertificazione)
  • atto notorio attestante la convivenza dei coniugi e fotocopia del libretto di pensione Brasile (per le domande ai superstiti)
  • documentazione di lavoro e assicurativa in Brasile, la cosiddetta "Carteira Profissional" (tale documentazione può essere omessa dai superstiti di già pensionato in Brasile).

REGIME FISCALE DEI NON RESIDENTI IN ITALIA

In ottemperanza con quanto sancito dall’art.14 della Legge 212 del 2000 (c.d. Statuto del contribuente) al contribuente residente all’estero sono assicurate le informazioni fiscali attraverso:

  • i siti Internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate
  • gli sportelli self-service situati presso alcuni consolati (Bruxelles, Toronto, Parigi, Francoforte, New York, Buenos Aires);
  • le pubblicazioni, le guide e le istruzioni disponibili non solo su cartaceo, ma anche sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate

Secondo la legge italiana, chiunque possiede redditi prodotti in Italia, anche se residente all’estero, è tenuto a dichiararli all’amministrazione finanziaria, salvo i casi di esonero previsti espressamente dalla legge stessa.

Pertanto, i non residenti, se tenuti alla presentazione della dichiarazione al Fisco in Italia, dovranno utilizzare il Modello UNICO.


Per essere considerati “non residenti” esclusivamente ai fini fiscali, devono sussistere le seguenti condizioni:

  • non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili);
  • non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
  • non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.

Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati “residenti”.

Si è, inoltre, considerati residenti, ai sensi della legislazione italiana, salvo prova contraria, se si è cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999.


N.B. Riguardo alla definizione del concetto di residenza, per prestazioni e benefici economici di natura assistenziale, si applica una diversa disciplina, espressamente prevista dalla specifica normativa vigente.


Le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso, sono imponibili in linea generale in Italia.


Con alcuni Paesi sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito, in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.

 

Fonte:
INPS