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São Paulo, 19 Dezembro 2018 - 05:53 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 08:53
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IN BRASILE PREZZI DA MANHATTAN
 
 
 
 

Il capitale triplicato in tre anni. Chi ha investito nel settore immobiliare ha vinto, anzi stravinto la scommessa. Il Brasile si è confermato un mercato di straordinario interesse, sbaragliando qualsiasi alternativa.


La capitale finanziaria del Brasile, San Paolo, vive un boom immobiliare simile a quello che in passato hanno conosciuto altre prestigiose capitali come Londra e New York. Nel quartiere di Vila nova conceicao un appartamento costa 8.500 dollari al metro quadrato (quasi 6.500 euro), poco meno a Itaim, 7.900 dollari al mq (6mila euro circa).

Non solo San Paolo. L`istituto di ricerche economico immobiliari Ibope Inteligencia rileva prezzi record nelle tre principali piazze brasiliane: oltre a San Paolo anche Rio de Janeiro e Brasilia. I campionati del mondo di calcio, in programma nel 2014, e le Olimpiadi del 2016 hanno spinto i prezzi delle case di Rio nel novero delle più costose al mondo.


Un appartamento di nuova costruzione affacciato sulla prestigiosa spiaggia di Ipanema supera i 19mila dollari (14.500 euro) al metro, quotazioni in linea con quelle di Cortina d`Ampezzo, la perla delle Dolomiti, ma anche dei quartieri più chic di Roma e Parigi. Sempre a Rio, chi si accontenta di Leblon, un`altra spiaggia carioca, spende un po` meno, ma pur sempre 9.700 dollari al metro quadrato.

Dietro il grande boom di Rio non c`è solo lo sport. I grandi giacimenti petroliferi scoperti al largo della città hanno attirato tecnici provenienti da tutto il mondo: basti pensare che nel 2010 sono sbarcati a Rio più di 50mila manager internazionali, prevalentemente americani ed europei.


Gran parte degli osservatori immobiliari rileva inoltre che il Brasile degli ultimi anni è cambiato radicalmente. Gli acquirenti sono globali: a San Paolo, Rio, Brasilia arrivano canadesi, russi, inglesi. Una tendenza già conosciuta da altre città: New York, Parigi, Miami. E ora sempre più radicata anche in Brasile.


Ma non è tutto: negli ultimi otto anni la forte crescita economica del Brasile di Lula, l`ex presidente uscito di scena 16 mesi fa con l`80% dei consensi, ha moltiplicato il potere d`acquisto di tutti. Dei più poveri, che hanno finalmente accesso a una vita meno miserabile, e dei più ricchi. Questi ultimi, secondo le stime, sarebbero almeno 18 milioni, su una popolazione complessiva di 200 milioni di abitanti.

L`auge del settore immobiliare brasiliano poggia anche su alcune modifiche normative che hanno facilitato la concessione dei mutui. Fino al 2005 gran parte delle abitazioni venivano pagate in contanti e i mutui ipotecari rappresentavano solo l`1,4% del Pil. Negli ultimi anni sono saliti al 6% del Pil.


Ciò ha spinto anche un altro settore, quello edilizio, grazie all`ambizioso progetto lanciato da Lula e riconfermato da Dilma Rousseff, la nuova presidenta in carica dal primo gennaio 2011: i programmi di edilizia sociale denominati "Minha casa" e "Minha vida", la mia casa, la mia vita. Si tratta di finanziamenti forniti ad alcuni milioni di famiglie a basso reddito in aree ovviamente periferiche delle città più importanti oppure in città minori.

A dispetto di un boom economico di dimensioni epocali, con l`approdo di circa 20 milioni di brasiliani nella nuova dimensione di "consumatori", restano dei timori atavici: per esempio quello descritto da Ines Magalhaes, ministro delle Abitazioni: «I brasiliani, di qualsiasi classe sociale, vogliono acquistare la casa di proprietà proprio perché temono una nuova fase recessiva e quindi la perdita di lavoro e l`impossibilità di pagare un mutuo».


Ebbene, questi grandi progetti hanno attirato anche altre infrastrutture: porti, ferrovie e aeroporti. Basti pensare che lo Stato di San Paolo possiede 35 aeroporti, in gran parte in via di ristrutturazione.


Ecco perché sono tanti i gruppi immobiliari sbarcati in Brasile dall`estero. Tra questi, il gruppo canadese Brookfield asset management, il cui presidente Josè Alburquerque ha dichiarato che il Brasile «non è più il Paese del futuro ma quello del presente».

 

 Fonte:
Il Sole 24 Ore