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São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 19:04 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 22:04
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BRASILE, IL CREPUSCOLO DEL LULISMO
 
 
 
 

Basato sul carisma personale e sull’ampio appoggio popolare all’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, il lulismo vive il suo crepuscolo. Se in un passato ancora molto recente Lula incarnava la figura politica perfetta, oggi il petista più famoso del Brasile assorbe il discredito del governo e gli scandali di corruzione in cui il partito è coinvolto.

Per il popolo sceso in piazza nelle principali piazze del Paese, Lula è il principale responsabile del fracasso politico-amministrativo del progetto di potere che ha portato Dilma alla Presidenza della Repubblica. Nel 2005, all’apice dello scandalo “mensalão”, l’allora presidente è riuscito a schivare un processo d’impeachment perché l’opposizione aveva paura di affrontare la massa in probabili proteste a difesa del suo mandato.

Oggi la probabilità che il popolo difenda Lula è bassissima. Dalla fine del 2014, quando Dilma fu proclamata Presidente del Brasile al secondo mandato dopo un’elezione vinta con un margine risicatissimo, il “noi contro di loro” ha smesso di funzionare come prima. Prima considerati imbattibili, Lula e il PT hanno perso il primato e l’appoggio del popolo nelle manifestazioni. Quello che è successo nelle ultime settimane è rappresentativo.

Convocata da Lula per contrapporsi alle manifestazioni organizzate contro il governo per il 12 aprile, la protesta promossa dai sindacati e dai movimenti pro-Dilma si è rivelata un fiasco. A San Paolo ha riunito poco più di 200 persone; nel Nordest, dove Lula e il PT sono più popolari, ci sono state città come Bahia che non sono riuscite a raggruppare nemmeno 100 persone. Nel tentativo disperato di ingrandire il gruppo dei ‘favorevoli’ la CUT (Centrale Unica dei Lavoratori) attraverso una manovra vergognosa, la peggiore della sua storia, è arrivata ad affittare militanti. Per fare numero a Brasilia la centrale ha pagato 45 reais a sostenitore, oltre a pranzo, cappellino e camicia per le persone più povere della periferia.

Secondo fonti vicine all’ex presidente, Lula è molto preoccupato. I sondaggi realizzati di recente non sono positivi, mostrano che la base sociale che l’ha sempre sostenuto si sta allontanando rapidamente e rivelano anche che le divisioni interne al partito e gli scandali recenti hanno disturbato molto la sua immagine. Tutto questo non fa che mettere in discussione la possibilità di un terzo mandato del PT nel 2018.

Lo choc è arrivato dopo le manifestazioni del 15 marzo che hanno portato in piazza milioni di persone in protesta contro il governo. Fino ad allora Lula e la cupola del Pt minimizzavano le proteste, consideravano le manifestazioni un mero incentivo da parte delle imprese verso i lavoratori o l’espressione di una percentuale molto bassa della popolazione. Il chiasso scatenato dalle piazze ha convinto i dirigenti della Fondazione “Perseu Abramo” a commissionare sondaggi e ricerche di qualità da mostrare a Lula.

La ricerca ha rilevato che le stesse persone che consideravano Dilma incapace di risolvere i problemi del Paese e della Petrobrás  sono le stesse che identificano il governo Lula come l’origine degli scandali di corruzione. Per loro la corruzione è legata a inadempienze amministrative. In sostanza per buona parte della popolazione non è possibile dissociare Lula dalla crisi attuale.

La delusione dell’elettore con il lulopetismo risulta ancora più chiara nel sondaggio della CNI/Ibope divulgata l’1 di aprile: l’indagine ha rilevato che la maggioranza degli elettori di Dilma si è pentita della scelta politica. A dicembre scorso il 20% degli elettori del presidente affermava di aver scelto la petista con diverse riserve legate al suo modo di governare. Tre mesi dopo l’indice degli elettori pentiti è salito al 66%.

Un’altra ricerca condotta dall’Istituto Paranà mostra che il rischio di una sconfitta elettorale del Pt e di Lula nel 2018 è reale. La proiezione di un secondo turno tra l’ex presidente e Aecio Neves consegna al tucano la vittoria con il 51,5% dei voti contro il 27,2% di Lula, scenario impensabile fino a due anni fa.

Gli esperti politici Andrè Singer e Ruda Ricci, che si sono dedicati allo studio dell’ascensione della petista negli ultimi 10 anni, confermano il tremore dei pilastri del lulismo. Singer ha definito il lulismo come un modello di composizione politica centrato sul carisma di Lula e finalizzato a favorire la strategia politica del consumo, come generare lavoro e rendita, appoggiare investimenti privati e politiche sociali per soccorrere i più poveri. Singer, ex portavoce di Lula, sostiene che il lulismo sia sotto minaccia dal 2013, anno delle grandi proteste. Secondo il professor Ruda Ricci, aldilà dello scenario economico, la mancanza di attenzione da parte del governo Dilma nel preservare aspetti strategici che avrebbero garantito la stabilità del Pt è la principale causa del fallimento del lulismo. Le correnti più a sinistra del Pt preferiscono addebitare la crisi del lulismo alla parte più pragmatica del partito.

Anche i molti anni di omissione del Put con i giovani sono nel radar delle preoccupazioni dell’ex presidente. Un’analisi condotta dal CNI/Ibope mostra che la più grande percentuale di perdita di popolarità del governo si concentra tra i giovani. Secondo il politologo e sociologo Antonio Lavareda il lulismo respira attraverso apparecchi. Il destino del fenomeno, secondo lui, si giocherà nelle lezioni municipali del 2016. “Il Pt ha perso molto con lo scandalo  del mensalão ma è riuscito a recuperare consensi negli anni successivi” spiega. “Possiamo conoscere il futuro del lulismo solo quando sapremo come finirà il governo Dilma. Probabilmente le elezioni municipali saranno le prime in cui il PT sarà in minoranza come numero di prefetture. In ogni caso i fatti recenti mostrano che il lulismo è già abbastanza indebolito”.

Intanto il riscatto del lulismo come forma di preservazione del Pt e del suo progetto di potere non è un desiderio unanime tra i petisti. Un documento presentato dalla corrente di sinistra difende addirittura una riformulazione della sigla e promuove una corrente interna che punisca gli accusati di corruzione.

 

Fonte:
L`Indro
Patty Torchia