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São Paulo, 18 Dezembro 2018 - 21:32 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 00:32
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PENSIONI, COSA CAMBIA NEL 2015
 
 
 
 

Pochi spiccioli, o quasi. E` l`aumento per le pensioni degli italiani che scatterà a partire da gennaio prossimo. Come ogni anno, anche nel 2015 vi sarà la perequazione automatica, cioè l`adeguamento degli assegni Inps al costo della vita dell`anno precedente. I dati definitivi sull`inflazione del 2014 non sono ancora disponibili ma, visto l`andamento dei mesi passati, si sa già che le pensioni avranno aumenti modestissimi, nell`ordine dello 0,3%. Nei mesi scorsi, infatti, in Italia i prezzi hanno subito aumenti piccolissimi e durante l`estate c`è stato addirittura un periodo di deflazione, cioè di variazione negativa dei prezzi.


Pensioni: giù le mani


Non va dimenticato, poi, che la perequazione automatica viene riconosciuta in pieno soltanto a chi ha una pensione superiore a tre volte il trattamento minimo, cioè inferiore a circa 1.500 euro lordi al mese, corrispondenti a 1.200 euro netti. Chi supera questa soglia di reddito, avrà invece un adeguamento parziale degli assegni, compreso il 45 e il 95% dell`inflazione dell`anno precedente. Fatte questa premesse, ecco alcuni esempi concreti di quanto cresceranno le pensioni da gennaio 2015. Gli aumenti sono tutti nell`ordine di 4-6 euro lordi che, al netto delle tasse, corrispondono poco più di 3 euro.


-Un pensionato che guadagna  1.500 lordi al mese (1.200 euro netti) vedrà crescere l`assegno di 4,5 euro lordi (3,3 netti).


-Chi percepisce dall`Inps una pensione di 2mila euro lordi mensili (1.500 netti) avrà 5,7 euro in più al mese (4 euro netti).


-I pensionati che guadagnano 3mila euro lordi (2.100 euro netti) avranno un aumento di 4 euro, che si riduce a meno di 3 euro al netto delle tasse.



Come sono cambiate le nostre pensioni dal 1996 a oggi


Detto in soldoni, il prossimo anno le pensioni rimarranno praticamente ferme. Restano immutati anche i requisiti di età per mettersi a riposo dal lavoro. La riforma Fornero del 2012, infatti, ha previsto per il 2014 e il 2015 le stesse soglie di pensionamento. Eccole nel dettaglio.


-Gli uomini (autonomi e dipendenti di qualsiasi settore) e le impiegate pubbliche potranno andare in pensione a 66 anni e tre mesi.


- Le donne dipendenti del settore privato a 63 anni e 9 mesi mentre le lavoratrici autonome potranno mettersi a riposo a 64 anni e 9 mesi.


Rimangono invariati anche i requisiti per accedere alla pensione anticipata, cioè quella che si ottiene una volta raggiunta una determinata quantità di contributi, indipendentemente dall`età (seppur con penalizzazioni per chi non ha ancora compiuto i 62 anni). Nel 2015, la pensione anticipata potrà essere richiesta dagli uomini che hanno 42 anni e sei mesi di contributi alle spalle e dalle donne che hanno 41 anni e 6 mesi di carriera.

 

Fonte:
Panorama