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PREVIDENZA, UN ANNO DI TREGUA ARMATA. OCCHIO ALLE TRAPPOLE DEL 2016
 
 
 
 

Roma, 7 gennaio 2015 - Quali sono le regole per i diversi tipi di pensionamento nel 2015 alla luce della riforma Fornero e dei successivi aggiustamenti? Quali novità ha introdotto la legge di stabilità in materia previdenziale? Orientarsi tra riforme e norme successive non è facile. Ma, a meno di cambiamenti in corso d’anno, più volte ipotizzati e annunciati anche se tutti da verificare, ecco una mappa ragionata – relativa alle principali voci – su che cosa attende pensionandi e pensionati nell’anno che sta per cominciare.

VECCHIAIA. Tutto fermo per questo tipo di pensionamento. Ma attenzione al 2016. Il 2015 è un anno di «tregua» per la previdenza. I requisiti per la pensione di vecchiaia post-riforma non cambiano. Occorrono minimo 20 anni di contributi per tutti e un’età anagrafica (pensionabile) variabile secondo il seguente schema: 63 anni e 9 mesi e 64 anni e 9 mesi rispettivamente per le donne lavoratrici private e per quelle autonome (commercianti, artigiane, coltivatrici dirette); 66 anni e 3 mesi per le donne dipendenti pubbliche e per tutti gli uomini a prescindere dal settore di attività.

Attenzione, però, al 2016: conviene essere informati per tempo che sarà l’anno del grande salto in avanti sia per effetto della stessa riforma e sia per l’adeguamento alla cosiddetta speranza di vita, che si traduce in un aumento del requisito di 4 mesi. E allora l’età minima passerà da 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici private e da 64 anni e 9 mesi a 66 anni e 1 mese per quelle autonome, mentre le soglie passeranno a 66 anni e 7 mesi per tutti gli altri (gli uomini del settore pubblico, privato o autonomi e le lavoratrici pubbliche).

L’ANTICIPO. Via le penalizzazioni fino al 2017 per le pensioni anticipate. Fermi nel 2015 anche i requisiti della pensione anticipata che, con il riassetto di tre anni fa della riforma Fornero, ha preso il posto della vecchia pensione di anzianità, anticipando in realtà ben poco: 42 anni e 6ei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne.

Anche in questo caso, però, nel 2016 si verificherà il balzo in avanti del requisito che sarà dei quattro mesi di aspettativa di vita in base all’indeice Istat: saranno quindi necessari 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

LO SCONTO. Attenzione ancora una volta alle modifiche in corso d’opera. Uno sconto rispetto alla riforma di tre anni fa è appena arrivato con la legge di Stabilità, approvata poche settimane fa. La legge Fornero stabilisce che la pensione anticipata è sganciata da un’età anagrafica minima di accesso, ma di fatto una soglia minima c’è perché la norma prevede parallelamente anche un taglio dell’1 per cento sull’importo dell’assegno pensionistico per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 e del 2 per cento per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto ai 60 anni.

Ebbene, la legge di Stabilità, ampliando una deroga precedente, dispone che le penalizzazioni in ballo non si applichino a coloro che andranno in pensione anticipata dal primo gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017. Tre anni di respiro per chi insegue un traguardo che si sposta di continuo in avanti. Naturalmente, non è previsto alcun rimborso o recupero delle decurtazioni dell’assegno per coloro che sono già usciti con le prestazioni ridotte perché non avevano l’età, anche se per il futuro la rendita dovrebbe tornare a essere piena, non appena saranno raggiunti i 62 anni.

di RAFFAELE MARMO

 

Fonte:
QN