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São Paulo, 11 Dezembro 2018 - 09:34 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 11 Dicembre 2018 - 12:34
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PATRONATI: CRESCE ANCHE ALL`ESTERO LA PROTESTA CONTRO I TAGLI
 
 
 
 

Dal Regno Unito al Brasile, passando per Francia, Belgio, Svezia, Canada, Usa e Argentina cresce la protesta di Acli, Inas, Inca e Ital. Presentati documenti a consoli e ambasciatori per denunciare gli effetti devastanti dei tagli decisi dal governo Renzi

 

 La protesta di Acli, Inas, Inca e Ital contro i tagli al Fondo Patronati, si fa sentire anche all`estero, nei principali paesi dove operano. L`Inca Cgil fa sapere che nel Regno Unito, un documento unitario è stato presentato al console generale d`Italia a Londra, Massimiliano Mazzanti che nel corso di un incontro, svoltosi il 13 novembre, ha sostenuto l`importanza della presenza della rete dei patronati, impegnandosi a trasmettere il documento alle autorità italiane.

“I patronati - si legge nel documento - da decenni garantiscono sul territorio, anche nelle zone più remote e difficilmente raggiungibili, dove gli Italiani sarebbero dimenticati e ignorati, un servizio che va al di là della semplice assistenza nelle pratiche di pensione e di altre incombenze burocratiche che la nostra amministrazione non lesina: il patronato è la voce dei più deboli, di coloro che non possono parlare o farsi sentire, di coloro che sarebbero persi in un mondo che spesso rimane estraneo e incomprensibile non solo per gli anziani, ma anche per le centinaia di giovani che arrivano ogni giorno in cerca di una soluzione di vita migliore di quella che in questo momento può offrire l`Italia”.

Analoghe iniziative sono state prese in altre nazioni. In Francia, i patronati aderenti al Ce.Pa. hanno inviato lettere all`Ambasciatore, Giandomenico Magliano e ai Consoli di Parigi, Lione, Marsiglia, Metz e Nizza, nelle quali si ricorda che nel 2013, i patronati hanno garantito circa 118 mila interventi, di cui solo il 36 per cento è sottoposto a rendicontazione sulle basi delle normative per il finanziamento. Il resto delle prestazioni, il 64 per cento, è di natura sociale e lavorativa per garantire gratuitamente l`accesso a prestazioni e servizi, che vanno dal diritto all`istruzione, alla ricerca di alloggio, alle necessità fiscali, alla messa in relazione di lavoratori e organizzazioni sindacali, nel caso di controversie sul lavoro.

In Belgio, nel messaggio inviato all`Ambasciatore, Alfredo Bastianelli, Acli, Inas, Inca e Ital sottolineano quanto “la comunità italiana abbia già sofferto per la progressiva chiusura dei consolati di Namur, Anversa, La Louvière, Mons, Liegi e Genk, ricordando che il Belgio è anche diventato una terra di nuova emigrazione italiana. “tutti i giorni – si legge nella missiva – incontriamo ai nostri sportelli dei nuovi arrivati, che trovano nei patronati e nella loro rete, sostegno informazione e assistenza”. Un`attività che verrebbe compromessa se venissero confermati i tagli al Fondo, con la conseguenza di minacciare l`esigibilità dei loro diritti”.

La mobilitazione si è fatta sentire anche in Svezia, dove i patronati entrando nel merito della loro attività denunciano che “senza l`intervento dell`Inca, centinaia di domande di pensione rimaste bloccate per più di due anni all`Inps di Firenze (che è l`ex polo per le convenzioni internazionali con i paesi scandinavi) non si sarebbero risolte o i tempi di attesa sarebbero stati ancora più lunghi. Senza il patronato molti lavoratori non sarebbero stati capaci di reclamare il proprio diritto alla pensione italiana una volta che questa gli è stata negata per mancanza di alcune informazioni. Senza il patronato, le pensioni italiane della maggior parte dei pensionati residenti in Svezia, sarebbe sottoposta a doppia tassazione. Senza il servizio offerto dal nostro patronato, le vedove di pensionati italiani si vedrebbero decurtare ogni anno la pensione incorrendo in indebiti continui con l`Inps, senza mai poterne capire il motivo, o poter presentare ricorso. Le pensioni sospese di tanti italiani in Svezia, a causa di un mancato invio di un certificato di esistenza in vita o di un cambio di indirizzo non potrebbero mai essere rimesse in pagamento senza il supporto di un patronato, che è in contatto continuo con la CITI Bank o che sa come un pagamento presso la Western Union possa essere riscosso.

Passando dall`Europa ad altri continenti, Acli, Inas, Inca e Ital, lanciano lo stesso grido di allarme. In Argentina, lo Stato italiano paga 34mila pensioni che, senza l`intermediazione competente e professionale dei patronati, rischiano di subire le stesse conseguenze già registrate nel vecchio continente. In Canada, per esempio, 60mila sono i pensionati che ogni anno devono inoltrare all`Inps la certificazione dell`esistenza in vita per poter continuare a percepire le rendite dovute. Inoltre, il patronato non è solo importante per gli italiani che vivono all`estero, ma anche per quelli che tornano in Italia e che hanno diritto a ricevere una pensione canadese. Se venissero meno i patronati, queste persone saranno costrette a rivolgersi al governo canadese, con tutti i disagi che ne deriverebbero.

"Caro amico Renzi", scrive John De Gennaro, presidente Inca Usa, "i patronati svolgono un ruolo fondamentale di unione tra l`Italia e gli italiani all`estero e servono a sopperire alle mancanze della rete consolare e per far valere i loro diritti nei confronti dell`Italia". Spesso, i patronati, svolgono un lavoro arduo che si scontra anche con burocratismi italiani considerati difficili e tortuosi soprattutto nei paesi anglosassoni nei quali le pratiche sono snellite al massimo.

Profonda preoccupazione è stata espressa anche dai Patronati italiani presenti in Brasile. “I Patronati – affermano Acli, Enas, Enasco, Epasa, Inac, Inas, Inca, Ital, Sias e Usic, che hanno annunciato l`invio di una nota di protesta tramite le autorità consolari, al governo, al C.G.I.E., ai Comites, ai deputati e senatori eletti in Brasile – offrono un servizio gratuito a disposizione di tutti i cittadini e risolvono il problema delle carenze strutturali delle istituzioni consolari, a loro volta colpite dal taglio delle risorse, soprattutto in Brasile, dove si sta sviluppando una significativa ondata di nuova emigrazione”. Nel corso di un incontro, il console di San Paolo, Michele Pala, nel sottolineare il ruolo importante dei Patronati all´estero, ha assicurato che si fará interprete presso il Ministero degli Esteri, della preoccupazione della Comunitá Italiana in Brasile di fronte alla eventualitá della soppressione dei Patronati, che in questo paese, vanta una cosi significativa presenza  di immigrazione italiana.

Anche nell`Africa del nord, in Tunisia, nuove migrazioni di pensionati italiani vedono negli uffici di patronato di quel paese un aiuto concreto nella soluzione dei problemi fiscali e di natura previdenziale e socio-assistenziale. 

 

Fonte:
Rassegna.it