Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 15 Dezembro 2018 - 16:32 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 15 Dicembre 2018 - 19:32
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
OCSE: I PRECARI DI OGGI SARANNO ANZIANI POVERI DOMANI
 
 
 
 

L`OCSE non usa mezzi termini circa il futuro della previdenza italiana e afferma che “l`adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema” per le generazioni future del Belpaese, e “i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia”. Sotto la lente dell`organizzazione di Parigi il metodo di calcolo del sistema contributivo legato strettamente all`ammontare dei contributi, e la mancata previsione della “pensione sociale per attenuare il rischio di povertà degli anziani”.

L`OCSE riconosce i passi avanti fatti dall`Italia in termini di sostenibilità finanziaria e di stabilizzazione della spesa ottenuti grazie alla Riforma Fornero. Secondo le stime dell`organizzazione, la spesa pensionistica in Italia era al 15,3% del PIL nel 2010, la più onerosa fra tutti i Paesi membri, principalmente per effetto di “un`eredità del passato”, ma grazie alle modifiche apportate dal 2008 in avanti, e in particolare alla riforma del 2011 che ha aumentato l`età pensionabile, scenderà al 14,5% nel 2015 e al 14,4% nel 2020. Nei decenni successivi tornerà a salire, ma sempre restando compresa tra il 15% e il 15,9%. Sebbene l`età sia salita a partire dal 2011, “l`età effettiva alla quale uomini e donne lasciano il lavoro è ancora relativamente bassa in Italia: 61,1 anni per gli uomini e 60,5 per le donne”. Analizzando i contributi previdenziali, l`OCSE dichiara che quelli italiani sono ai massimi livelli nell`area dei Paesi aderenti all`organizzazione. I contributi previdenziali in Italia infatti nel 2012 sono al 33% del totale lordo della retribuzione, complessivamente pari al 9% del PIL e al 21,1% del totale delle tasse. La media OCSE è del 19,6%, pari al 5,2% del PIL e al 15,8% del totale delle tasse. Anche i salari italiani sono al di sotto della media OCSE. In media in Italia nel 2012 un lavoratore percepisce 28.900 euro, pari a 38.100 dollari, al di sotto dei 42.700 dollari medi dell`OCSE, sui quali pesano i 94.900 dollari degli svizzeri, i 91mila dollari dei norvegesi, i 76.400 dollari degli australiani, i 59mila dollari dei tedeschi e i 58.300 dollari degli inglesi. Ai livelli più bassi i messicani con 7.300 dollari e i 12.500 dollari degli ungheresi.

 

Fonte:
La Stampa