Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 11 Dezembro 2018 - 02:50 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 11 Dicembre 2018 - 05:50
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
PENSIONI, È BOOM DI USCITE ANTICIPATE CON L`OPZIONE DONNA
 
 
 
 
Sempre piu` lavoratrici scelgono di uscire prima con la pensione calcolata con il sistema contributivo. Dalle 56 pensioni liquidate nel 2009, si è passati a 518 nel 2010, 1.377 nel 2011 e a 5.646 nel 2012.
Non si arresta l`esodo delle lavoratrici che optano per la pensione contributiva in cambio di un anticipo di alcuni anni sull`età pensionabile. Una facoltà che, salvo proroghe, è destinata a chiudersi il prossimo 31 Dicembre 2015. Secondo i dati forniti dall`Inps, nel 2014 le domande presentate sono state ben 7.332. Erano 1.122 a fine gennaio. Introdotta in via sperimentale a fine 2004, l`opzione contributiva ha registrato un successo crescente, soprattutto per via della riforma Fornero del 2011. Dalle 56 pensioni liquidate nel 2009 si è passati a 518 nel 2010, 1.377 nel 2011 e a 5.646 nel 2012. L`anno scorso ne sono state liquidate 8.846.

Com`è noto infatti la riforma Fornero del 2011 ha confermato fino al 31 Dicembre 2015 la possibilità per le donne di andare in pensione prima, a patto di scegliere per un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo. I requisiti restano quelli fissati dalla legge 243/04 distinti per le donne che lavorano come dipendenti e per le autonome: rispettivamente, 57 anni e 58 anni, a cui bisogna aggiungere, dal 1° gennaio 2013, il primo aumento di tre mesi dovuto alla speranza di vita. In entrambi i casi resta uguale il requisito dell`anzianità contributiva pari a 35 anni.

Per questa forma di pensione anticipata resta però in vigore il regime della finestra secondo cui l`assegno non viene erogato il mese successivo alla maturazione dei requisiti ma dopo un periodo di 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome. L`Inps ha chiarito che l`opzione per il contributivo è aperta sino al 31 dicembre 2015 a condizione che a questa data siano perfezionati i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico. A tale data cioè deve anche essersi aperta la finestra mobile (Circolare Inps 35/2012).

Questo significa che le lavoratrici dipendenti dovranno maturare i requisiti (57 anni e 3 mesi e 35 anni di contributi) entro il 30 Novembre 2014; le dipendenti del pubblico impiego iscritte all`ex Inpdap entro il 30 Dicembre 2014; le autonome entro il 31 Maggio 2014 (ma servono qui 58 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi). A nulla sono valse le pressioni da parte del Parlamento per una revisione di questa restrizione che, nei fatti, impone alle lavoratrici la necessità di perfezionare i requisiti previdenziali con almeno un anno di anticipo rispetto alla scadenza originaria.

Per effetto del passaggio al sistema di calcolo totalmente contributivo le lavoratrici che optano per il regime in questione subiscono mediamente una decurtazione sull`assegno che oscilla intorno 25-30% rispetto a quanto avrebbero ottenuto con il sistema misto. Il taglio è tuttavia molto variabile a seconda dell`età della lavoratrice e dalle caratteristiche di carriera, retribuzione ed anzianità contributiva maturata alla data di accesso al regime.

Indicativamente la seguente tabella evidenzia l`impatto sull`assegno dell`opzione donna esercitata da quattro tipi di lavoratrici.

Fonte:
Pensioni Oggi.it