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São Paulo, 10 Dezembro 2018 - 11:20 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 10 Dicembre 2018 - 14:20
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ITALIANI ALL’ESTERO, MENIA: ‘COMITES? FORTUNATI SE VOTERÀ IL 3%’
 
 
 
 

Il segretario generale del Ctim: ‘Sotto il punto di vista del principio della partecipazione democratica è una tragedia, voteranno solamente le truppe cammellate dei patronati di una certa area politica’. Pessina (Fi): ‘giusto che le varie anime di destra si uniscano per vincere contro la sinistra, altrimenti le cediamo sempre il predominio delle circoscrizioni estere’

 

Siamo italiani, prima ancora che europei o cittadini del mondo. Ce lo ricorda il Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo che, in una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, martedì 7 ottobre ha presentato il nuovo magazine del movimento dall’evocativo titolo “Prima di tutto ITALIANI”. Presenti all’evento l`onorevole Roberto Menia, segretario generale del Ctim, il senatore del gruppo Per l’Italia Aldo Di Biagio, eletto all`estero, il cavaliere Carlo Ciofi, coordinatore della segreteria del Ctim, e Francesco De Palo, direttore responsabile del magazine. Non è potuto intervenire, ma ha inviato i propri saluti, il coordinatore Ctim Europa Mario Caruso, deputato del gruppo Per l’Italia ed anch’egli eletto all’estero.

“Tremaglia aspettava questo giornale da parecchio tempo”, ha esordito il cavaliere Ciofi. “Non sarà un’agenzia di stampa o un elenco di notizie e manifestazioni” avevano annunciato gli ideatori della rivista già nei giorni precedenti al lancio attraverso le parole del direttore De Palo. Una convinzione che hanno tenuto a confermare anche nel corso dell’incontro che ha visto il tema dell’italianità nel mondo e del Ctim alternarsi con l’argomento del momento, le elezioni dei Comites.

E proprio a proposito del tanto contestato rinnovo dei Comitati per gli italiani all’estero, l’onorevole Menia ha tenuto a sottolineare come una delle prime pagine del magazine fosse stata dedicata proprio all’argomento. “È noto che l’attuale struttura è vecchia di dieci anni – ha dichiarato Menia - e avevamo salutato con favore l’impegno del governo a rinnovare i Comites. Ci ha sorpreso e ci fa paura, però, la modalità attraverso cui avviene questo rinnovo. Si tratta di una procedura che scopiazza il modello americano inserendolo in un contesto in cui gli italiani non sono nemmeno informati del fatto che dovrebbero votare a dicembre, dopo essersi per di più preiscritti a novembre. Se andrà bene voterà il 3 per cento degli aventi diritto”.

“Sotto il punto di vista del principio della partecipazione democratica è una tragedia – ha aggiunto Menia -, voteranno solamente le truppe cammellate dei patronati di una certa area politica. Tutto ciò potrebbe mettere in discussione anche altre cose importanti. Non vorrei che attraverso questa norma civetta sui Comites si prendesse a pretesto la scarsa partecipazione per mettere in discussione tutto il sistema di rappresentanze”.

“Il Ctim ha cento anni di storia – ha ricordato Menia rispondendo a una domanda di Ricky Filosa, direttore di ItaliaChiamaItalia, sul futuro del Comitato Tricolore -. Quando Tremaglia lo ideò, nacque sotto un preciso schieramento. Inevitabilmente quando è venuto a mancare il suo padre fondatore, il Ctim ha vissuto dei momenti di difficoltà, ma oggi siamo pronti a difendere l’identità italiana nel mondo. Pur rimanendo sempre nell’alveo del centrodestra, sappiamo che i tempi cambiano e siamo aperti a collaborare con tutte quelle realtà che fanno parte della stessa tradizione politica e culturale”.

Proprio a proposito della necessità di unire le varie anime del centrodestra era in precedenza intervenuto il senatore Vittorio Pessina, coordinatore Forza Italia nel mondo. “È giusto che le varie anime di destra si uniscano per vincere contro la sinistra, altrimenti le cediamo sempre il predominio delle circoscrizioni estere”, ha esortato il senatore azzurro.

“Sono convinto che la coscienza della propria identità passi prima di tutto per la consapevolezza dell’essere italiani – aveva antecedentemente dichiarato l’onorevole Menia a ItaliaChiamaItalia a margine della presentazione -. Se ti senti italiano, non puoi non sentirti anche europeo, è una normale conseguenza. Si tratta di un’appartenenza identitaria e culturale, prima ancora che economica e burocratica”.

“La nostra linea editoriale sarà improntata sulla valorizzazione delle storie di eccellenza che caratterizzano gli italiani nel mondo – ha spiegato il direttore De Palo in conferenza stampa, per poi aggiungere a margine, parlando con ItaliaChiamaItalia che – è importante sottolineare il valore identitario dei connazionali. Il mondo è pieno di storie di successi italiani, tanto che abbiamo scelto di pubblicarne tre già a partire da questo numero. Vogliamo fare rete e mettere in dialogo tra loro i vari imprenditori tricolore nel mondo, così che possano diventare più forti”. “Gli altri paesi lo fanno, perché noi no? – ha poi chiesto De Palo, concludendo –. La rivista non è di natura politica, ma nasce con la volontà di creare un dibattito sul tema, valorizzando il made in Italy e le nostre competenze”.

 

Fonte:
Italia chiama Italia