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São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 19:03 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 22:03
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GLI EUROPEI IN ESODO VERSO IL BRASILE
 
 
 
 

Clamorosa inversione di tendenza nei flussi migratori. Il numero di stranieri regolari è salito da 962.000 a 1.500.000

 

La crisi economica, politica e sociale che sta colpendo duramente il vecchio continente ha scatenato un fenomeno che, fino a qualche anno fa, era impensabile. Per decenni sono stati i sudamericani a invadere il primo mondo, Europa e Stati Uniti: ora la tendenza si è invertita.

Sempre più cittadini europei vengono a vivere in America Latina, attirati dalla situazione economica piú favorevole degli stati emergenti e dall’affinitá con lingue e tradizioni diverse. È il caso di Afeida Ghaleb, una giovane di origine araba che abitava in Francia e che ha deciso di trasferirsi in Brasile in cerca di opportunitá di lavoro. “Sento di essere sfuggita alla crisi europea. Ho due culture nel mio cuore, quella francese e l’araba ma avevo una gran voglia di vivere un’esperienza a livello internazionale” - dice la bella 33enne che ha lavorato per 10 anni in un’azienda agroalimentare nella periferia di Parigi.

Appena approdata in Brasile nel luglio scorso ha giá trovato lavoro nella fabbrica Michelin di Rio de Janeiro, con un contratto locale: “Il Brasile è piú aperto, qui non siamo catalogati come se fossimo tutti terroristi palestinesi. La Francia, invece, non dà valore alla diversitá etnica”.

Passando dalla settima alla quinta posizione tra le economie mondiale, il Brasile è cresciuto del 7,5% nel 2010 e, in piena crisi finanziaria, crescerá comunque del 3,5%. Il tasso di disoccupazione è sceso al 6%, il piú basso dal 2002. Non è semplice nemmeno in America Latina trovare un permesso di soggiorno e un lavoro, ma, attualmente, è molto piú facile che negli USA.

Anche per questo molti tra europei, portoghesi, spagnoli, francesi e italiani, nel 2011 hanno deciso di venire a vivere qui. Alejandro, uno spagnolo della stessa età di Afeida, era arrivato in Brasile a ottobre, come turista: non ha avuto la stessa fortuna della giovane francese, ma comunque sta lavorando come DJ in alcuni locali e come guida nelle favelas. “Con la crisi e la disoccupazione che abbiamo in Spagna (il tasso è giunto al 22%, ndr), avevo bisogno di cambiare aria. Oggi bisogna trasferirsi nei paesi che vanno meglio dei nostri: purtroppo il mio visto scade fra un mese e mezzo e non vorrei proprio tornare indietro”.

Superfluo dire che, se non potrá rinnovare il visto, sará un immigrante irregolare. Ce ne sono già a decine di migliaia di ‘illegali’ europei e pare che il fenomeno tenda a crescere. Come Afeida, Alejandro affitta un monolocale con un amico nel quartiere chic di Ipanema, Rio de Janeiro. Per lui, come per tanti altri giovani europei, la situazione non è facile. L’altra faccia della crescita sono i prezzi in continuo aumento. Nella zona dove abita Alejandro il metro quadro costa fino a 11.000 Euro e quindi si puó affittare, ma gli affitti sono schizzati a livelli europei.

Le cifre sono significative: secondo il Ministero di Giustizia brasiliano, il numero di stranieri regolari è aumentato, da gennaio a giugno, da 962.000 a 1.500.000. Numeri che continuano a salire, e chi arrivano di piú da queste parti sono portoghesi (per via della lingua), spagnoli, francesi e italiani. Da dicembre 2009 a giugno 2011, i portoghesi che vivono legalmente in Brasile sono passati da 277.000 a 329.000, gli spagnoli da 58.500 a 81.000, i francesi da 16.500 a 17.800.

Le autoritá calcolano che, nell’ultimo anno, sono stati circa 600.000 gli stranieri che sono giunti in Brasile per restarci. Sul totale, quasi il 40% sono boliviani e 13% cinesi. Negli ultimi 10 anni ci sono 40 milioni di brasiliani (quasi pari alla popolazione spagnola) che sono usciti dalla povertá e il mercato interno non riesce a coprire la domanda. Mancano circa 8 milioni di professionisti qualificati, come ingegneri che, le Universitá brasiliane, impiegano 6 anni a preparare. Con 2.5 nuovi posti di lavoro in crescita - relativi al 2010 -l’economia brasiliana sta diventando la Mecca per molti europei. Rita, una ragazza portoghese dice: “In Portogallo, nei prossimi anni sará molto difficile poter vivere. Non trovo lavoro con uno stipendio che mi permetta di arrivare a fine mese”.

Ma non è solo il Brasile e non soltanto la situazione economica che spinge i giovani ad emigrare. Silvio, un giovane milanese che a Parma dirigeva 3 alberghi 4 stelle e guadagnava quasi 10.000 Euro mensili dice: “Sono stufo dell’Italia, stufo dei politici, stufo del pessimismo e delle menti italiane: sono venuto in Uruguay perché giá un mio amico milanese aveva preso la stessa mia decisione. Ho 37 anni ed ho tanto da fare”. Silvio sta mettendo su una ditta di trasporti, gli auguriamo buona fortuna.

 

Fonte:
L`Indro
Stefano Casini