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São Paulo, 14 Dezembro 2018 - 12:58 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 14 Dicembre 2018 - 15:58
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CENSIS: ITALIA FIACCATA DA CRISI PERSISTENTE. I GIOVANI EMIGRANO. I 50ENNI TEMONO DI PERDERE LAVORO
 
 
 
 

«Un Paese sotto sforzo o, meglio, profondamente fiaccato da una crisi persistente». Con queste parole il Censis fotografa l`Italia nel suo 47° rapporto annuale sulla situazione sociale del paese, presentato oggi a Roma. Le famiglie sono più attente alle promozioni e riducono le spese alimentari. I cinquantenni sono spaventati dalla perdita del posto di lavoro, mentre sempre più giovani emigrano. Il tessuto produttivo si trasforma: il commercio resiste con gli immigrati e gli ambulanti, mentre i distretti industriali guardano sempre più al di là delle Alpi.

Giù le spese alimentari
Dai primi anni 2000 a oggi, sono diminuite del 6,7% le spese per prodotti alimentari, del 15% quelle per abbiagliamento e calzature, dell`8% l`arredamento e la manutenzione della casa, del 19% i trasporti. Viceversa sono cresciute alcune spese su cui per le famiglie è quasi impossibile fare economia: utenze domestiche e manutenzione della casa (+6,3%) e quelle medico-sanitarie (+19%). Non sorprende quindi che nell`ultima parte del 2013, su un campione di 1.200 famiglie, il 69% ha registrato una riduzione e un peggioramento della capacità di spesa (per il 29% è rimasta uguale e per il 2% è migliorata).

Più attenzione alle promozioni
Il 63% delle famiglie sceglie gli alimenti tenendo in maggiore considerazione il prezzo più conveniente. Il 76% dà la caccia alle promozioni (43% è la media europea). Oltre il 53% degli italiani ha ridotto negli ultimi due anni gli spostamenti con auto e scooter per risparmiare sulla benzina. Il 68% ha tagliato cinema e svaghi e il 45% ha rinunciato al ristorante. A preoccupare le famiglie, nel 72,8% dei casi è il sopraggiungere di una spesa improvvisa (malattia o riparazioni in casa e per l`auto), ma anche le tasse (24,3%) e le bollette (22,6%).

Il commercio si trasforma: più negozi etnici, ambulanti e online
La recessione ha inciso a 360 gradi sul mondo delle imprese: dal 2009 hanno cessato l`attività più di 1,6 milioni di aziende. Le realtà sopravvissute hanno iniziato a trasformarsi. Nel piccolo commercio, il settore alimentare contava 129mila esercizi nel 2008. Crollati a 121mila nel 2009, sono ora saliti a 124mila. Grazie soprattutto allo sviluppo delle panetterie, le piccole rivendite di frutta e verdura e i negozi di prodotti etnici (dal 2009 nel commercio al dettaglio il numero di stranieri è cresciuto del 21%). Forse per risparmiare sull`affitto, negli ultimi 3 anni sono aumentati dell`8% i titolari che si sono dedicati all`attività ambulante. Si cercano poi nuovi canali di vendita, con gli operatori online cresciuti del 20% dal 2009.

Si cercano mercati esteri con nuovi prodotti
Tra il 2009 e il 2012, le imprese manifatturiere operanti in 55 tra i più rilevanti e consolidati distretti produttivi storici hanno registrato una flessione del 3,8%, con realtà come il laniero di Biella o il calzaturiero di Trani-Barletta, dove la riduzione delle aziende è stata vicina al 20%. Le aziende che sopravvivono hanno una sempre più grande tendenza a cercare i propri mercati all`estero, con una crescita dell`export del 2,2% nel primo trimestre 2013. Nel 78% dei casi si è cercato di uscire dalla stagnazione con l`invenzione di nuovi prodotti o con innovazioni di processo (75%). Per il 58% sono state portate modifiche ai vertici aziendali.

I cinquantenni temono la disoccupazione, i giovani emigrano
Con un tasso di disoccupazione che si avvicina pericolosamente al 13%, non sorprende che aumenti l`incertezza sul lavoro. Il 24,4% degli italiani teme il peggioramento delle proprie condizioni professionali, il 14,3% vede la possibilità di una riduzione del reddito e il 14% addirittura la perdita del posto di lavoro (una percentuale che arriva al 17,1% tra chi ha tra 45 e 54 anni). Da qui la conseguenza che si cercano sempre più nuove opportunità all`estero. Nell`ultimo decennio chi ha trasferito la propria residenza oltreconfine è raddoppiato: dai 50mila del 2002 a 106mila nel 2012 (+28,8% tra il 2011 e il 2012). Nel 54,1% dei casi si tratta di under 35.

 

Fonte:
Il Sole 24 Ore