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São Paulo, 11 Dezembro 2018 - 02:50 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 11 Dicembre 2018 - 05:50
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I GIOVANI NON ADERISCONO ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE
 
 
 
 
Gli iscritti a una forma pensionistica complementare soltanto il 18% ha meno di 35 anni di età.  Le priorità degli under 3 enni sono il lavoro, il partner e la casa.

Nel suo debutto al G8,  nel resort a 5 stelle di  Lounghe Erpe in Irlanda, fallito a seguito della crisi, il Presidente del Consiglio italiano Letta, stando a quanto riporta la Stampa, nel faccia a faccia con il presidente degli Usa Obama, ha spiegato che l’altissimo tasso di disoccupazione giovanile in Italia dipende dal fatto che i sindacati ( e la politica) si sono troppo preoccupati per tutelare i cinquantenni, specie sulle pensioni, a scapito di tutti gli altri. Non è che ha detto proprio così, ma il senso è questo.

Quindi la colpa non è del lavoro che non c’è, di fabbriche che chiudono per mancanza di commesse ecc …,  ma nell’egoismo di qualcun altro.

La conseguente ricetta  ovviamente non è quella di creare nuove opportunità di lavoro, ma incidere ancora sulle pensioni in modo da far star male gli anziani e peggio i giovani.

Una avvisaglia già si aveva avuta nella proposta della staffetta intergenerazionale con pensioni tagliate, idea fortunatamente messa al momento in un cassetto. Poiché le idee più perniciose sono quelle che più vengono realizzate, bisogna vigilare. Sotto il grido l’Europa lo vuole! fanno passare anche cose di cui  l’Europa non gliene importa gran chè.

Ma al momento sembra che ai giovani non interessa la pensione e figuriamoci quella complementare. Stando ai dati della Relazione Covip 2013, i  PIP costituiscono la tipologia di forma pensionistica con il maggior numero di aderenti, 2,3 milioni: agli 1,8 milioni dei PIP “nuovi”, aumentati del 22 per cento rispetto al 2011, si sommano i circa 535.000 dei PIP “vecchi” ai quali, tuttavia, è preclusa la raccolta di nuove iscrizioni. I fondi pensione negoziali contano 1,97 milioni di aderenti, 25.000 in meno rispetto al 2011; dalla fine del 2008 il comparto ha perso oltre 70.000 iscritti.

Ai fondi pensione aperti, incrementatisi di 32.000 persone, aderiscono in 914.000; i fondi pensione preesistenti totalizzano 660.000 iscritti, circa 4.800 in meno rispetto al 2011. Gli aderenti a Fondoinps sono circa 36.000. Se andiamo a vedere le adesioni in base all’età, abbiamo la conferma del mancato interessamento dei giovani per la  previdenza complementare. Soltanto il 18% dei lavoratori con meno di 35 anni è iscritto a una forma pensionistica complementare. Il tasso di partecipazione sale al 24,7 per cento per i lavoratori di età compresa tra 35 e 44 anni e al 30,2 per cento per quelli tra 45 e 64 anni. Nel complesso, l’età media degli aderenti è di 44,6 anni, rispetto ai 42 degli occupati. Secondo il genere, il tasso di partecipazione è del 27,2 per cento per gli uomini e del 23,1 per le donne. Gli iscritti di sesso maschile rappresentano il 63 per cento del totale degli aderenti.

Ai giovani interessa prioritariamente un lavoro decente e dignitoso magari coerente con il proprio titolo di studio. Fa must esibirsi come cameriere nelle tavole calde multietniche, ma per un laureato, con la specialistica e qualche master in ingegneria, forse gli farebbe più piacere stare in qualche ufficio di progettazione. Dopo il lavoro, affianco o precedente, la ricerca dell’anima gemella e infine una casa per poter vivere lontano dagli amati genitori. Conquistate queste tre cose, i giovani sono disposti a pensare a tutto, compresa la previdenza complementare, ma solo il 18% si iscrive perché la diffidenza è molto alta. Si indirizzano  ai Fondi  negoziali di categoria i lavoratori in possesso di  profili professionali medio bassi, oppure coloro che sono occupati nei settori dove ancora persiste un residuo di sindacalizzazione, si indirizzano ai Pip, i dipendenti che hanno profili professionali medio alti.

Così potendo disporre risorse economiche da destinare alle compagnie di assicurazioni, si tengono stretti il tfr e usufruiscono dei benefici fiscali. Benefici che stranamente hanno un limitato appeal per l’universo dei giovani. Poter risparmiare dalle tasse fino a 5000 euro all’anno pare che lasci i più indifferenti. Eppure è uno dei pochi strumenti legali oggi esistenti per pagare meno tasse e altri in giro neppure nel prossimo futuro non ve ne sono.

Fonte:
Previdenza Complementare
Camillo Linguella