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São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 19:02 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 22:02
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PREVIDENZA: IL TFR? MEGLIO NEL FONDO
 
 
 
 

Dal prossimo 1° marzo il Tfr potrà trasformarsi in un’integrazione della retribuzione mensile. Nella legge di Stabilità approvata a dicembre è stata introdotta la possibilità per il dipendente privato in servizio da almeno sei mesi, di chiedere al proprio datore di lavoro, per i periodi decorrenti dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, la liquidazione in busta paga dell’importo mensile che avrebbe altrimenti maturato come liquidazione di fine rapporto.

Per la seconda volta il Tfr può cambiare destinazione grazie a un intervento legislativo. Già in occasione della riforma della previdenza complementare in vigore dal 2007, il governo stabilì infatti che il Tfr potesse confluire nei fondi pensione in base a un meccanismo di silenzio assenso. L’obiettivo era aiutare i lavoratori a costruire una posizione pensionistica individuale integrativa complementare rispetto a quella obbligatoria.

Una risposta per compensare l’effetto che ha avuto il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo sui futuri assegni Inps. Il datore di lavoro con meno di 50 addetti potrà accedere a un finanziamento agevolato visto che queste imprese sono rimaste le uniche a detenere la disponibilità delle liquidazioni. Infatti la riforma del 2007 ha stabilito che il Tfr dei lavoratori che scelgono di lasciarlo nelle aziende con più di 50 dipendenti deve essere girato al fondo di Tesoreria presso l’Inps.

 

Fonte:
Milano Finanza